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NEWS   |   Recensioni concerti / 12/06/2019

Il circo di Francesco De Gregori torna in una veste inedita

Ecco come suonano le canzoni del Principe rifatte insieme ad un’orchestra: il racconto della prima data a Roma - alle Terme di Caracalla - del nuovo tour 'De Gregori & Orchestra'

Il circo di Francesco De Gregori torna in una veste inedita

Francesco De Gregori è un papà premuroso che cambia abito alle sue figlie. Stavolta il vestito scelto è quello sinuoso delle grandi occasioni, diverso dalla dimensione intima della residency al Teatro Garbatella di Roma di qualche mese fa. Se le serie di date sul palco del piccolo teatro romano avevano rappresentato per il Principe un modo per tornare a confrontarsi con una platea più ristretta rispetto a quelle dei palasport degli ultimi anni, lo spirito di “De Gregori & Orchestra - Greatest Hits Live” - che ha debuttato ieri sera alle Terme di Caracalla - è diverso: scoprire come suonano le sue canzoni rifatte insieme ad un’orchestra. Si tratta della Gaga Symphony Orchestra, insieme alla quale il cantautore si esibirà in alcuni luoghi storici ed artistici della Penisola: “Non ho mai fatto niente del genere nella mia vita. Sono eccitato, mi sembra di aver raggiunto qualcosa di diverso dopo cinquant’anni, una contaminazione tra vari generi. Mi sono lasciato tentare dal suono orchestrale: l’orchestra amplifica le potenzialità delle mie canzoni e questo mi commuove. Ho provato e sono tranquillo…per quanto si possa essere tranquilli con un’orchestra”, scherza De Gregori poche ore prima del debutto.

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Così De Gregori fa indossare alle sue canzoni abiti nuovi, diversi da quelli originali: “Sono un uomo di spettacolo, ho scritto canzoni che sono piaciute, ma non sono da marmorizzare. Ho i calli sulle punte delle dita, come un vero chitarrista, uno che la sera non sa che giacca mettersi…”, dice. Accanto ai quaranta elementi della Gaga Symphony Orchestra diretta da Simone Tonin, e al quartetto degli Gnu Quartet, sul palco ci sono i suoi musicisti di fiducia: Guido Guglielminetti al basso, Carlo Gaudiello al pianoforte, Paolo Giovenchi alle chitarre, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino, e Simone Talone alle percussioni. Gli arrangiamenti sono del maestro Stefano Cabrera. “La musica è liquida, cambia. Rifare ‘Rimmel’ come è stata scritta nel ’75 sarebbe un falso in atto pubblico perché quel De Gregori non c’è più. È questa la bellezza delle canzoni: sono vive. Un pittore non può permettersi di tornare indietro, chi scrive e canta sì, e io voglio farlo”.

“Il palco fa la differenza, l’estetica è importante, so dove sto lavorando e penso a Bob Dylan (uno a caso!) quando ha suonato qui”, osserva il cantautore indicando l’antico complesso termale capitolino. La scaletta comprende ventidue brani che provano a riassumere quella che è stata la carriera di De Gregori dagli esordi fino a qui, anche se saltano subito all’occhio grandi assenti come “Viva l’Italia”: “Questa è una canzone assertiva, pugnace, non me la sento di farla in questo periodo. La risposta finisce qua”, dice ai giornalisti che provano a indirizzarlo verso una strettoia politica dalla quale il Principe - che quella canzone l’aveva comunque suonata qualche mese fa al Teatro Garbatella - ne esce con un’affermazione netta: “Non ho mai scritto canzoni politiche, parliamo di musica”.

Non è l’unica grande assente, “Viva l’Italia”. I tagli, spiega il cantautore, sono stati obbligatori: “Le scelte sono state fatte ovviamente in funzione dell’orchestra, ho sacrificato pezzi molto ritmici che non avrebbero reso quanto altri”. C’è però la strumentale e festosa sinfonia di “Oh Venezia”, che apre il concerto, come l’overture di un’opera lirica, “le canzoni avranno una voce diversa…se vi va di andare a tempo seguite il maestro”, spiega il cantautore al pubblico, prima di intonare il poker composto da “Generale”, “Il cuoco di Salò”, “La storia” e “Pablo”.

In quest’epoca di musica liquida, il realismo del cantautore romano colpisce nuovamente nel segno, come aveva già dichiarato prima della residency al teatro Garbatella: “Ci sarà un disco live ma solo per uso personale. Non lo pubblicherò perché non voglio pubblicare dischi che non vendono più né pezzi che le radio non passano”.

Ad accompagnare De Gregori in questa sua nuova avventura c’è anche un ospite d’eccezione: è Tricarico, autore nel 2000 della hit “Io sono Francesco”: “E’ un animale solitario, con una sua testa, importante, poco incline ai compromessi. La sua ‘sghembità’ me lo rende un po’ gemello. L’ho conosciuto durante i miei concerti alla Garbatella e gli ho chiesto questa cosa. Anche perché a mio avviso i nostri pubblici, anche se diversi, sono in grado di apprezzare entrambi i nostri repertori”.

Il tuffo nel mondo del Principe parte dalle acque popolari di Venezia per poi affrontare quei potenziali successi mai divenuti tali “per colpa delle radio che passano solo musica di merda”. In “La leva calcistica della classe ‘56” Nino sembra quasi correre più veloce nelle melodie sinfoniche create dagli archi, “Alice” e il suo mondo che gira raccontano una fiaba alla Ameliè Poulain. È il classico circo di De Gregori che va in scena con una veste inedita, ma non estranea al folk delle sue poesie (“Un guanto” è un praticamente country e “Buffalo Bill” è la perfetta colonna sonora di un film western, sulla quale Il cantautore suona la sua chitarra).

L’omaggio a Dalla con “Santa Lucia”, poi quello a Elvis con “I can’t help falling in love with you” - ricordo di un ascolto d’infanzia ad opera del fratello Luigi. “E’ un regalo che mi faccio” dice, nonostante il pezzo sia già stato suonato nel 2013, nel corso del “Sulla Strada Tour”. Per il finale pesca da “Rimmel”: “Buonanotte Fiorellino” è riproposta in versione valzer, mentre il pezzo omonimo all’album, “Rimmel” appunto, lascia ampio spazio all’orchestra, e concede al Principe l’occasione di guardare commosso alla sua nuova creatura.

(Francesca Aquilone)

SCALETTA:
“Oh Venezia”
“Generale”
“Il cuoco di Salò”
“La storia”
“Pablo”
“Due zingari”
“La leva calcistica della classe ‘68”
“La valigia dell’attore”
“Un guanto”
“Sempre e per sempre”
“Bufalo Bill”
“Santa Lucia”
“Alice”
“La donna cannone”
“Vai in Africa, Celestino!”
“Pezzi di vetro”
“Cardiologia”
“L’abbigliamento di un fuochista”
“Titanic”
“I can’t help falling in love with you”
“Buonanotte fiorellino”
“Rimmel”

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