NEWS   |   Italia / 09/04/2019

Concerto del Primo Maggio 2019 a Roma: nel cast Silvestri, Subsonica e Ghali. I primi nomi, l'intervista all'organizzatore

Concerto del Primo Maggio 2019 a Roma: nel cast Silvestri, Subsonica e Ghali. I primi nomi, l'intervista all'organizzatore

Sono Daniele Silvestri, Ghali, Carl Brave, Ex-Otago, La Municipàl, La Rappresentante di Lista, Pinguini Tattici Nucleari e Subsonica i primi artisti confermati al Concerto del Primo Maggio 2019 di piazza San Giovanni a Roma: ne hanno dato notizia nel pomeriggio di oggi, martedì 9 aprile, gli organizzatori.

I veterani del concertone di questa prima tornata di annunci sono Daniele Silvestri, con otto edizioni della manifestazione già all'attivo (nel '95, '98, '99, 2002, 2003, 2007, 2011 e 2013), e la band di Samuel Romano e Max Casacci, nel cast dell'evento già sei volte (nel '98, 2003,. 2005, 2008, 2011 e 2012, senza contare la presenza del frontman, come solista, nel 2009). Ex-Otago e La Municipàl contano nel proprio curriculum solo un'apparizione alla maratona musicale capitolina - i primi nel 2017, i secondi l'anno successivo, come vincitori del contest 1MNext, mentre Ghali, Carl Brave, La Rappresentante di Lista e Pinguini Tattici Nucleari, il prossimo Primo Maggio, saranno al loro debutto sul palco della rassegna dei sindacati.

L’edizione 2018 del Concertone ha segnato la definitiva cesura col Primo Maggio romano “tradizionale”, portando sul palco nomi che – poco meno di un anno dopo – avrebbero trovato spazio anche al Teatro Ariston in occasione della più istituzionale delle manifestazioni musicali italiane. "Abbiamo fatto scelte che ci sembravano plausibili e che ritenevamo le più idonee a rappresentare la musica italiana attuale”, ha spiegato a Rockol Massimo Bonelli, capo di iCompany, società alla quale, da ormai cinque anni, i sindacati hanno dato mandato di organizzare l’evento in piazza San Giovanni: “Se un evento importante come il Festival di Sanremo le ha poi condivise, vuol dire che probabilmente ci abbiamo visto giusto”.

Lodo Guenzi, lo scorso anno, dal palco della rassegna capitolina lanciò la programmatica analogia “Primo Maggio come il Coachella”: “Da eventi straordinari come quello abbiamo ancora tanto da imparare”, riflette Bonelli, che – però – precisa: “Il Primo Maggio, tuttavia, ha anche un elemento in più rispetto a tutti gli altri grandi festival internazionali: il legame con una giornata importante, la Festa dei Lavoratori. Il nostro compito non è solo quello di organizzare un gran bel concerto, ma anche quello di valorizzare i significati che questa data richiama".

"Quest'anno proveremo a raccontare ‘chi siamo stati e chi siamo’ attraverso i testi delle canzoni, quelle che sono ormai parte dell'immaginario collettivo nazionale e magari anche quelle scritte nel momento complesso che stiamo vivendo”, prosegue Bonelli, anticipando quello che sarà il tema del prossimo Concertone: “Ci piace l’idea di poter richiamare in chiave emotiva i valori che sono alla base della nostra società e del nostro essere parte di questa nazione. Tra l’altro ricorre anche il ventesimo anniversario della scomparsa del grande Fabrizio De André, e questo ci ha fornito un ulteriore pretesto per guardare alla canzone come forma di narrazione collettiva”.

I nomi svelati oggi quanto sono rappresentativi del cast completo che salirà sul palco di piazza San Giovanni tra meno di un mese? "Questo primo annuncio è una sorta di exit poll di ciò che comporrà poi il cartellone completo del Concertone 2019”, assicura Bonelli, “Il cast di quest'anno credo riprenda, in modo coerente, quello della passata edizione, amplificandone ulteriormente l’intenzione di partenza: il racconto della musica attuale in Italia”.

Gli anni Dieci hanno segnato profondi cambiamenti sia nella natura del Concertone in sé sia nella percezione dello stesso da parte del pubblico: se solo fino a pochi anni fa il Primo Maggio romano era considerato una manifestazione talmente istituzionale e ingessata da risultare quasi “scomoda”, almeno agli occhi di certi nomi, oggi piazza San Giovanni è tornato a essere uno degli eventi di punta tra i raduni all’aperto italiani. E, di conseguenza, a venire “corteggiato” come tale anche da parte di certe realtà che fino a qualche stagione fa lo guardavano con diffidenza. “Lavorare al cast del Primo Maggio 2019 è stato per certi versi più facile rispetto ai primi anni in cui abbiamo iniziato a organizzare l’evento, cinque anni fa”, spiega Bonelli: “Quest’anno abbiamo ricevuto la disponibilità a partecipare da parte di tanti artisti validi, alcuni dei quali, fino allo scorso anno, in piazza San Giovanni non ci volevano venire. Questo cambio di rotta e di percezione sul Concertone è un segnale davvero importante per noi, ci fa capire che fin qui abbiamo lavorato bene. Poi, per altri versi, scegliere gli artisti che faranno parte del cast 2019 è stato anche molto complesso; ci sono arrivate tante proposte valide, anche molto importanti ed alcune di queste non abbiamo potuto inserirle perché rischiavano di squilibrare il racconto musicale che abbiamo in mente per questa edizione. Scegliere la line-up di un festival è un pò come preparare una cena, bisogna stare attenti a bilanciare bene gli ingredienti e i sapori altrimenti si rischia di disgustare gli ospiti”.

Resta da sciogliere il nodo riguardante la presenza di artisti stranieri nella line-up: il “vecchio” concertone era sì quello di “Bella ciao” e degli inamovibili, ma era anche quello che ha portato alle esibizioni gratuite nella capitale di – tra gli altri – Radiohead, Oasis, Blur, Lou Reed e molti altri. I tempi – e di conseguenza i budget – sono cambiati, non è un mistero. Rispetto alle ultime edizioni della gestione precedente Bonelli ha cercato di invertire la rotta, invitando in piazza San Giovanni, lo scorso anno, Fatboy Slim, nome certamente prestigioso ma unico non italiano nel cast. "Per quella che è la situazione finanziaria del Primo Maggio, penso sia preferibile investire il budget a disposizione su un solo, grande nome di richiamo internazionale, piuttosto che selezionare tante realtà - anche importanti e di culto - ma poco note al pubblico generalista. Poi, quando il prossimo anno ricorrerà il trentennale del Concertone in Piazza San Giovanni, non escludo che la strategia possa cambiare, ma per il momento concentrare gli sforzi su un unico obiettivo ci sembra la scelta più giusta".

Statistiche a parte, Bonelli di dubbi – sul Concertone che verrà – non ne ha: “Dal mio punto di vista, quello del 2019 è il cast migliore mai assemblato dalla nostra gestione in cinque anni di impegno in piazza San Giovanni: sarà un bellissimo concerto, con un cartellone artistico di cui siamo molto orgogliosi”.

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