Sta per arrivare il biglietto nominale. Siamo pronti? (1 / 4)

Il secondary ticketing, una piaga per l’industria, è diventato ormai anche la sagra della demagogia. Ma, esattamente, cosa sta facendo il legislatore? Un esame della normativa vigente e di quella imminente ci ha lasciato con più domande che risposte

Sta per arrivare il biglietto nominale. Siamo pronti?

In questo servizio, dando continuità ad una consuetudine che dura su Rockol da oltre tre anni, ci occupiamo di ticketing.

Collegare la situazione effettiva del mercato secondario in Italia alle leggi che regolamentano la materia nel nostro Paese è il nostro principale obiettivo. Per farlo abbiamo anche costruito un’area specifica composta da FAQ, perché riteniamo che le domande inerenti la normativa sul secondary ticketing siano numerose e importanti tanto per il consumatore quanto per l’industria musicale (e non solo per il comparto live).

Ma, in assoluta trasparenza, dichiariamo subito che a stimolare la stesura di questo articolo è una doppia domanda alla quale non abbiamo saputo rispondere, e cioè: qual è il razionale di una nuova legge in materia prevista tra meno di un mese – quella sul biglietto nominale – quando ce n’è una entrata in vigore un anno fa (quella sul secondary ticketing)? E che relazione c’è tra le due?

Quanto segue descrive l’oggetto della legge già in vigore, il suo effettivo grado di applicazione e le sanzioni previste; e la nuova normativa la cui entrata in vigore è prevista per l’1 luglio 2019, rispetto alla quale – per quanto ci è dato conoscere - cerchiamo di indagare quali potrebbero essere gli effetti e le conseguenze pratiche attese.

Il 30 dicembre 2018 è entrata in vigore una legge – la numero 145, meglio conosciuta come Legge di Bilancio 2019 – che integra, al comma 545-bis – le disposizioni già previste dall'art. 1, comma 545, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in materia di rivendita di biglietti per spettacoli dal vivo.

Questa legge, in buona sostanza, prende di mira il fenomeno del secondary ticketing e prevede una serie di sanzioni precise. In particolare, multe “da 5.000 euro a 180.000 euro, nonché, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di comunicazione elettronica, secondo le modalità stabilite dal comma 546, con la rimozione dei contenuti, o, nei casi più gravi, con l'oscuramento del sito Internet attraverso il quale la violazione è stata posta in essere”. Come si intuiva dal testo, i provvedimenti sanzionatori – a differenza delle normative per arginare il fenomeno delle speculazioni sui mercati secondari già approvate da altri paesi extraeuropei – non riguardavano le persone fisiche, ma solo le società attive sul secondary market. Nel testo della legge 232, infatti, si leggeva: “Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente decreto le persone fisiche che effettuano la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento dei titoli di accesso di cui al comma 1 in modo occasionale e senza finalità commerciali”.

Leggi anche: Biglietto nominale, le FAQ

In seguito alle osservazioni degli operatori, il legislatore ha provveduto però a rettificare il tiro e, con la legge di bilancio per il 2019 (L.145 del 30/12/2018) che ha anche introdotto il biglietto nominale e altre prescrizioni, l’articolo di legge è stato integrato come segue: “Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente decreto le persone fisiche che effettuano la vendita ad un prezzo uguale o inferiore al nominale dei titoli di accesso di cui al comma 1 in modo occasionale e senza finalità commerciali”. Con il che si è opportunamente sancita l’illegalità dei comportamenti di privati che rimettano in vendita i propri biglietti ad un ammontare superiore al nominale - come osservato anche dall'AGCom in un comunicato ufficiale dello scorso 7 maggio (vedi Faq numero 3), al quale, almeno per il momento, non sono però seguiti provvedimenti concreti da parte dell'Autorità Garante per le Comunicazioni.

(continua)

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