Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 52: 'Il Governo recepisca la direttiva UE sul copyright'

All'appello dell'industria creativa si aggiunge quello di parte della politica: 'E' in gioco la libertà e la diversità culturale'

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 52: 'Il Governo recepisca la direttiva UE sul copyright'

Benché sia stata approvata in via definitiva dal Parlamento Europeo - riunito in seduta plenaria - lo scorso 26 marzo, la riforma europea del copyright deve ancora essere recepita dai singoli stati membri della UE. I rappresentanti italiani all'assemblea di Strasburgo, tuttavia, si sono espressi in maggioranza contro il testo diventato ormai legge, insieme ai colleghi di Svezia, Finlandia, Polonia, Olanda e Lussemburgo: l'orientamento espresso dai deputati tricolore durante la votazione finale ha allarmato la filiera dell'industria creativa italiana, preoccupata che il recepimento della direttiva - il processo necessario a far diventare la legge operativa a tutti gli effetti anche nel nostro Paese - possa conoscere battute d'arresto.

Nel corso delle puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE si è parlato molto della riforma, che rappresenta – a oggi – un unicum a livello mondiale: dopo aver salutato con estremo favore la prima approvazione del testo da parte del parlamento UE, l’Istituto Mutualistico per Artisti Interpreti ed Esecutori era intervenuto nel dibattito sulla direttiva prima chiarendo alcuni punti oggetto di controversia presso l’opinione pubblica e con un commento al provvedimento firmata dal direttore generale di NUOVOIMAIE Maila Sansaini, poi con un’approfondita analisi del testo fornita dal presidente dell’Istituto Andrea Micciché, e infine – lo scorso mese di ottobre – con un convegno organizzato a Roma, al quale hanno preso parte sia rappresentanti di spicco dell’industria digitale mondiale che attori di primo piano della filiera culturale tricolore.

Parte della politica pare abbia deciso di accogliere l'appello lanciato dall'industria creativa italiana: nel corso di un convegno promosso dal gruppo parlamentare del Pd della Camera al quale hanno partecipato i vertici di NUOVOIMAIE, quelli di SIAE, dell’Associazione italiana editori (Aie), di Confindustria Cultura, della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI), degli Artisti 7607 e degli autori Slc-Cgil, l'opposizione ha fatto appello al governo presieduto da Giuseppe Conte perché la direttiva europea sul copyright venga recepita definitivamente anche dall'Italia.

“L’Italia recepisca immediatamente la direttiva Ue sul copyright", ha dichiarato - come riferisce l'agenzia AgenParl - la deputata Anna Ascani: "Il testo approvato dal parlamento europeo contiene importanti innovazioni del quadro normativo e la creazione di un mercato più sostenibile che mette al centro i cittadini e gli autori ai quali viene riconosciuta una più equa ripartizione dei ricavi generati sulle piattaforme online".

"Il Governo italiano ha detto di non voler attuare questa importante direttiva", ha proseguito la Ascani, al cospetto di, tra gli altri, anche l'ex Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: "Oggi tutti gli operatori ci hanno chiesto di lavorare per avviare rapidamente l’esame parlamentare e di impegnarci in questa vera e propria battaglia di libertà, di civiltà e di responsabilità. Perché è in gioco la libertà e la diversità culturale, il valore del lavoro intellettuale e creativo, il pluralismo delle testate, il giornalismo di qualità, ma anche la sostenibilità della industria culturale e giornalistica europea, la ricerca e l’investimento in nuovi autori, milioni di posti di lavoro per artisti e professionisti della musica, del cinema, dell’audiovisivo e dell’editoria, la sopravvivenza stessa del giornalismo libero e di approfondimento".

"E' con grande soddisfazione che il NUOVOIMAIE ha appreso la notizia dell’approvazione della Direttiva sul Copyright, il cui via libera è arrivato poco fa da Strasburgo", aveva commentato a caldo, immediatamente dopo il voto al Parlamento, il presidente dell'Istituto Andrea Micicché, per sottolineare l'importanza del provvedimento, del quale è stato un sostenitore della prima ora: "Finalmente regole chiare anche sulla diffusione di contenuti protetti in Internet. Si tratta di un settore importante che non poteva essere lasciato privo di una disciplina".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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