NEWS   |   Gossip / 23/05/2019

Moby risponde a Natalie Portman: 'Forse si è pentita, ma...'

L'artista newyorchese, con toni pacati e ironia, risponde al fuoco nella polemica con l'attrice

Moby risponde a Natalie Portman: 'Forse si è pentita, ma...'

Richard Melville Hall non si è lasciato sfuggire l'occasione di far conoscere la sua versione sul contestato - dalla diretta interessata - passaggio della sua autobiografia "Then It Fell Apart" riguardante una (presunta?) breve relazione avuta con Natalie Portman: con una nota postata sui suoi canali social ufficiali Moby ha ribadito la sua versione, parlando un un - seppur breve - vero e proprio legame sentimentale.

"Ho letto l'articolo in cui Natalie Portman ha detto di non aver mai avuto una relazione con me", scrive Moby, postando uno scatto che lo ritrare proprio con la Portman: "Questo mi ha confuso, dato che - di fatto - abbiamo avuto una relazione. E dopo una breve parentesi nel 1999 siamo rimasti amici per anni. Mi piace Natalie e rispetto la sua intelligenza e attivismo. A essere onesti, tuttavia, non riesco a capire perché lei possa travisare deliberatamente la verità sul nostro - seppur breve - rapporto. La storia riportata nel mio libro 'Then It Fell Apart' è reale, con molte prove fotografiche a confermano". L'artista di "Play" chiude il suo intervento con una battuta: "Rispetto completamente il possibile rimpianto di Natalie per avermi frequentato - a voler essere onesti, probabilmente anch'io avrei rimpianto di essere uscito con me, ma ciò non altera i fatti reali della nostra breve relazione".

"Sono rimasta sorpresa nel sapere che si è descritto per il brevissimo tempo in cui ci siamo frequentati come mio fidanzato, perché il mio ricordo è di un uomo molto più vecchio di me che ho conosciuto quando avevo appena finito le superiori", aveva dichiarato l'attrice nel corso di un'intervista ad Harper’s Bazaar: "[Nell'autobiografia] Ha detto che avevo 20 anni, e sicuramente non li avevo. Ero appena un'adolescente, avevo appena compiuto 18 anni. Né lui né il suo editore si sono preoccupati di verificare i fatti, cosa che mi porta a pensare che quanto accaduto sia quasi deliberato. Trovo preoccupante il fatto che abbia usato questa storia per vendere il suo libro. Non era il caso. Avrei apprezzato che lui o il suo editore si fossero messi in contatto con me per le verifiche del caso".

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