Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Industria / 13/06/2019

NUOVOIMAIE, ritratti d'artista: Luis Bacalov

Il grande compositore nato in Argentina ma naturalizzato italiano è stato una delle figure più importanti nella storia della musica popolare contemporanea tricolore, un architetto di quello che sarebbe diventato il nostro pop celebrato in tutto il mondo

NUOVOIMAIE, ritratti d'artista: Luis Bacalov

Non basterebbe un film per raccontare la vita di Luis Enríquez Bacalov, nome che agli ascoltatori meno attenti forse non suonerà troppo familiare, ma che - a tutti gli effetti - è stato uno dei padri della musica popolare italiana a partire dagli anni Sessanta, forgiando con i suoi lavori quello che, in tempi più recenti, sarebbe diventato il pop tricolore tanto apprezzato sia nel nostro Paese che all'estero.

Nato a San Martín, nei pressi di Buenos Aires, nel 1933, Bacalov - che nel 2010 sarà tra gli artisti fondatori di NUOVOIMAIE insieme a, tra gli altri, Claudio Baglioni, Massimo Di Cataldo, Marco Masini e altri - studia pianoforte con Enrique Barenboim (padre del celebre direttore d'orchestra Daniel). Giovanissimo, gira tutto il Sudamerica per tenere concerti, e - a vent'anni - si trasferisce dalla madre patria in Colombia, dove si sposa e vive per quattro anni. La sua passione, diventata ormai un lavoro, lo porterà poco dopo in Europa, prima in Spagna - paese dove risiederà per breve tempo, ma dal quale presto si allontanerà, infastidito dal clima creato dal regime instaurato da Francisco Franco - e poi in Francia, dove ultimerà gli studi di perfezionamento.

La svolta, però, arriva nel 1959, quando Bacalov approda in Italia, a Roma: già affermato professionista nonostante la giovane età, l'artista si afferma come arrangiatore presso due delle realtà discografiche all'epoca più prestigiose, la Fonit Cetra e la RCA, dove ha l'opportunità di collaborare con voci di prima grandezza come Claudio Villa e Milva. Il sodalizio professionale con la controllata italiana dell'etichetta fondata da Eldridge R. Johnson ed Emile Berliner porterà Bacalov a trasferirsi a Milano, dove lavorerà alle più celebri composizioni di artisti di alto profilo come Nico Fidenco (suo è l'arrangiamento della hit "Legata a un granello di sabbia"), Sergio Endrigo, Rita Pavone, Umberto Bindi e Neil Sedaka. Con Endrigo, in particolare, Bacalov instaurerà un rapporto artisticamente molto prolifico: i due, insieme, firmeranno album oggi assurti a classici a tutti gli effetti come "La vita, amico, è l'arte dell'incontro" (1969), "Nuove canzoni d'amore" (1971), "L'arca" (1972) e "Ci vuole un fiore" (1974).

A partire dalla metà degli anni Sessanta l'artista non solo si consacra come uno dei più prestigiosi arrangiatori in ambito mainstream e rock, ma anche come autore per il cinema: accanto ai lavori con, tra gli altri, New Trolls, Il Rovescio della Medaglia, Claudio Baglioni, Mia Martini e Ricchi e Poveri, Bacalov firma le colonne sonore di film importanti come "Il Vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini, "Django" di Sergio Corbucci, "A ciascuno il suo" di Elio Pietri, il celebre poliziottesco di Fernando Di Leo "Milano calibro 9" e - più tardi, sul finire degli anni Settanta - "La città delle donne" di Federico Fellini.

Un impegno costante e un'ispirazione inarrestabile hanno reso Bacalov una figura di prima grandezza sul panorama non solo italiano, ma anche sulla platea mondiale: il regista di culto Quentin Tarantino, che già nel 2003 per il primo capitolo della saga cinematografica di "Kill Bill" aveva utilizzato un suo brano tratto dalla colonna sonora scritta per lo spaghetti-western "Il grande duello", per "Django Unchained" del 2012 sceglierà diverse composizioni di Bacalov, che diventeranno uno dei fil rouge più importanti del commento musicale al blockbuster interpretato da Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Kerry Washington e Samuel L. Jackson. E' un'ulteriore consacrazione, anche se - presso la comunità artistica mondiale - Bacalov ormai non ha più bisogno di presentazioni: dopo aver ricevuto diversi premi e riconoscimenti, il grande artista si spegnerà il 15 novembre 2017, ormai ottantaquattrenne, presso l'ospedale San Filippo Neri di Roma, dove era ricoverato da più di una settimana dopo essere stato colpito da un'ischemia.

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.