1MNext 2019, domani a Roma le finali: parla il Presidente della Giuria Massimo Cotto

'La differenza di questo contest la fa il premio: l'adrenalina di un live davanti a centinaia di migliaia di persone è un'emozione indelebile. E svela il vero valore di un artista'

1MNext 2019, domani a Roma le finali: parla il Presidente della Giuria Massimo Cotto

Il concetto stesso di contest, o concorso, implica la presenza di un premio. E di concorsi (musicali), in Italia, ce ne sono tanti. "Eppure la peculiarità più bella di 1MNext consiste proprio nel premio, che non è rappresentato dal passaggio TV, o dai benefit accordati al vincitore, ma dalla botta di adrenalina che si prova a esibirsi davanti a una piazza affollata da quattrocentomila persone", spiega il giornalista, scrittore e conduttore radiofonico Massimo Cotto, che per la quinta volta consecutiva è stato chiamato a presiedere la giuria che domani, presso il Teatro Eduardo De Filippo, all'interno dell'Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Viale Ministero degli Affari Esteri 6, a Roma, selezionerà i tre vincitori dell'edizione 2019 del concorso, ai quali verrà accordato l'onore di esibirsi sul palco di piazza San Giovanni in occasione del prossimo Concerto del Primo Maggio di Roma. "A parte essere un'emozione indimenticabile, dà il vero senso di 'premio', perché - per chi fa musica - il fine ultimo è l'esibizione dal vivo", precisa Cotto: "E' sul palco che si capisce se c'è stoffa o se ci si trova davanti solo a una realtà di plastica".

Perché, prosegue il presidente di giuria, "c'è il rischio di una progressiva omologazione: la mancanza di vetrine porta, inevitabilmente, alla corsa ai concorsi più prestigiosi". Cotto, tuttavia, ha le idee molto chiare su come impostare la scrematura delle proposte, che per questa edizione hanno superato la soglia delle mille unità: "Quando ascolto un artista, non considero mai la specifica registrazione o esibizione, ma quello che può valere in prospettiva. Oggi, sulla piazza, ci sono un sacco di potenziali artisti che non si sa se potranno diventare tali o meno. Anche perché una volta - contrarimente a quanto accade da un po' di tempo a questa parte - la discografia poteva permettersi di investire nella crescita di band e cantanti. Quindi l'augurio che faccio a tutti questi potenziali artisti lo prendo in prestito dal titolo di un disco di Lou Reed, 'Growing Up in Public': spero di vederli crescere di fronte a un pubblico".

La parziale abdicazione della discografia convenzionale alla propria funzione naturale di a&r ha reso una realtà come 1MNext da una parte ancora più rilevante, assegnandole contestualmente una responsabilità importante, cioè la funzione di radar della musica di prossima attualità. Compito che, secondo Cotto, la macchina messa a punto da iCompany ha svolto molto bene. Anzi, talmente bene da avere i numeri per poter affrancarsi da spin-off del Concertone e camminare con le proprie gambe.

"Dipendesse da me, 1MNext lo amplierei ancora di più, facendolo diventare un evento a sé", conclude Cotto: "Ormai ha dimostrato avere la forza di potersi staccare, in teoria, dalla manifestazione alla quale è legato - e per la quale è nato - per diventare una monade. Perché 1MNext ha quello che manca alla quasi totalità di tutti gli altri concorsi, cioè la 'certezza del premio'. X Factor, per esempio, garantisce un'esposizione televisiva, ma la TV - di per sé - è solo un mezzo, e ottenere una vetrina di questo tipo è un'occasione che non dovrebbe andare sprecata. Lo ripeto, perché ne sono convinto: 1MNext è pronto per fare il grande salto. E il 2019 sarà l'anno decisivo".

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