Madonna, che caos: l’ascolto di “Madame X”

La pop star offre una sorta di giro per il mondo a base di pop cosmopolita digitale a tratti kitsch

Madonna, che caos: l’ascolto di “Madame X”

Due anni fa, Madonna s’è trasferita a Lisbona per stare vicina al figlio adottivo David Banda iscritto alla scuola di calcio del Benfica. Dopo avere frequentato un giro di artisti locali grazie a Dino D’Santiago, la popstar americana ha inviato alcune registrazioni al produttore francese Mirwais dando il via al processo di produzione del nuovo album. “Ho trovato la mia tribù e un magico mondo di incredibili musicisti che hanno rafforzato la mia convinzione che la musica di tutto il mondo sia veramente connessa e che sia l’anima dell’universo”, ha detto.

Il lato diciamo così world rappresenta una delle tante anime del nuovo album “Madame X”, un giro del mondo in 13 canzoni (15 nell’edizione deluxe che comprende “Extreme occident” e “Looking for mercy”, 18 in quella deluxe internazionale che offre un secondo CD con altri 3 pezzi). La protagonista è Madame X, che Madonna immagina come una sorta di cospiratrice che gira il mondo in cerca di pace e comprensione e si ritrova a cantare, oltre che in inglese, in spagnolo e portoghese.

Dentro a “Madame X” c’è di tutto: il latin pop già esplorato in passato e debitamente aggiornato, i suoni percussivi della trap mischiati al pop, la disco anni ’70, cori di bambini, cambi d’atmosfera repentini, Bollywood, l’art pop. E testi che vanno dalle confessioni personali a considerazioni generiche su come va il mondo.

Lo abbiamo ascoltato in anteprima annotando le nostre impressioni. È un disco tanto vario da rasentare il kitsch. È pop cosmopolita digitale, caotico e incoerente, le cui canzoni sono costruite a strati integrando echi di musiche folcloristiche e pratiche produttive pop. Facile prevedere che sarà elogiato per le doti trasformative di Madonna e criticato per il carattere pacchiano.

Medellín ft. Maluma
Un sorso di una qualche potente bevanda porta Madonna a Medellin. Se “Madame X” è un viaggio attorno al mondo, la prima tappa è la Colombia. Il cartello di cui si canta non è però quello della droga, ma un “cartello per l’amore”. È un gioco di seduzione basato sul dialogo fra la pop star e Maluma, colori strumentali scuri, un ritmo reggaeton stilizzato, un mondo di suoni e voci che entrano ed escono dal mix. È una canzone stranamente “vuota”, pensata per suonare in modo brillante nella cuffia collegata allo smartphone. È Madonna che ci dice: ehi, sono un’artista contemporanea.

Dark Ballet
Un guazzabuglio di suoni, influenze, stili, tutti in una canzone, accatastati apparentemente senza logica. “Dark ballet” sembra scritta da un algoritmo impazzito: pianoforte e beat, una voce robotica, archi. A un certo punto si ferma e si ascolta un passaggio dello “Schiaccianoci” di Cajkovskij. Il testo, pare ispirato a Giovanna D’Arco, mischia rivendicazioni collettive (“Sono così ingenui da pensarci all’oscuro dei loro crimini”) e confessioni personali (“Voglio raccontarvi di amore e solitudine”), ma è la musica che schizza imprevedibilmente da un luogo all’altro. Non è kitsch, è ultrakitsch. È Madonna che ci dice: ehi, so farlo strano.

God Control
Colpi di pistola e Auto-Tune, si canta di armi e America. È un’altra canzone spezzettata e terribilmente incoerente, un po’ ballata, un po’ vecchia disco con archi arrangiati in stile anni ’70, ma senza un tema forte. Ascoltata subito dopo “Dark ballet” lascia interdetti. Si comincia a pensare: “Madame X” è un disco spiazzante e audace.

Future ft Quavo
Madame X va in Giamaica con Quavo e Diplo. Come accade in buona parte dell’album, la voce di Madonna è alterata digitalmente, assume una vibrazione metallica su un ritmo caraibico, fiati e un testo che ripete il mantra “Not everyone is coming from the past / Not everyone can come into the future / Not everyone that’s here is gonna last”. Il futuro, suggerisce Madonna, è un viaggio culturale, ma la canzone è esile.

Batuka
Altra tappa: Capo Verde. Tempo fa Madonna ha scoperto il batuque, stile che accompagna una danza tradizionale di gruppo, assistendo all’esibizione di un ensemble femminile capoverdiano a Lisbona. Il coro intona una sorta di blues-gospel su un tappeto di beat e percussioni. Anche qui la voce di Madonna è metallica. Finisce con quella che sembra il suono di violoncello distorto.

Killers Who Are Partying
Una chitarra acustica e un andamento che ricordano la morna, lo stile di Capo Verde associato a una struggente nostalgia, accompagna un testo che replica un piccolo schema narrativo: “Sarò l’Islam se l’Islam sarà odiato, sarò Israele se verranno incarcerati, sarò una nativa americana…” eccetera eccetera. L’identificazione con il lungo elenco di tipi e categorie umane va a comporre una sorta di inno all’unità dei popoli. Evidentemente Madame X gira per il mondo distribuendo amore e globalismo.

Crave ft Swae Lee
Madonna canta “Rush, rush, rush on you, love, love, loved on you” e a uno vengono in mente certe cose di Rihanna. Comunque, “Crave” è una ballata acustica su beat digitale incentrata sul desiderio: “Le mie voglie diventano pericolose”. Perché allora c’è così poco sesso in questa musica?

Crazy
“I bend my knees to you like a prayer”, canta Madonna in un soul-pop accessoriato di accordion in cui si riallaccia al passato e al suo successo di 30 anni fa. L’accordion è un’altra influenza della permanenza di Madonna a Lisbona?

Come Alive
La solita voce metallica, un beat che evoca vagamente qualcosa di africano, archi, fiati e il coro londinese Tiffin Children’s Choir. L’accostamento fra elementi estranei, qui, sembra funzionare meglio che altrove.

Extreme Occident
“I guess I’m lost”, canta Madame X. E dove si va per ritrovare sé stessa, dai formidabili anni ’60 in poi? In India, ovviamente. “Life is a circle”, canta in questa ballata dai suoni acustici che a un certo punto diventa indianeggiante. È una delle due canzoni assenti della versione standard.

Faz Gostoso ft Anitta
Non è un pezzo originale, ma la cover di una canzone del 2018 della brasiliana Blaya e del duo portoghese No Maka, qui interpretata da Madonna con la brasiliana Anitta. È uno dei pezzi più divertenti e immediati dell’album, un potenziale singolo estivo (ma la signora farà mai uscire come singolo una cover?), quasi una filastrocca in portoghese con un intermezzo simil-samba festoso. E la voce ancora filtrata digitalmente.

Bitch I’m Loca ft Maluma
Dopo “Bitch I’m Madonna” con Nicki Minaj,“Bitch I’m loca” con Maluma. L’estate è alle porte e il copione è prevedibile: reggaeton facilotto con tocchi di modernità, una ripetuta rivendicazione della propria follia, frasi da radiazione dall’albo delle pop star come “Bitch I’m loca, besame la boca”.

I Don’t Search I Find
I nostalgici della vecchia Madonna che sono riusciti ad arrivare fin qui troveranno qualcosa di familiare in questo pezzo EDM con un beat e una parte recitata che ricordano “Vogue”, sì, ma in chiave vagamente trance.

Looking For Mercy
In un pezzo dall’atmosfere piuttosto dark e lievemente pomposo, Madonna (o Madame X?) cerca indulgenza in chi l’ascolta perché lei è “flawed by design” e ci chiede quindi un po’ di comprensione. È l’altra canzone presente nell’edizione deluxe.

I Rise
Ecco il lieto fine, la speranza, la luce. E però si apre con la voce di Emma González, attivista per il controllo delle armi e sopravvissuta alla strage del febbraio 2018 della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, Florida, 17 morti, più che a Columbine. Una musica che evoca vagamente la vecchia new wave, un testo ispirato a Maya Angelou, una citazione di Sartre: “Freedom is what you choose to do with what’s been done to you”. Alla fine del viaggio Madame X rinasce, insomma, come tutte le vittime del mondo che superano un trauma. È un buon finale: la canzone ha un’eleganza assente in altri pezzi dell’album.

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