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NEWS   |   Pop/Rock / 07/06/2019

Duff McKagan parla di Axl Rose e di "One in a Million"

Il bassista dei Guns N'Roses esprime la propria opinione sul frontman della band californiana e ricorda le critiche ricevute trenta anni fa per la canzone a causa del suo contenuto razzista e omofobo.

Duff McKagan parla di Axl Rose e di "One in a Million"

Duff McKagan è stato intervistato dal magazine statunitense Rolling Stone ed ha parlato, tra le altre cose, anche dell’impegno del cantante dei Guns N’Roses Axl contro l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump, della personalità di Axl e ha ricordato le polemiche per la .

Ecco cosa dice dell'impegno di Axl Rose il bassista dei Guns N’Roses:

“Se dice qualcosa su Twitter, ci ha pensato prima di farlo. Conosce le storie da ogni punto di vista e se qualcuno vuole discuterne con lui, non importa chi sia, sarai fottuto. È un tipo che parla bene ed è colto che ha vissuto un sacco di esperienze. Credo che sia preoccupato per il suo paese”.

Nell’intervista McKagan difende Rose anche dall’avere scritto la controversa, a causa del testo che contiene insulti razzisti e omofobi, "One In A Million" (canzone inclusa in “Lies”, secondo album dei Guns N'Roses del 1988). Rose all’epoca spiegò che il testo della canzone era basato sulle sue prime impressioni sulla città di Los Angeles quando vi arrivò dalla piccola città dell'Indiana dove aveva vissuto sino ad allora.

Duff su “One in a Million” dice:

"Ricordo di aver preso un aereo e una assistente di volo afroamericana vide che il posto accanto a me era libero, quindi si sedette. ‘Sei dei Guns N'Roses? Sei davvero razzista nei confronti dei neri?’ C'è Slash (che è di razza mista) e parte della mia famiglia è afro-americana, ho dovuto spiegarglielo”.

Continua ancora:

“Una cosa da dire su Axl è che se hai intenzione di provare a competere con lui intellettualmente, hai perso, perché è un ragazzo super-intelligente. È un ragazzo super sensibile che fa i suoi studi. Quando abbiamo fatto quella canzone, io stavo ancora bevendo, ma lui era molto più avanti di noi con la sua visione del ‘Qualcosa deve essere detto’. Quello era il modo più hardcore per dirlo”.

Su “One in a Million”, nel 1991, il chitarrista della band californiana Slash disse a Rolling Stone:

"Non pensavo fosse molto bello, ma Axl è molto irremovibile nell'esprimere se stesso. Non mi pento di aver fatto “One In A Million". Mi dispiace solo per quello che abbiamo passato a causa sua e per il modo in cui la gente ha percepito i nostri sentimenti personali".

Duff McKagan ha pubblicato nei giorni scorsi il suo nuovo album solista “Tenderness” (leggi qui la recensione), che presenterà in concerto anche in Italia per una sola data il prossimo 8 settembre alla Santeria di Milano.

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