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NEWS   |   Gossip / 23/05/2019

USA: tecnico ripara synth sporco di LSD e va in trip per 9 ore

Lo fa sapere l'emittente locale KPIX 5: per Eliot Curtis doveva essere un banale lavoro di routine, ma il vecchio Buchla 100 che aveva per le mani gli avrebbe riservato una sorpresa psichedelica...

USA: tecnico ripara synth sporco di LSD e va in trip per 9 ore

Eliot Curtis, broadcast operations manager dell'emittente californiana KPIX, aveva trovato un vecchio modello di Buchla 100 - uno dei sintetizzatori modulari analogici più apprezzati - in una stanza dell'Università di East Bay, a San Francisco: lo strumento, dimenticato in un angolo dalla fine degli anni Sessanta, per tornare in funzione aveva bisogno di una sistemata, e così Curtis, tecnico esperto, ha deciso di portarlo a casa per ripararlo.

Una volta arrivato nel suo laboratorio domestico, Eliot, per prima cosa, ha aperto i pannelli del synth per un controllare gli interni: prima ancora di dedicarsi a oscillatori e circuiti, Curtis ha notato "una crosta o un residuo cristallino" sui pannelli. Senza preoccuparsi troppo, per l'ignaro tecnico ha usato un detergente per pulire le superfici. Tutto regolare. Quarantacinque minuti dopo, però, inizia a sentire uno strano formicolio agli arti...

Morale della favola, almeno prendendo per buona la versione fornita dalla stessa KPIX 5: la "crosta o un residuo cristallino" sui pannelli altro non era che LSD. Curtis, entrando in contatto con la sostanza, è "partito" per un "viaggio" di nove ore, "assistito" dai medici dell'ospedale locale, che hanno assicurato al tecnico un'esperienza senza conseguenze.

Resta la domanda, per nulla oziosa: cosa ci faceva dell'LSD - benché d'annata - su un vecchio Buchla 100? Don Buchla, "padre" del synth, era ben inserito nel gotha della controcultura anni Sessanta californiana, tanto da essere in contatto con Ken Kesey, l'autore del celeberrimo "Qualcuno volò sul nido del cuculo" e figura di spicco della generazione ponte tra beatnik e hippie. Senza contare l'amicizia che legava Buchla a Owsley Stanley, tecnico del suono dei Grateful Dead (nella foto) "socio" di Kesey per i celebri "acid test party" e noto produttore di LSD. Niente di più facile, quindi, che i Buchla finito nelle mani dell'ignaro Curtis - che molto probabilmente, d'ora in poi, non si farà mai mancare guanti e mascherina prima di mettersi al lavoro su uno strumento vintage - fosse uno di quelli usati da Kesey e Stanley per i loro esperimenti. Ma, appunto, è solo un'ipotesi...

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