Woodstock 50: è arrivata la sentenza del tribunale

La Corte ha emesso il verdetto per dirimere la disputa legale che poteva far saltare le celebrazioni per il cinquantennale del festival. Ma non è ancora finita...

Woodstock 50: è arrivata la sentenza del tribunale

La sentenza era attesa per mercoledì 15 maggio e - in effetti - è arrivata puntuale, anche se per noi nella notte (il fuso orario...).

In tribunale si sono fronteggiati Michael Lang (organizzatore originale del festival di Woodstock del 1969 e promotore di Woodstock 50) e la multinazionale anglo-giapponese Dentsu Aegis, coinvolta nel progetto come finanziatrice di maggioranza che ha scelto di ritirare i propri fondi lamentando gravi mancanze a livello logistico-organizzativo dimostrate dal promoter e annunciando, unilateralmente, la cancellazione del festival.

Il giudice Barry R. Ostrager ha deliberato che Dentsu Aegis non aveva alcun diritto di dare annuncio dell'annullamento di Woodstock 50, in quanto decisione presa senza accordo con l'altra parte. Quindi, almeno a livello formale, Woodstock 50 si farà e non è stato cancellato.

Ostrager ha poi deciso che Dentsu Aegis non dovrà, però, restituire i 17,8 milioni di dollari che ha ritirato dal progetto, visto che la controparte non si è dimostrata all'altezza dell'impegno preso. A questo punto sembra che siamo di fronte a una classica vittoria di Pirro, per Lang: il festival non è stato cancellato, ma lui deve trovare velocissimamente un capitale ingente e dei finanziatori ben disposti.

Già la scorsa settimana aveva dichiarato di avere necessità di trovare 30 milioni di dollari entro il 10 maggio... non è noto se ci sia riuscito, ma si sa che sia Live Nation che AEG hanno declinato le proposte di partnership dell'organizzatore.

Inoltre Lang è invischiato in una lunga procedura burocratica per accordarsi a livello contrattuale con tutti gli artisti da coinvolgere. Un'impresa non semplice.

La saga continua...

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