NEWS   |   Industria / 12/06/2019

Il disastro 'segreto' alla UMG: le prime reazioni degli artisti

Undici anni fa un incendio agli Universal Studios di Los Angeles distrusse i master di Nirvana, Guns N' Roses, Elton John e moltissimi altri grandi del rock: il disastro rivelato solo oggi. E le band dicono che...

Il disastro 'segreto' alla UMG: le prime reazioni degli artisti

Un'inchiesta del New York Times ha svelato che nelle prime ore del mattino dell'1 giugno 2008 un incendio sviluppatosi presso gli Universal Studios di Hollywood, in California, distrusse il Building 6197, il capannone utilizzato dalla casa di produzione cinematografica e musicale come archivio dei master: nella struttura erano conservate le registrazioni originali di, tra gli altri, i big passati dal roster della Decca come Billie Holiday, Louis Armstrong, Duke Ellington, Al Jolson, Bing Crosby ed Ella Fitzgerald, oltre che - ovviamente - tutti gli artisti messi sotto contratto da Universal Music e le proprie controllate, tra i quali figurano Ray Charles, B.B. King, Four Tops, Joan Baez, Neil Diamond, Sonny and Cher, Joni Mitchell, Cat Stevens, Al Green, Elton John, Eric Clapton, Eagles, Aerosmith, Barry White, Tom Petty, Police, Sting, R.E.M., Guns N’ Roses (nella foto, la band di "Appetite for Destruction" impegnata nel recente "Not in This Lifetime Tour"), No Doubt, Nine Inch Nails, Nirvana, Beck, Sheryl Crow, Tupac Shakur ed Eminem.

All'epoca il rogo fece notizia, ma il fatto che il disastro avesse colpito uno degli studi più celebri di Hollywood e l'abilità degli addetti alle pubbliche relazioni - complice anche la complessità di fare verifiche in tempo reale su quanto fosse conservato effettivamente negli archivi - riuscirono a far passare sotto silenzio l'effettiva gravità della perdita "musicale". Il "master", come viene chiamato in gergo tecnico, è il supporto fisico multitraccia sul quale viene fissato il suono prodotto in studio: senza ricorrere alla registrazione originale delle singole piste è impensabile non solo rimettere mano ai mixaggi originali, ma anche solo rimasterizzare con le nuove tecnologie le incisioni d'annata.

Al di là dell'implicazione "industriale" in un'epoca dove la discografia pare sfruttare ampiamente i back catalogue con riedizioni celebrative rimasterizzate e arricchite, la rivelazione della testata americana ha messo in allarme il gotha del rock a stelle e strisce. Contattato da Pitchfork, un portavoce delle Hole ha fatto sapere che la band di Coutney Love ha appreso dalla stampa circa la distruzione dei propri master.

"Stiamo ricevendo richieste da molte persone preoccupate per l'articolo del New York Times sull'incendio alla Universal Music di 11 anni fa", hanno fatto sapere i R.E.M. attraverso il proprio canale Twitter ufficiale: "Stiamo cercando di ottenere informazioni valide per scoprire cosa sia successo e l'eventuale effetto dell'evento sulla musica del gruppo, se c'è stato. A tempo debito forniremo i dettagli".

"Credo che i master originali di 'Nevermind' siano andati persi per sempre"; ha spiegato Krist Novoselić in un botta e risposta su Twitter con i fan.

"Sapevamo che i nastri originali degli Steely Dan erano stati dati per persi molto tempo fa", ha dichiarato il manager del gruppo e veterano della discografia americana Irving Azoff: "Non ci è mai stata data una spiegazione plausibile. Forse sono andati bruciati in questo grande incendio. In ogni caso, è certamente un tesoro perduto".

"A quanti si sono chiesti perché 'Do You Want More' e 'Illdelph Halflife' non siano stati ristampati...", è il commento, tra l'amaro e il sarcastico, di ?uestlove, batterista e mente creativa dei Roots: "Morivo dalla voglia di mettere mano alle vecchie bobine e remixare otto o nove outtakes. Il mio piano era quello di pubblicare di entrambi i dischi tutte le tracce in versione sia strumentale che a cappella".

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