Più che un disco, il terzo album solista di Don Felder degli Eagles sembra un progetto all-star. Sono tre quarti d’ora di rock tamarro e spettacolare, tutto riff, assoli e nostalgia. Lo spirito del disco? Basta guardare la copertina, dove la Gibson doppio manico che Felder usa per suonare “Hotel California” è appiccicata su una bandiera americana.
Quando hai cinquant’anni di carriera alle spalle, hai fatto parte degli Eagles e hai contribuito a scrivere “Hotel California”, hai imparato a suonare la slide da Duane Allman e hai dato lezioni di chitarra al giovane Tom Petty, ti puoi permettere di chiamare a suonare con te gente come Slash, Mick Fleetwood, Sammy Hagar, Peter Frampton, Joe Satriani e membri di Red Hot Chili Peppers, Grateful Dead, Toto e Rush, tutti assieme, tutti nello stesso disco.