I Fast Animals and Slow Kids hanno qualcosa da dire alle nuove band

La band perugina racconta il nuovo album "Animali notturni" e la collaborazione con Matteo Cantaluppi: "Eravamo scettici, ma poi..."

I Fast Animals and Slow Kids hanno qualcosa da dire alle nuove band

"L'aspetto peggiore dei Fast Animals and Slow Kids è che sono egoisti. Autoreferenziali come il cazzo. Non ci interessa di niente". A un certo punto della chiacchierata Aimone s'infervora. Potrebbe essere il titolo di questa intervista, gli facciamo notare: "No, dai, sarebbe clickbait", sorride. Eppure il senso di questo nuovo album dei Fast Animals and Slow Kids sta tutto nelle sue parole. "Animali notturni", quinto disco della band perugina, il primo a uscire per una major, la Warner, è un inno alla libertà: "C'è uno scarto importante rispetto al passato. Le nostre influenze non sono cambiate moltissimo negli anni, ma prima avevamo questo filtro del punk, dell'essere sempre incazzati, che qui abbiamo provato a togliere", spiegano i componenti del gruppo, in coro. Merito anche di chi, in cabina di produzione, li ha aiutati a mettere in ordine le idee e a far evolvere il loro sound, quel Matteo Cantaluppi già noto ai seguaci della scena itpop per essere stato complice di Tommaso Paradiso nel cambio di rotta dei Thegiornalisti prima con "Fuoricampo" e poi con "Completamente sold out": "L'artista non deve stare in una comfort zone, ma fare sì che quando esca qualcosa di nuovo ci sia dell'ansia sotto, delle aspettative, un po' di hype. L'artista deve essere entropico", dice il frontman dei FASK, prima di chiudere la frase con un rafforzativo "checcazzo".

Non è stato così semplice, per Aimone e soci, portare il loro suono a un altro step: "Ne abbiamo provati cinque prima di arrivare a Cantaluppi, di produttori. Però con gli altri non era scattato quel quid che è scattato invece con lui", raccontano. Il sound che avevano in mente per l'ideale seguito di "Forse non è la felicità" era un driving rock americano à la Bruce Springsteen: "Oppure War on Drugs, per stare più vicini alla contemporaneità. Mettiamoci dentro anche un po' di Smiths e Stone Roses, per quanto riguarda il suono delle chitarre", riflette Alessandro, il chitarrista della band, autore insieme ad Aimone dei testi dei brani. Quello che ha fatto Cantaluppi è stato semplicemente provare a dare ai pezzi dei FASK una nuova chiave di lettura, come spiega il gruppo: "All'inizio eravamo un po' scettici, più che altro per alcune sue produzioni passate. Invece ci siamo ricreduti. Con Matteo abbiamo potuto parlare di musica: R.E.M., Springsteen, Talk Talk. Un modo per capire dove andare. Siamo abbastanza esterofili a livello di ascolti, è una cosa che abbiamo nel DNA".

Con "Forse non è la felicità", il disco del 2017, i Fast Animals and Slow Kids hanno festeggiato i loro primi dieci anni di attività e chiuso idealmente la prima parte della loro carriera. Il passaggio da indipendente a major, raccontano i ragazzi, è stato naturale: "Chiacchiere. Chiedi in giro e valuti le offerte, semplicemente. Ma non è cambiato niente, in realtà. Siamo stati liberi di fare quello che avremmo voluto fare. L'etichetta è arrivata a disco chiuso: 'Questo è come siamo noi, vogliamo fare le cose per cazzi nostri', gli abbiam detto. E hanno capito". Fa un po' strano vedere il nome dei FASK accanto a quelli di artisti come Benji & Fede, Fred De Palma, Irama e Annalisa, nel roster di Warner, tutti molto distanti musicalmente parlando dalla band perugina: "Ma forse ci hanno presi proprio per questo, differenziare la loro proposta. E comunque Warner ha una storia importante dal punto di vista del rock, in Italia. Penso a gruppi che hanno avuto un loro peso in termini generazionali. I FASK sono un prodotto che al di là di quello che accade ha un suo spazio nel panorama italiano", osserva Aimone.

Il concetto di libertà è uno dei temi che ricorrono di più nelle canzoni di "Animali notturni". In una strofa di "Canzoni tristi", ad esempio, Aimone canta: "Sai per tanti anni pensavo fosse alternativo fare il punk / ma oggi ho trent'anni e vorrei soltanto dire quello che mi va / lo so, ti parrà strano, ma in fondo questa è la mia nuova libertà". "È anche una questione di età", riflette il frontman, "sembrerà retorico, ma si cresce. Quando abbiamo iniziato a suonare avevamo diciassette o diciott'anni. Oggi ne abbiamo trenta. Cambiano anche le priorità, le responsabilità". Ma è "Radio radio", presentata sul palco del Concerto del Primo Maggio (un'anticipazione del tour estivo), il pezzo che più di tutti sintetizza l'attitudine e le atmosfere di "Animali notturni". "Metti questa in radio, se hai coraggio passa questa canzone", urla Aimone, rivolgendosi a un dj: "Oggi come oggi è tutto in funzione della radio, del posizionamento: 'Devi fare questo, devi fare quest'altro, devi andare lì'. Non si parla mai del cuore che devi mettere in quello che fai. Quella canzone è un inno alla libertà espressiva: 'Fai quello che ti piace, suona la musica che ti piace'. È rivolto anche alle nuove band. Se fai una cosa solo per piacere, sei fottuto. E avrai una vita di merda".

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