UMG, nell’incendio del 2008 persa musica di Nirvana, Guns N’ Roses, Eric Clapton e tanti altri: l’inchiesta del New York Times

I danni delle fiamme che nel 2008 hanno avvolto gli Universal Studios di Hollywood non hanno interessato solo il mondo del cinema. A undici anni di distanza il Times fa luce sui master musicali perduti per sempre in quell'incendio.

UMG, nell’incendio del 2008 persa musica di Nirvana, Guns N’ Roses, Eric Clapton e tanti altri: l’inchiesta del New York Times

Che nell’incendio che nel 2008 ha devastato una parte degli Universal Studios di Hollywood fosse andato perduto del materiale cinematografico di valore era cosa nota, ma mai prima d’ora erano state divulgate informazioni precise a proposito di quanto le fiamme avessero lasciato il segno anche sulla musica raccolta nel Building 6197, la casa dei master di Universal Music Group. A riaprire la questione è il New York Times, che è entrato in possesso di documenti che provano come “alcuni dei materiali di maggior valore di Universal Music Group” siano andati perduti. La testata con sede nella Grande Mela riferisce di oltre 100mila master irreparabilmente distrutti e della perdita di circa 500mila titoli, che restano però sconosciuti. Il Times è riuscito, ad ogni modo, a raccogliere i nomi degli artisti interessati dalle conseguenze dell’incendio. Si tratta, oltre a una gran quantità di artisti minori, di Elton John, Eric Clapton, Eagles, Aerosmith, Steely Dan, Tom Petty and the Heartbreakers, Police, Guns N’ Roses, Nine Inch Nails, Nirvana, Soundgarden, Tupac Shakur, Beck, Louis Armstrong, Duke Ellington, Al Jolson, Bing Crosby, Ella Fitzgerald, Judy Garland, Billie Holiday, Chuck Berry, Aretha Franklin, John Coltrane, Count Basie, Ray Charles, Sammy Davis Jr., Les Paul, Fats Domino, Loretta Lynn, B.B. King, Quincy Jones, Burt Bacharach, Joan Baez, Neil Diamond, Sonny and Cher, The Mamas and the Papas, Joni Mitchell, Cat Stevens, Lynyrd Skynyrd, Jimmy Buffett, Don Henley, Iggy Pop, Barry White, Patti LaBelle, Yoko Ono, Sting, R.E.M., Janet Jackson, Queen Latifah, Mary J. Blige, Sonic Youth, No Doubt, Snoop Dogg, Hole, Sheryl Crow ed Eminem.

Non è la prima volta che una testata prova a far luce sulle vicende legate all’incendio del 2008. Già in quello stesso anno Deadline aveva portato l’attenzione sull’irreparabile danno che era stato causato al mondo della musica ma un portavoce di UMG aveva smentito, dichiarando che l’etichetta “non ha avuto perdite”. Ora l’ex dirigente UMG Randy Aronson ha raccontato al Times che il gruppo ha cercato di sminuire quanto accaduto per il timore di una perdita di fiducia da parte del pubblico. “La società sapeva che ci sarebbero stati shock e indignazione se le persone avesse scoperto la vera storia. Hanno fatto un eccellente lavoro per mantenere il silenzio. È un segreto del quale mi vergogno di aver preso parte”, ha dichiarato Aronson al New York Times.

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