Concerto del Primo Maggio 2019, il giorno prima: 'Nessuna paura di essere diventati mainstream'

Gli organizzatori del Concertone incontrano la stampa alla vigilia della maratona musicale di piazza San Giovanni

Concerto del Primo Maggio 2019, il giorno prima: 'Nessuna paura di essere diventati mainstream'

Oggi, martedì 30 aprile, gli organizzatori del Concerto del Primo Maggio 2019 di Roma hanno incontrato la stampa per la tradizionale conferenza stampa che prelude alla maratona musicale di piazza San Giovanni: nel backstage del Concertone erano presenti tra gli altri, oltre che a Massimo Bonelli, numero uno di iCompany, società che organizza per conto di CGIL, CISL e UIL l'evento, anche Mogol - in veste di presidente di SIAE, i rappresentanti delle sigle sindacali, e - ovviamente - i conduttori dello spettacolo Lodo Guenzi e Ambra Angiolini.

"Quest'anno sono due, le cose fondamentali", ha spiegato Massimo Martelli, a capo del team di autori che ha tracciato il plot di questo Concertone: "Il primo è il ritorno di due amici, Ambra e Lodo, che amo per diversi motivi. Ambra è una testa pensante, alla prima volta non le va mai bene niente: il suo atteggiamento, tuttavia, ha fatto bene alla nostra squadra. Lodo, dal canto suo, è come Ambra, ma con il sorriso - 'Forse perché lui non ha il ciclo', scherza la Angiolini -. La seconda è che, a inizio concerto, prenderemo i testi delle canzoni che ci hanno colpito per entrare nei temi importanti. Ci è parso importante, per una volta, partire dalle parole per arrivare agli argomenti". "Non si deve avere paura di essere diventati mainstream e di esserlo diventati fuori dai media tradizionali", ha spiegato Martelli, in chiusura del suo intervento, a proposito del cast, che - come già osservato da Bonelli, ribadisce il concetto di "musica attuale": "Anche la TV si è accorta che il nuovo che avanza ha qualcosa da dire".

"E' bello stare qui", gli fa eco Guenzi: "Gli artisti presenti nel cast non sono tutti emergenti, non sono tutti nomi nuovi, ma riempiono locali e palazzetti in tutta Italia. Ci sono riusciti, oltretutto, inventandosi da zero un mercato, sfruttando quello quello che avevano a disposizione - Internet, nello specifico - per arrivare direttamente al pubblico doppiando un sistema che aveva perso efficacia. Molti di loro sono cresciuti come me nei piccoli club, e per questo ci sono molto affezionato".

La Angiolini è voluta intervenire circa le critiche riguardanti lo sbilanciamente di genere nel cast del Concertone 2019, che conta nel proprio bill una larga maggioranza della rappresentanza maschile. "Spero davvero che questa non sia la polemica del giorno", ha osservato la showoman, "Perché gli occhi delle poche donne che ho incrociato mi pareva che parlassero per loro. Rispetto all'importanza della parità salariale, o alle difficoltà di avere un figlio, questa mi sembra una questione sulla quale andare ben oltre la polemica. Non mi piace l'idea di contare le donne nel cartellone di un concerto, delle proporzioni al 50% imposte pur di esserci. E poi parliamoci chiaro: su oltre mille iscritti al contest 1MNext le donne erano solo novanta. Questa è la radiografia di una situazione che va risolta a monte, magari chiamando il causa il mondo dei media e della discografia, ma che succede prima della scelta degli artisti per un concerto. Se le donne sono così poche, quindi, non è colpa del Primo Maggio. Anzi, se grazie al Primo Maggio è stato sollevato un problema, l'anno prossimo chi di dovere si attivi per risolverlo".

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