NEWS   |   Industria / 07/05/2019

Il 73% dei musicisti indipendenti ha problemi di salute mentale

Lo rivela uno studio condotto su un campione di circa 1500 musicisti condotto dalla società svedese Record Union

Il 73% dei musicisti indipendenti ha problemi di salute mentale

Uno nuovo studio ha rivelato che quasi i tre quarti dei musicisti indipendenti ha sperimentato ‘stress, ansia e/o depressione’ in relazione al loro lavoro.

Questo il risultato di un sondaggio web su un campione di circa 1.500 musicisti indipendenti della piattaforma di distribuzione digitale svedese Record Union. Il sondaggio ha rilevato che il 73% di loro ha avuto problemi di salute mentale, con ansia e depressione in cima alla lista dei sintomi. Tra i musicisti nella fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni, i numeri tendono a peggiorare, con l'80% degli intervistati in quel range che denuncia effetti negativi sulla propria salute mentale legata alla carriera musicale.

Il CEO di Record Union Johan Svanberg dichiara: "Il nostro studio ci dice che c’è bisogno che qualcosa cambi. È tempo di mettere lo stato della salute mentale dei nostri artisti all'ordine del giorno, prima degli stream e del successo commerciale. Noi come industria dobbiamo svegliarci e chiederci: qual è la nostra responsabilità in questa cosa e cosa possiamo fare per creare un clima musicale più sano?".

Oltre alla depressione e all'ansia, come scrive Billboard, il 33% degli intervistati ha sofferto di attacchi di panico, mentre il 57% ha dichiarato di preoccuparsi per la propria salute mentale e il proprio benessere, con il 41% che ha dichiarato di preoccuparsi più volte al giorno. I fattori che contribuiscono a questi sintomi includono la paura di fallire, l'instabilità finanziaria, la valutazione da parte degli altri e la ‘pressione per la consegna’.

Di quanti hanno dichiarato di aver sofferto di sintomi di malattia mentale, solo il 39% (e solo il 33% di quelli di età compresa tra i 18-25 anni) ha detto di aver cercato un trattamento per i loro sintomi. Di quello stesso gruppo, il 51% ha dichiarato di essersi aiutato da solo, la maggioranza di questi facendo ricorso all’uso di alcol e droghe.

Solo il 19% degli intervistati ha affermato di ritenere che l'industria musicale stia lavorando per creare un ‘clima musicale sostenibile con artisti in salute’. Sono state raccolte oltre 1.000 risposte dell'altro 81% su come l'industria musicale potrebbe fare meglio.

In accordo con questo studio - chiamato ‘The 73 Percent Report’ - Record Union si è impegnata a donare 30.000 dollari destinati a progetti per prevenire o curare le malattie mentali nei musicisti. Le parti interessate possono inviare i loro progetti a 73percent.com tra il 7 maggio e il 2 giugno. I progetti presentati saranno pubblicati il ​​3 giugno sul sito, dove artisti e altre parti interessate potranno votare i loro preferiti utilizzando la convalida di Facebook o Google prima del 16 giugno. I 10 più votati si incontreranno con un gruppo di esperti che decideranno quali saranno i tre progetti a dividersi i 30.000 dollari.

Continua Svanberg: “L'industria musicale ha tradizionalmente definito il successo in termini commerciali. Per essere considerato un successo è necessario raggiungere alti obiettivi di vendita e di tour. Il denaro viene sempre prima di tutto. Per creare un clima musicale più sostenibile con artisti più sani, crediamo che questo stato delle cose debba cambiare e che gli artisti debbano iniziare a pensare alla propria salute mentale come parte del successo”.