L'insegnamento di Faber: De André può essere superato, ma con rispetto. A settembre un concerto a Genova

Il tributo della nuova scena musicale italiana al cantautore genovese. Dori Ghezzi: "Una scommessa difficile, ma...".

L'insegnamento di Faber: De André può essere superato, ma con rispetto. A settembre un concerto a Genova

Man mano che entrano nella sala che ospita la presentazione del disco, all'interno della Stazione Termini a Roma, i ragazzi si abbracciano, scherzano tra di loro, si stringono le mani. Lo spirito di "Faber Nostrum" sta tutto nei loro sguardi e nelle loro espressioni cariche di entusiasmo. Ci sono gli Ex-Otago, i Canova, i Pinguini Tattici Nucleari, La Municipàl. Molti sono reduci dalle prove del Concerto del Primo Maggio, ancora in corso di svolgimento in Piazza San Giovanni. Colapesce fa il timido, nascosto in un angoletto. Intanto gli Zen Circus, al piano di sotto, provano la loro cover di "Hotel Supramonte". Tutti radunati per il lancio dell'"album tributo dell'indie italiano" a Fabrizio De André, come più volte è stato scritto negli scorsi giorni. Il disco, nei negozi e sulle piattaforme di streaming dal 26 aprile, ha visto alcuni esponenti della new wave italiana omaggiare il grande cantautore genovese rileggendo alcuni brani simbolo del suo repertorio: da "Amore che vieni, amore che vai" (rivisitata dagli Ex-Otago) a "Smisurata preghiera" (reinterpretata da Vasco Brondi), passando per "Inverno" (reincisa dai Ministri) alla "Canzone dell'amore perduto" (rifatta da Colapesce).

Al tavolo in fondo alla sala siedono Dori Ghezzi, Stefano Patara di Sony Music/Legacy Recordings e Massimo Bonelli di iCompany, che ha coordinato il progetto. Il primo a prendere parola è il discografico: "La nostra mission non è preservare, ma rilanciare. Da vecchio appassionato mi rendo conto che oggi c'è una maggiore possibilità di accesso a tutto quello che c'è stato prima. È il vantaggio che hanno i millennials e che non aveva chi era ragazzino negli anni '70, come me. Oggi loro possono guardare indietro e trovare cose che possono essere fonte d'ispirazione. E poi ci siamo resi conto, da quando le piattaforme di streaming sono diventate il principale mezzo di fruizione musicale, che i giovani ascoltano tantissimo De André lì", spiega Patara, cercando di riassumere le intuizioni che hanno portato alla genesi del progetto. Così, ottenuta l'approvazione della Fondazione Fabrizio De André, la onlus fondata a Genova nel 2001, due anni dopo la scomparsa del cantautore, che si propone di tenerne viva l'eredità artistica, sono partiti gli inviti. A coordinare l'operazione è stato chiamato Massimo Bonelli di iCompany, da qualche anno al timone dell'organizzazione del Concertone del Primo Maggio: "È stato bello per me riuscire a portare questi artisti a rileggerlo. Una delle cose che vengono imputate ai nuovi cantautori è l'assenza di contenuti nelle loro canzoni ma in realtà i temi sono gli stessi, seppur coniugati in maniera diversa", spiega.

Tra gli artisti che hanno preso parte al progetto, gli Ex-Otago si sono sentiti particolarmente coinvolti nel disco: "Da genovesi abbiamo sentito una chiamata forte, ma anche un respingimento, perché affrontare i padri è sempre difficile. De André continua a insegnare: uno dei suoi insegnamenti è che può essere superato. Con rispetto. La nuova scena musicale sta dimostrando che si può fare ancora buona musica, rispettando i grandi padri". Dori Ghezzi, ambasciatrice della Fondazione De André, dal canto suo fa sapere di aver particolarmente apprezzato lo spirito alla base di "Faber Nostrum": "La cosa bella è che gli artisti coinvolti hanno portato De André nel loro mondo musicale, ma lo hanno fatto con rispetto. Una scommessa difficile. Sono stati coraggiosi e hanno capito il senso del progetto. Se c'è una cover che mi è piaciuta più delle altre? Le metterei tutte sullo stesso piano. Ho delle preferenze, certo, ma non me la sento di sbandierarle per non fare torti a nessuno".

Il progetto potrebbe non limitarsi solo a questo album-tributo: "Oggi il disco è qualcosa che sta cominciando a invecchiare. Parlo del concetto di album: non so quanto sarà centrale, in futuro. Per questo abbiamo pensato 'Faber Nostrum' come un hub, più che come un disco", fa sapere Patara, "iniziamo da un disco, ma in realtà è un progetto che rimane aperto. Se ci saranno altri artisti che vorranno aggiungersi, noi ci siamo". E Dori Ghezzi annuncia: "A settembre a Genova il grande concerto tributo per Fabrizio. Non siamo riuscita a farlo a gennaio. Spazio anche per chi vorrà partecipare".

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