Geto Boys, giallo (e polemica) sulle condizioni di Bushwick Bill

Un suo compagno di band, Scarface, ne annuncia la scomparsa, ma secondo il suo portavoce e uno dei suoi figli il rapper, 52 anni, sebbene gravemente malato sarebbe ancora vivo

Aggiornamento, ore 19.00: TMZ, la stessa testata che per prima ha riferito della presunta scomparsa di Bushwick Bill, ha ospitato sulle proprie pagine un intervento del portavoce dell'artista, secondo il quale il proprio assistito - sebbene gravemente malato - sarebbe ancora in vita. Secondo il collaboratore del rapper la notizia della sua morte sarebbe stata provocata da "informazioni errate". A confermare la versione del portavoce è intervenuto anche uno dei quattro figli dell'artista, secondo il quale il padre "sta lottando per la propria vita" e necessita di preghiere e supporto. Stando alla versione dell'uomo Shaw sarebbe entrato in conflitto con non meglio identificate figure dell'industria discografica, che "sono state molto rapide nell'annunciare la sua morte in modo da trarne profitto".

Bushwick Bill, nome d'arte di Richard Shaw, membro fondatore dei Geto Boys, pionieri del rap americano originari di Houston, Texas, sarebbe morto all'età di 52 anni: a darne conferma è stato uno dei suoi compagni di band, Scarface, per mezzo di due post pubblicati sulla sua pagina Facebook personale.

Lo scorso mese di febbraio a Shaw fu diagnosticata una forma di tumore al pancreas in stato avanzato, che i medici hanno tentato di rallentare sottoponendo l'artista a diversi cicli di chemioterapia.

Insieme a Willie D e Scarface tra i fondatori del collettivo, Bushwick Bill - che come primo nome d'arte scelse Little Billy - divenne celebre con la sua band nel 1991 grazie all'album "We Can’t Be Stopped": l'attività con i Geto Boys non impedì a Shaw di pubblicare sei album solisti, l'ultimo dei quali - "My Testimony of Redemption" - risale al 2010.

All'inizio dello scorso maggio il gruppo, in seguito alla diagnosi di Bushwick Bill, annunciò un tour di addio, battezzato "The Beginning of a Long Goodbye: The Final Farewell" ("L'inizio di un lungo addio: l'ultimo saluto"), poi cancellato per volere dello stesso Shaw, che considerò l'iniziativa un mero espediente commerciale per sfruttare la sua condizione.

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