Concerto del Primo Maggio 2019 a Roma: il resoconto completo

Tutta la maratona dal vivo di piazza San Giovanni, minuto per minuto

Concerto del Primo Maggio 2019 a Roma: il resoconto completo

ore 23.59: siamo alle battute finali. I Negrita salgono sul palco e inaugurano il loro set con "Il gioco" (da "9" del 2015), alla quale seguono "Rotolando verso sud" (da "L'uomo sogna di volare" del 2005) e "Gioia infinita" (da "HELLdorado" del 2008). "Il futuro è vostro, cazzo", dice Pau alla folla, dopo aver presentato e immediatamente prima del commiato, affidato alla hit del 1999 "Mama Maé". Lo slot di chiusura della maratona di piazza San Giovanni è affidato dall'Orchestraccia, il collettivo folk romano, che apre con "Semo gente de borgata" (brano con testo di Franco Califano originariamente interpretato dal duo dei Vianella), con Lillo che fa il verso a - tra gli altri - Axl Rose e Angus Young.

ore 22.23: Sceglie "Wily Wily", Ghali, per aprire il suo set: il trapper milanese, sfodera immediatamente "Ricchi dentro" - dal disco di debutto "Album" del 2017. "Come state, tutto bene? Siamo appena tornati dagli USA, stavamo lavorando al nuovo disco, siamo tornati apposta", spiega il cantante alla platea, prima di attaccare "Cara Italia": "Il prossimo pezzo lo dedico ai ragazzi nelle carcerei, e gli auguro, una volta uscita, di trovare un lavoro e dimenticarsi il passato", continua Ghali, introducendo al pubblico il recente singolo "I Love You", che chiude il suo set. Ambra Angiolini approfitta del cambio palco per mandare "un abbraccio a Taranto", dove in queste ore si sta tenendo una manifestazione musicale analoga, prima di lasciare il palco a Motta, che apre il suo set con "Del tempo che passa la felicità" (da "La fine dei vent'anni" del 2016): seguono "Roma stasera" (sempre da "La fine dei vent'anni") e "Dov'è l'Italia", il singolo presentato dal già leader dei Criminal Jokers allo scorso Festival di Sanremo. Con "La nostra ultima canzone" (da "Vivere o morire" del 2018) l'artista pisano chiude il suo set.

ore 22.50: Gazzelle apre l'ultima tranche di artisti in cartellone al Concerto del Primo Maggio 2019 di Roma. "Punk" - la title track del suo ultimo album, uscito a fine 2018 - apre il set, seguita da "Tutta la vita" (sempre da "Punk") e "Non sei tu", traccia d'apertura del suo album d'esordio, "Superbattito" del 2017, che chiude il set. Achille Lauro, non è una novità, per il suo set in piazza San Giovanni ha deciso di farsi accompagnare da una band dalla spiccata matrice rock, composta da - oltre che dal fido Boss Doms - dal chitarrista e storico sodale di Ligabue Federico Poggipollini, dal batterista Sergio Carnevale (prima con Morgan nei Bluvertigo, poi ora con il già leader dei Jet Nic Chester), e dal bassista dei Le Vibrazioni Garrincha. L'ex trapper apre il suo set in modo muscolare, con "Cadillac" (dal recente "1969"), letteralmente fusa a "Thoiry" (da "Pour l'amour" del 2018), prima di attaccare la title track della sua fatica in studio più recente. "Sexy Ugly" viene giusto accennata, per lasciare il passo a "C'est la vie" e all'inevitabile "Rolls Royce", già presentata - con il noto corredo polemico in allegato - sul palco dell'ultimo Festival di Sanremo.

ore 22.00: "Sole silenzioso" apre il set dei Subsonica. "La storia ci insegna che ci sono dei momenti in cui si può disobbedire", dice Samuel, "e questo è uno di quei momenti". Su "L'incubo", dal nuovo album della band torinese, "8", uscito lo scorso ottobre, Samuel e soci vengono raggiunti sul palco da Willie Peyote, poi "Veleno" sposta le lancette del tempo indietro di qualche anno, a "L'eclissi" del 2007. Ma è sulle note di "Liberi liberi" (con un incursione di Daniele Silvestri, che collaborò con il gruppo al brano, vent'anni fa), da "Microchip emozionale" del 1999, che la piazza si lascia finalmente andare e nel pit si comincia a pogare. Infine, "Tutti i miei sbagli", la prima vera hit dei Subsonica, puro sing-along che chiude l'esibizione del gruppo.

ore 21.30: un altro che gioca in casa, stasera, è Daniele Silvestri, che apre il suo set con "Scusate se non piango", un'anticipazione del suo nuovo album di inediti "La terra sotto i piedi", in uscita il 3 maggio. Con "Gino e l'Alfetta" il cantautore romano fa un salto indietro nel tempo di dodici anni, tornando a "Il latitante" del 2007, lo stesso album di "La paranza", mentre "La mia casa" lo riporta al passato prossimo, "Acrobati" del 2016. Non poteva restare fuori dal set "Argento vivo", la canzone che Silvestri ha presentato in gara al Festival di Sanremo 2019 in coppia con Rancore, che lo raggiunge infatti sul palco insieme a Manuel Agnelli, già insieme al cantautore e al rapper sul palco dell'Ariston nella serata dei duetti. "Mo' è il momento di sdrammatizzare", scherza Silvestri, tirando fuori dal cilindro una delle sue canzoni più irriverenti, "Testardo", per chiudere l'esibizione con un liberatorio: "Delimortaccitua".

ore 21.05: sale sul palco Manuel Agnelli. Il frontman degli Afterhours, accompagnato al violino da Rodrigo D'Erasmo, parte con un classico della sua band, "Ballata per la mia piccola iena", riservando poi un omaggio a Kurt Cobain e i suoi Nirvana: "Quest'anno cade il venticinquesimo anniversario della morte di Kurt Cobain. I Nirvana primi in classifica erano arrivati a mettere un sigillo in un momento in cui il mondo sembrava essere cambiato per il meglio. In Italia c'era Mani Pulite, i primi movimenti ecologisti, una grande coscienza popolare. Ma per citare Giuseppe Tomasi di Lampedusa, 'Tutto deve cambiare perché non cambi un cazzo'. E alla fine la rabbia e la frustrazione per tutta quella speranza che è stata tradita ci hanno portato in venticinque anni a retrocedere, ad andare indietro di cento anni rispetto ai diritti civili. La morte di Cobain arrivò come un segnale: il segno che non sarebbe cambiato niente", dice Agnelli prima di suonare "You know you're right". Con "Quello che non c'è" e "Non è per sempre" si torna così al repertorio degli Afterhours, dunque un nuovo omaggio: stavolta è a Lou Reed, con una cover di "Perfect day".

ore 20.57: Carl Brave, in piazza San Giovanni, gioca praticamente in casa. Pur salendo qualche decina di secondi dopo la star internazionale, il rapper capitolino riesce a coinvolgere la piazza prima come "Chapeau", poi con "Camel blu" e "Merci" (tutti da "Notti brave" del 2018): "Noccioline" (da "Polaroid" del 2017) arriva prima di "Posso" (ancora da "Notti brave"), meno serrata delle precedenti, che apre la via alla conclusione del set, al momento il più lungo affidato a un italiano, lasciato a "Malibu" (sempre da "Notti Brave"). Lodo Guenzi e Ambra Angiolini annunciano un bis per Omar Pedrini, mutilato dallo stacco della diretta poco prima delle 19 (ma l’esibizione del cantautore è comunque saltata).

Ore 20.31: La seconda parte del Concertone 2019 è aperta dall'arpista Micol, che esegue le cover strumentali di "Il pescatore" di Fabrizio De André e del canto tradizionale "Bella ciao", per poi lasciare il palco all'unico ospite internazionale previsto dal bill. Noel Gallagher sale sul palco di piazza San Giovanni in perfetto orario, e sotto una pioggia battente iniziata sul finire del set di Omar Pedrini, esattamente un'ora da. Il già frontman degli Oasis, già passato dal Concertone nel 2002 insieme al fratello Liam, attacca con "Fort Knox", da "Who Built the Moon?" del 2017, per poi proeguire con "Holy Mountain", sempre dalla sua terza prova solista di due anni fa. "It's a Beautiful World" - sempre da "Who Built the Moon?" - abbassa i bpm ma non l'intensità del set, che svolta - presso la platea generalista, non presso il nocciolo duro di fan, pur presenti in piazza San Giovanni - con la hit degli Oasis "Wonderwall", seguita da un altro episodio clou della carriera dei giganti del brit rock, "Stop Crying Your Heart Out" (da "Heathen Chemistry" del 2002), che precede - in chiusura - la cover della beatlesiana "All You Need Is Love", classico che il maggiore dei fratelli Gallagher usa per concluderer i suoi set, che non che non è mancato nemmeno per il secondo passaggio al Concertone - ma con, sul finale, una citazione di "Love Life", parodia della stessa "All You Need Is Love" dei Rutles, la band-parodia dei Fab Four ideata dal comico Eric Idle.

ore 18.57: "Un temporale" (da "Mezzanotte" del 2017) apre il set di Ghemon, penultimo artista in programma nella prima tranche del Concertone 2019. Il rapper di Avellino prosegue con "Criminale emozionale" e chiude con "Rose viola", prima di lasciare spazio al primo veterano di questo Primo Maggio romano, Omar Pedrini: il già leader dei Timoria porta in piazza San Giovanni un frammento dello show che lo sta vedendo impegnato da qualche settimana a questa parte - da solista, in acustico - nelle celebrazione live del venticinquennale di "Viaggio senza vento", proponendo prima "Sole spento" (da "El Topo Grand Hotel" della sia vecchia band, del 2001, che viene brutalmente tagliata dalla diretta televisiva), la cover di "Redemption Song" di Bob Marley e - appunto - "Senza vento".

ore 18.33: Dopo gli Ex-Otago, che durante il loro set allineano "La notte chiama" e "Tutto bene" (entrambe dal recente "Corochinato"), tocca ad Anastasio: la già star di X-Factor attacca il suo set con "Rosso Malpelo" (dal suo primo EP come Nasta Mic), per proseguire con "La fine del mondo" e chiudere con una dedica alle maestranze impiegate nell'allestimento dello show ("Oggi non si festeggiano gli artisti, ma chi ha montato questo palco"). Poco più lungo è il set degli Zen Circus ("La più grande rock band della mia generazione", li presenta Guenzi), ai quali viene concesso uno slot da tre brani "occupato" con "Andate tutti affanculo" (brano d'annata recuperato dall'omonimo disco del 2009), "Ilenia" e "L'anima non conta" (entrambi da "La terza guerra mondiale" del 2016).

ore 17.50: Rancore, recentemente visto sul palco del Festival di Sanremo assieme a Daniele Silvestri con "Argento vivo", porta sul palco tutta la sua energia. Il rapper del Tufello, quartiere popolare a nord est della Capitale, spesso sulle pagine dei quotidiani per casi di cronaca nera, propone "Beep beep", "Arlecchino" e "Sangue di drago".

ore 17.30: sul palco arrivano i Coma_Cose, il duo composto da Fausto Lama e California salito alla ribalta nel 2017 con i singoli "Anima lattina", "Golgota" e "Pakistan". Aprono con "Jugoslavia", proseguono con "Post concerto" e chiudono con "San Sebastiano" e "Mancarsi", estratte dal loro album d'esordio "Hype aura" (uscito lo scorso marzo), che fanno scattare la prima vera ovazione del pubblico in piazza. "È incredibile quanta gente riesca ad unire la musica. Non dimenticate mai due parole fondamentali: libertà e dignità", dice la voce maschile del duo. Dopo i Coma_Cose tocca ai Canova, la band milanese guidata da Matteo Mobrici: apre il set "Expo", tratta dall'album d'esordio "Avete ragione tutti" (2016), poi è la volta di "Per te", questa pescata dal nuovo album "Avete ragione tutti", da poco nei negozi, e infine "Threesome". 

ore 17.00: "Radio radio" apre il set dei Fast Animals and Slow Kids, alla quale segue "Non potrei mai", entrambi estratte dall'imminente nuovo album in studio "Animali notturni", atteso nei negozi entro il prossimo 10 maggio. Chiude il set uno snippet della cover degli Knack "My Sharona", accennata con la collaborazione di Lodo Guenzi alla chitarra. I La Municipal, già vincitori lo scorso anno del concorso collegato al Concertone, attaccano con "Major Tom", per poi passare a "Finirà tutto quanto" (entrambi dal recente "Bellissimi difetti") per chiudere con "George (il mio ex penfriend)", da "Le nostre guerre perdute" del 2016. Già apparsi in apertura di diretta televisiva, il set dei Pinguini Tattici Nucleari viene ristretto a soli due brani - "Verdura" e "Irene".

ore 16:50: Bianco e Colapesce attaccano il loro set quando sono passate da poco le 16 e 30: prima viene eseguita "Punk rock con le ali", dal repertorio del cantautore torinese, poi "Ti attraverso", da quello della voce siciliana, per chiudere il set congiunto sulle note della cover di Fabrizio De André "La canzone dell'amore perduto", la cui rilettura da studio - a cura del solo Colapesce - è inclusa nell'album tributo "Faber Nostrum". Dutch Nazari apre il suo set con  "Calma le onde", alla quale segue "Guarda mamma senza money", entrambe da "Ce lo chiede l'Europa" del 2018.

ore 16.30: Fulminacci, con "Borghese in borghese", chiude la parentesi dedicata agli emergenti selezionati per mezzo di concorsi. Eman esegue "Giuda", seguito dall'electro pop dei Lemandorle, con "Ti amo il venerdì sera" e "Da sola": si passa poi alla trap, con Izi, che alla platea propone la sia "Dammi un motivo"   e la cover di Fabrizio De André "Dolcenera" (originariamente pubblicata in "Anime salve" del 1996). Si torna a cavallo tra rock e canzone d'autore con i La Rappresentante di Lista, che mettono in fila "Questo corpo" e "Maledetta tenerezza", entrambe da loro album più recente, "Go Go Diva" del 2018. In termini di selezione del repertorio, gli Eugenio in Via Di Gioia fanno una scelta diversa: con "Prima di tutto ho inventato me stesso", "Punta dell'iceberg" e "Altrove" i busker torinesi pescano - rispettivamente - dal loro EP del 2013 "Urrà", dall'album del 2017 "Tutti su per terra" e dal loro disco più recente, "Natura viva", pubblicato appena lo scorso mese di marzo.

ore 15.45: i La Rua sono la prima band a calcare il palco di piazza San Giovanni presente nel cartellone "ufficiale". La formazione ascoltana esegue "Alta velocità" e "Sabato fa così". Segue Ylenia Lucisano, selezionata per il concertone da Doc Live, che propone al pubblico la sua "Non mi pento". Tocca poi ai tre vincitori del concorso 1MNEXT: apre la sequenza Giulio Wilson, con "Modigliani", seguito da I Tristi (con "Palazzi") e Margherita Zanin (con "Amaro"). Massimo Bonelli, numero uno di iCompany e organizzatore del Concertone, ricorda lo stage manager Toni Soddu - scomparso lo scorso anno - e premia i vincitori finali di 1MNEXT, I Tristi.   

ore 15.00: dopo con il collegamento televisivo in diretta prende il via il Concerto del Primo Maggio 2019 di Roma vero e proprio. A salutare piazza San Giovanni, come già ampiamente anticipato nei giorni scorsi, sono i padroni di casa - riconfermati dallo scorso anno - Lodo Guenzi, cantante dei Lo Stato Sociale "prestato" alla TV come presentatore e giudice di X-Factor 2018, e Ambria Angiolini. Prima della coppia di presentatori, i Pinguini Tattici Nucleari coverizzano "Centro di gravità permanente" di Franco Battiato. "Oggi su questa palco salità la nuova musica polare italiana", dice Guenzi, incalzato dalla Angiolini: "Leggete i testi, cercate di comprenderli, per sentirvi una cosa sola. Iniziamo il Primo Maggio con la band più indipendente: voi [rivolto al pubblico]".

ore 14.10: L'anteprima al Concertone vero e proprio - che si aprirà ufficialmente alle 15 con il live set dei La Rua - prosegue con le esibizioni di Walter Celi (vincitore del concorso collegato ad Arezzo Wave), dei Punto.Exe (vincitori del concorso Sicurezza Stradale in Musica) e Ferdinando (per Barezzi Festival).

ore 13.30: è iniziata la ventinovesima edizione del Concerto del Primo Maggio di Roma, la manifestazione patrocinata dai sindacati CGIL, CISL e UIL che tradizionalmente inaugura la stagione dei grandi eventi dal vivo all'aperto in Italia. La maratona musicale viene aperta da una parte di anteprima non "coperta" dalla diretta televisiva e radiofonica della RAI, che ha per protagonisti Lilian More, Ciao sono Vale, i Grace n Kaos, Valentina Parisse, Jumpeight, Francesco Effelle e Santi Scarcella.

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