NEWS   |   Industria / 05/06/2019

Il rock a Uno Mattina

Cos’hanno in comune Max Stefani (opinionista), Giuseppe Carboni (direttore del TG1) e Teresa De Santis (direttrice di RaiUno...)?

Il rock a Uno Mattina

Rai1 ritorna al rock: tra gli opinionisti scelti dall’edizione estiva di Uno Mattina Estate, che partirà su Rai Uno il 10 giugno, ci sarà anche la storica firma musicale Max Stefani.

Per i più giovani, Stefani è stato il fondatore (assieme a Paolo Carù e Aldo Pedron) e direttore del Mucchio Selvaggio, rivista rock su cui migliaia di ragazzi della fine degli anni Settanta in poi si sono formati musicalmente e sono cresciuti. "Il Mucchio" è stata una fucina di talenti e di personaggi che poi hanno ricoperto altri ruoli e svolto altri mestieri. Insomma, un marchio e un punto di riferimento autorevole per decenni, prima che l’editoria musicale su carta stampata piombasse in una crisi irreversibile.

Stefani è stato il papà  di quell’esperienza, pionieristica e spesso tumultuosa, nata come appuntamento mensile e poi anche settimanale tra il 1996 e il 2005. Su quel giornale hanno scritto firme fondamentali del rock: da Riccardo Bertoncelli a Eddy Cilìa, da Massimo Cotto a Federico Guglielmi al compianto Sfefano Ronzani e su quellle pagine ha militato anche l'editore di Rockol Giampiero Di Carlo.  Tra le firme del Mucchio, altri personaggi oggi in RAI: Giuseppe  Carboni, superesperto di black music, oggi direttore del Tg1.
Stefani è stato chiamato a Uno Mattina da Teresa De Santis, direttrice di Raiuno e, nel passato,  altra voce rock dal Manifesto a Sterenotte. Ha commentato Stefani: "Non è il mio orto ma è un’esperiezna che mi incuriosisce e mi va di fare. Ovviamente mi occupo di musica e dintorni. Dubito che possa passare Steve Wynn ma qualcosa di buono si combinerà".

La Rai, lo sappiamo, è un posto complicato, con relazioni difficili. La De Santis risulta  in quota leghista, Carboni in quota grillina e sembra pure che tra i due non corra buon sangue. Ma ci fa piacere pensare il rock abbia fatto deporre le armi. Che diventi pure il mattone di una nuova Rai che prova, a fatica, a battersi per un futuro dignitoso e indipendente?