NEWS   |   Industria / 22/05/2019

NUOVOIMAIE, il mestiere dell'artista: parla Alberto Fortis

Alla vigilia delle celebrazioni per il quarantennale dal debutto, il grande cantautore di 'Settembre' si racconta, e spiega l'importanza - soprattutto per i giovani - dei diritti accordati a chi ha fatto dell'arte il proprio lavoro

NUOVOIMAIE, il mestiere dell'artista: parla Alberto Fortis

Con un nuovo prodotto discografico in uscita - il prossimo 3 giugno - e un evento speciale dal vivo al Castello Sforzesco di Milano con il quale celebrerà il suo quarant'anni di carriera, Alberto Fortis è uno degli artisti più complessi e sfaccettati sul panorama cantautorale italiano: l'artista di Domodossola, prossimo a debuttare anche come conduttore radiofonico, ha accettato di parlare davanti alle telecamere di NUOVOIMAIE non solo del suo presente, ma anche dei diritti di chi ha scelto la musica come professione, riservando pensieri e consigli soprattutto ai colleghi più giovani.

"Noi artisti siamo veicoli di utilità sociale", ha spiegato Fortis: "A inizio carriera, per entusiasmo, non avevo tanta attenzione alla tutela delle mie opere e, di conseguenza, della mia persona come artista. Oggi, forse, un po' di più, e in questo le nuove generazioni sono più attente. Proprio per questo è encomiabile il lavoro fatto dalle associazione che tutelano i diritti degli artisti: io stesso sono stato tra i probiviri di NUOVOIMAIE. L'obbiettivo non è solo quello accrescere la coscienza di questi aspetti presso gli artisti, ma di fornire anche aiuto e sussistenza negli anni a venire, cose non solo utili, ma veri e propri diritti. A questo proposito, vorrei ricordare i diritti connessi, una delle voci più sconosciute e meno esplorate dagli artisti a inizio carriera. Oggi, finalmente, mi pare che su questi argomenti ci siamo molta più coscienza che in passato".

"Per quella che è la mia esperienza, agli artisti giovani che stiano muovendo i primi passi nella loro carriera consiglio di non scoraggiarsi", ha concluso Fortis: "Il materiale incluso nel mio primo album ["Alberto Fortis" del 1979, oggi considerato uno degli album più rilevanti della nostra tradizione cantautorale] è stato scartato dalle case discografiche alle quali l'avevo proposto. Poi, all'ultimo tentativo, è stato accettato. Ci sono esempi eclatanti di star internazionali come Beatles, Police e Alanis Morissette che per lungo tempo si sono visti chiudere porte in faccia. Ma chi sente di avere nella musica la propria ragione di vita non si fa demoralizzare. L'arte-musica è una delle religioni più oneste, perché non fa né minacce né promesse".

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