Concerti all'aperto: nuovo progetto per l'Autodromo di Monza

La proprietà del tracciato vuole attrezzare l'area che già ospitò il Liga Rock Park e due edizioni dell'iDays Festival per trasformarla in uno spazio polifunzionale da destinare ai grandi eventi. Ma...

Concerti all'aperto: nuovo progetto per l'Autodromo di Monza

La Sias, la società che gestisce l'Autodromo Nazionale di Monza, ha presentato alla Soprintendeza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano un progetto per attrezzare il Prato della Gerascia - l'area inclusa nel perimetro del tracciato brianzolo che già ospitò il doppio evento di Ligabue Liga Rock Park (nel 2016), due edizioni dell'iDays Festival (nella foto, l'esibizione della band di Billie Joe Armstrong, i Green Day, nel 2017) e una edizione del Gods of Metal - allo svolgimento di grandi eventi: come riferisce l'edizione locale del Corriere della Sera, i vertici di Sias non mirano alla realizzazione di un'arena concerti tout-court, ma più a un'area dotata delle utenze essenziali in grado di accogliere eventi come "mostre canine o esposizioni di piante e fiori", purché ad alta affluenza.

Inevitabile, tuttavia, pensare che il progetto sia stato concepito essenzialmente per la musica dal vivo, perché - come spiega il direttore del circuito Pietro Benvenuti al Corriere - il Prato della Gerascia è "uno spazio che piace molto agli organizzatori dei concerti", ma - al momento - è penalizzato dalla pressoché totale mancanza di infrastrutture, che rende l'organizzazione di live troppo onorosa sulle casse dei promoter. Lo sa bene Dario Allevi, sindaco di Monza, per il quale la città sulle rive del Lambro "ha perso [per il 2019] la stagione dei concerti proprio perché i costi per attrezzare l’area diventano insostenibili per gli organizzatori": il primi cittadino monzese ha fatto sapere al Corriere di essere pronto ad appoggiare il progetto - così come il presidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala - anche (e soprattutto in virtù del fatto) che "l’area [della Gerascia] ha già superato a pieni voti lo stress test di 5 concerti da 80 mila persone negli ultimi anni".

A guardare con sospetto l'iniziativa è l'associazione ambientalista Comitato Parco, che per mezzo del proprio legale - riferisce sempre il Corriere - ha epresso forti perplessità considerando il progetto "un cambio di destinazione d’uso di un bene vincolato come patrimonio storico e artistico a vantaggio di una società privata, senza alcuna ricaduta sul pubblico". Caustica, al proposito, è stata la replica del sindaco Allevi, per il quale "anche se per qualche notte i ricci del parco non dormono per la musica non ne farei un dramma".

Non è chiaro, al momento, se Sias abbia intenzione di coinvolgere nella gestione della futura struttura società terze specializzate nell'organizzazione di grandi eventi, magari appartenenti alla filiera della musica dal vivo.

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