NEWS   |   Pop/Rock / 16/05/2019

National - la recensione di "I Am Easy To Find"

National - la recensione di "I Am Easy To Find"

I National reinventano sé stessi come collettivo aperto. È tutto cominciato con una e-mail del regista Mike Mills al cantante Matt Berninger. Risultato: un film e un album, entrambi intitolati “I am easy to find”, che riflettono sull’identità e sulla distanza che ci separa dagli altri. Con alcune novità: la presenza di sei cantanti co-protagoniste delle canzoni e il peso delle orchestrazioni di Bryce Dessner.

La solitudine e la paura, la sensazione di non appartenere a un luogo, a un rapporto, a un tempo della vita. Disconnessione, distanza, sconforto, alienazione. “Sono il masso con cui appesantiscono gli angeli”, dice il protagonista di una canzone in preda all’autocommiserazione. E tutte queste cose sono raccontate da musiche cupe e stratificate, rette da pulsazioni costanti e intrecci fra strumenti elettrici, acustici ed elettronici nelle cui fessure – ecco una delle novità – s’inseriscono magnifici arrangiamenti per archi e le voci del Brooklyn Youth Choir.

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