Il ritorno del Banco del Mutuo Soccorso con il concept 'Transiberiana': ‘Per fare un buon disco prog non devi fare il verso al prog’ – VIDEOINTERVISTA

Suonato benissimo, il nuovo album del gruppo è un grande racconto metaforico, 'un concept contro il degrado del vivere contemporaneo'

Il ritorno del Banco del Mutuo Soccorso con il concept 'Transiberiana': ‘Per fare un buon disco prog non devi fare il verso al prog’ – VIDEOINTERVISTA

Un viaggio metaforico. Un disco denso di invenzioni musicali. Grandi performance strumentali. Tanta energia. “Transiberiana” è il primo album in studio del Banco del Mutuo Soccorso da 25 anni a questa parte. Anzi, è un concept album: un viaggio immaginario sulla linea ferroviaria che attraversa l’Asia fra panorami magnifici, incidenti, lotte coi lupi, ruderi di gulag, nevicate favolose e l’arrivo, infine, sull’oceano. “Transiberiana” è anche il primo disco in studio senza il cantante Francesco Di Giacomo e il chitarrista Rodolfo Maltese. Non è un lavoro nostalgico, ma un concept dai timbri vividi che vuole raccontare la crisi della contemporaneità. Come dice il chitarrista Filippo Marcheggiani, “è un miracolo che oggi esca un disco come questo”.

Il capobanda Vittorio Nocenzi lo mette subito in chiaro: “Questa è una nuova band che ha la pretesa e la capacità di continuare la storia del Banco”. Spiega poi le origini del disco: “Nel febbraio 2014 muore Francesco. Nel luglio 2015 io ho un’emorragia cerebrale ed entro in coma. Nell’ottobre del 2015 viene a mancare Rodolfo. Sembrava una sorta di accanimento. Chi mi conosce sa che sono tignoso. E allora ho detto: padre eterno, devi aspettare perché devo scrivere altra musica”. Musica che è arrivata collaborando col figlio minore Michelangelo. Da una cellula al pianoforte di poche note ripetute come un mantra è nata “Il grande bianco”. Alla fine, padre e figlio hanno composto tutto il concept a cui sono stati aggiunti i testi scritti da Vittorio Nocenzi con Paolo Logli.

“La Transiberiana è il viaggio più lungo che si possa fare su questo pianeta”, dice Nocenzi. “Nel disco, diventa metafora del viaggio della vita. Raccontiamo difficoltà, sogni, speranze, aspettative, stupori, meraviglie. E poi la Siberia è una terra estrema. Anche questa è una metafora per i tempi estremi che viviamo, sul baratro della catastrofe ambientale e con la globalizzazione che annienta la centralità della conoscenza. Questo è un concept contro il degrado del vivere contemporaneo dominato da ignoranti presuntuosi e fanatici integralisti. Credo che ogni arista debba offrire una tensione etica”.

Da tre anni la band è composta da Vittorio Nocenzi (tastiere), Filippo Marcheggiani (chitarra elettrica), Nicola Di Già (chitarra ritmica, acustica e in questo disco balalaika), Marco Capozi (basso), Fabio Moresco (batteria) e il cantante Tony D’Alessio, membro del gruppo prog metal Scenario e concorrente di X Factor nel 2013 con gli Ape Escape. “Tony sa che ogni volta che salirà sul palco subirà un continuo confronto con Francesco Di Giacomo. Per farlo, ci vogliono coraggio, capacità, passione. E un po’ d’incoscienza o di follia”, dice Nocenzi. I confronti, però, non hanno senso. Quello di “Transiberiana” sembra davvero un gruppo nuovo e (relativamente) giovane. “Era importante non fare il verso a noi stessi. Il prog nasce come reazione alla banalità e alle regole della canzone. Per fare un buon disco prog non devi fare il verso al prog, altrimenti diventa una cosa grottesca. Ecco perché abbiamo scelto di usare una struttura anni ’70, ma suoni e timbri della contemporaneità”.

Il gruppo sarà in tour in estate, mentre lo spettacolo incentrato su “Transiberiana” partirà in ottobre. L’album è racchiuso in una copertina che mostra una cartina del globo a forma di salvadanaio, un riferimento alla cover del disco d’esordio del 1972 “Banco del Mutuo Soccorso”. “Quest’album è anche una risposta nei confronti del nostro pubblico. Gli dovevamo un’opera nuova. E poi, anche grazie al nostro lavoro, chi è mancato continua a vivere nell’affetto della gente. Ancora oggi, alla fine di ogni concerto presento la band e dico: Francesco Di Giacomo alla voce! Rodolfo Maltese alla chitarra! Sono con noi. Sono a bordo della Transiberiana che guardano fuori dal finestrino, col naso schiacciato sul vetro”.

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