Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 47: chi è Apparat, vincitore nella categoria 'Miglior musicista' ai premi David di Donatello 2019

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 47: chi è Apparat, vincitore nella categoria 'Miglior musicista' ai premi David di Donatello 2019

Il grande cinema si è riunito lo scorso 27 marzo, a Roma, per la serata di gala durante la quale sono stati assegnati i Premi David di Donatello 2019: NUOVOIMAIE, che dell'importante manifestazione è socio sostenitore, ha visto concorrere nelle categorie "Miglior musicista" e "Miglior canzone originale" diversi suoi illustri associati come Nicola Piovani, Nicola Tescari, Lele Marchitelli, Aisha Cerami, Tosca, Enzo Avitabile, Antonio Folletto e Peppe e Toni Servillo.

Come ci hanno raccontato le cronache, a spuntarla nella categoria "Miglior canzone originale" è stato il cantautore americano Sufjan Stevens, premiato per la sua "Mystery of Love" inserita nella colonna sonora del film di Luca Guadagnino "Chiamami col tuo nome", ma la sorpresa, così dire, è stato Apparat, premiato - insieme a Philipp Thimm - per il lavoro sul commento musicale a "Capri-Revolution", lungometraggio firmato da Mario Martone con Marianna Fontana e Antonio Folletto nelle vesti di protagonisti.

Se Stevens, per certi versi, è già piuttosto noto al grande pubblico tricolore, discorso diverso potrebbe essere fatto per Apparat, nome di culto nella scena ambient / IDM da ormai quasi un ventennio ma ancora piuttosto sconosciuto alla platea generalista.

Nato a Quedlinburg, in Sassonia, nel 1978, Sascha Ring - questo il nome dell'artista all'anagrafe - inizia la sua carriera da musicista a Berlino, a fine anni Novanta: nella capitale tedesca inizia a farsi largo nella scena dance, ma la sua ambizione lo spinge ben oltre il ruolo di beatmaker di lusso e star della consolle. Insieme al campione del techno punk T. Raumschmiere Ring fonda la ShitKatapult Records, etichetta per la quale inizia a pubblicare i suoi lavori, che si spingono ben oltre l'IDM fino a lambire la glitch e l'ambient più raffinata: nel 2004 John Peel, il leggendario Dj della BBC maestro nello scovare le next big thing, lo chiama per una delle sue session. E' la svolta.

Due anni dopo troviamo Appart al fianco della collega Ellen Allien per l'album Orchestra of Bubbles: parallelamente, Sascha trova il tempo di mettere in piedi una sua band, con Raz Ohara al piano e Jörg Waehner alla batteria, per portare sui palchi il suo album "Walls", ma sarà solo due anni dopo - nel 2009 - che, insieme al collettivo dei Modeselektor, Ring darà vita al progetto Moderat, imponendosi così sulla scena minimal techno mondiale da protagonista.

Come ci è finito un protagonista della scena indietronica berlinese sul palco dei David di Donatello? Semplice: Apparat, con le immagini, flirta - da musicista - già da tempo. Se la sua "Goodbye" l'abbiamo sentita in diverse serie TV di primissimo ordine ("Breaking Bad", su tutte), forse non tutti sanno che Ring - già nel 2014 - aveva firmato la colonna sonora del film "Il giovane favoloso", incentrato sulla vita di Giacomo Leopardi, già premiato con cinque David (nel 2015) e un Premio Pasinetti (quest’ultimo alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2014), e diretto sempre da Mario Martone. Che - a ragione - deve avere pensato che, tutto sommato, squadra che vince non si cambia...

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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