Ron, l’album dal vivo “Lucio!!”, la follia artistica di Dalla, i 50 anni di carriera - VIDEOINTERVISTA

Il live contiene nove duetti e due canzoni di Dalla. “A volte mi chiedo: ma come diavolo ha fatto Lucio a scrivere queste cose?”
Ron, l’album dal vivo “Lucio!!”, la follia artistica di Dalla, i 50 anni di carriera - VIDEOINTERVISTA

Quattordici mesi fa è uscito “Lucio!”, con un punto esclamativo, album in studio in cui Ron interpreta 12 canzoni dell’amico e collega Lucio Dalla, compresa l’inedita “Almeno pensami” presentata a Sanremo. Il 26 aprile è uscito invece “Lucio!!”, con due punti esclamativi, disco dal vivo registrato nel giugno 2018 al Teatro Romano di Verona. “Vengo da un anno di concerti dedicati a Dalla, una cosa magica che non mi era mai capitata prima”, spiega il cantautore. “Volevo che quell’esperienza continuasse”.

Della serata veronese dedicata a Dalla, che fu trasmessa tre mesi dopo da Canale 5, “Lucio!!” riporta i duetti di Ron con Fiorella Mannoia, Serena Autieri, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri, Paola Turci, Luca Carboni, Gigi D’Alessio, Alice. “Quello con Fiorella è notevole, lei è strepitosa. E non immaginavo che Paola Turci volesse cantare ‘Cosa sarà’”. In più, ci sono tre brani in studio: “Felicità” con Federico Zampaglione, “Anna e Marco” e “Tutta la vita”. Quest’ultima è stata scelta come singolo per lanciare il disco. “L’originale di Lucio era completamente diverso, ma mi ha ispirato questo arrangiamento latineggiante, un po’ alla Santana”.

Nell’ultimo anno sono usciti due inediti di Dalla, “Almeno pensami” e “Starter”. Quest’ultimo è un vecchio provino rimaneggiato e inserito nel cofanetto antologico “Duvudubà”. “La trovo una buona canzone”, dice Ron, “non una delle sue migliori. Il provino originale di Lucio di ‘Almeno pensami’ non era dissimile da quello di ‘Starter’. Ho pensato che un testo così bello avesse bisogno di un arrangiamento più intimo”.

E pensare che, all’inizio, Ron credeva che interpretare Dalle fosse praticamente impossibile. “Non è facile dividere metricamente le canzoni come faceva lui. ‘Cosa sarà’ o ‘Come è profondo il mare’ sono canzoni pazzesche e difficilissime. Questo suo modo originale di cantare era dovuto alla formazione jazzistica e alla sua follia artistica e umana. Giocava con le parole, se ne fregava della metrica. All’inizio, da musicista, lo trovavo fastidioso. Ora penso che solo così si potevano fare quelle canzoni. Cantandole ho riscoperto testi incredibili. A volte mi chiedo: ma come diavolo ha fatto a scrivere queste cose?”.

Ron porterà di nuovo lo spettacolo dedicato a Lucio Dalla in tour a partire dal mese di giugno. “Faremo una trentina di concerti”. Intanto, sta scrivendo con l’idea di fare uscire un disco nei primi mesi del 2020, in occasione dei cinquant’anni di carriera. “Sto ancora decidendo come sarà l’album. Potrebbe essere un viaggio attraverso due o tre dischi. Per ora è un bel progetto: spero si realizzi”.

Intanto, nel 2019, cade il quarantennale di “Banana Republic”, il leggendario tour di Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Ron girò l’Italia con loro e curò gli arrangiamenti. “Ero il terzo uomo”, ricorda oggi. “Ho ricordi fenomenali soprattutto dei viaggi in cui si stava tutti insieme su uno stesso pullman. Si veniva dagli anni di piombo e finalmente si poteva cantare e suonare senza che ti facessero il processo”. C’erano limiti tecnici? “Sì, ma non ce ne rendevano conto. Oggi è diverso, si cerca la perfezione, la pulizia. Allora ci bastava una buona amplificazione. Ho vissuto un sogno”.

Dall'archivio di Rockol - Sanremo 2018, Ron al Festival con "Almeno pensami"
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