‘Asbury Park: Lotta, Redenzione, Rock and Roll’: la recensione del film

Abbiamo visto in anteprima il film dedicato alla scena dove è nato (musicalmente) Bruce Springsteen. Sarà nei cinema il 22, 23 e 24 maggio: vi spieghiamo perché non ve lo dovete perdere

‘Asbury Park: Lotta, Redenzione, Rock and Roll’: la recensione del film

‘Asbury Park: lotta, redenzione, rock’n’roll’, questo è il titolo del film, nei cinema italiani solo per tre giorni, il 22, 23 e 24 maggio (scopri l’elenco delle sale qua). Anzi, meglio definirlo documentario. Poiché le immagini proiettate sullo schermo documentano la storia di questa cittadina di 16.000 abitanti adagiata sulla costa del New Jersey fin dai tempi della sua fondazione. Una cittadina divisa in due: Eastside e Westside. La parte est caratterizzata dalle sue belle case vittoriane e abitata da gente benestante, la parte ovest popolata da immigrati – per lo più italiani e irlandesi – e gente di colore alla quale era precluso recarsi a est.

Ma se il lato est era quello residenziale, si doveva andare ad ovest per abbracciare la vita e il divertimento. Perché, come si dice: le brave ragazze vanno in paradiso, le altre vanno in tutti gli altri posti. La Westside pullula di locali, decine e decine di locali, dove la musica la fa da padrone e favorisce il melting pot - musicale e non - necessario perché attraverso il divertimento si formi una comunità. Asbury Park era la perla del Jersey Shore, chi cercava lo svago si recava qui. Si poteva ascoltare musica di ogni genere: il jazz come il rock oppure il soul. Prima o poi tutti gli artisti passavano da qui. Alla Convention Hall negli anni sessanta si sono esibiti davvero in molti: Ray Charles, Temptations, Who, Doors, Stevie Wonder, Joan Baez, Beach Boys, Rolling Stones, Led Zeppelin. Nomi di prim’ordine.

A portare testimonianza nel film del fermento musicale che animava Asbury Park negli anni sessanta, i ricordi dei musicisti che facevano parte di quella scena. Quindi, neppure il caso di dirlo, Bruce Springsteen, che ha addirittura intitolato il suo album d’esordio “Greetings From Asbury Park N.J.” tanto era legato alle sue radici. Alcuni di quelli che fanno parte (o hanno fatto parte) della sua E Street Band come Little Steven, Garry Tallent, David Sancious, Vini Lopez. Altri che vi erano dentro al pari dei citati, come Southside Johnny. Tutti ragazzi cresciuti all’Upstage, un club nato per la folle volontà visionaria di una coppia di parrucchieri, dove si poteva suonare tutta la notte. Un locale dove potevi anche non portare con te uno strumento (l’avresti trovato lì), dove potevi anche non far parte di nessuna band, dove le tue possibilità te le saresti giocate sul palco, insieme agli altri.

Quelli erano anni di tensioni politiche e sociali. Gli Stati Uniti erano alle prese con la guerra in Vietnam, il sessantotto portò con sé comprensibili rivendicazioni che però sfociarono spesso nella violenza. Furono assassinati Martin Luther King e Robert Kennedy. E il 4 luglio 1970 la violenza incendiò, letteralmente, Asbury Park che toccò direttamente con mano la rabbia delle rivolte razziali di quel periodo. Fu un brutto colpo che mise in ginocchio la città. I club chiusero per non riaprire più, così i negozi. I tempi difficili erano arrivati per rimanere. Solo dopo molti anni la rinascita, anche e soprattutto per merito della musica.

‘Asbury Park: lotta, redenzione, rock’n’roll’ diretto da Tom Jones è davvero un bel documentario nel quale si racconta la storia di un luogo legato a filo doppio con la musica che testimonia come la musica sia un catalizzatore umano e sociale molto forte. Piacerà senza dubbio ai fan di Bruce Springsteen, che apre e chiude il film: ritroveranno le atmosfere, i luoghi e i temi narrati in decine di canzoni; ma coinvolgerà sicuramente anche  chi ha meno dimestichezza con quell’immaginario. Piacerà a chi è interessato alla musica, ma anche a chi è curioso delle storie che stanno dietro la musica. Questa è la storia di Asbury Park, la cittadina salvata dalla musica.

Ps: alla fine del film, non uscite: vi aspetta mezz'ora di concerto con Bruce, Little Steven, Southside Johnny, la vecchia generazione e la nuova generazione di musicisti di Asbury Park, filmati nel 2017 al Paramount Theatre...e, si sa, quando c’è il Boss, è imperdibile.

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