Dola - la recensione di "MENTALITÀ"

Dopo aver provato a sfondare come cantautore già nei primi anni Duemiladieci, Dola aveva riposto la chitarra nell'armadio e si era messo a lavorare prima come backliner e poi come driver per Coez e Giorgio Poi. Ora il cantautore laziale ci riprova: anticipato dagli Ep "SNLRNZ 01" e "SNLRNZ 02" e dai singoli "Shampoo", "Lil Pump" e "Supermercato", esce l'album "Mentalità": ecco com'è.

Se "Mentalità" - scritto e prodotto insieme a MNTL, vero nome Leonardo Milani - fosse stato tutto come "Lil Pump" Dola avrebbe vinto a mani basse. Invece, anche se l'eco dello stile di Vasco (peraltro citato esplicitamente nel testo di "Collare") e di Rino Gaetano aleggia in più di una canzone del disco, nel complesso "Mentalità" è una collisione allucinata di generi e attitudini. C'è la provincia, il disagio di una generazione (quella di chi è nato negli anni '80), la paranoia, un certo romanticismo urban, testi che raccontano di voci impastate, lampioni, risate, pugni chiusi dentro le tasche, sangue che cola dal naso e mostri nascosti sotto al letto: il tutto raccontato spostandosi continuamente tra hip hop ("Maschi", "Sogni"), elettronica ("Shampoo", "Mostri", "Supermercato", quest'ultima prodotta da Ceri) e cantautorato ("Non esco")

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