Quattro romantici a Milano: il report e la fotogallery del concerto de Le Vibrazioni al Forum di Assago

Quattro romantici a Milano: il report e la fotogallery del concerto de Le Vibrazioni al Forum di Assago

Da quando nell’estate 2017 Francesco Sarcina e soci sono tornati sul palco, il rinato sodalizio artistico tra i quattro componenti de Le Vibrazioni ha dato vita ad altre esibizioni, a un disco, alla sfida del Festival di Sanremo e, ieri sera, 26 marzo, al concerto per antonomasia, quello che per ogni artista legato a Milano assume un valore tutto speciale: il live al Forum di Assago. La formazione meneghina approda al palazzetto per celebrare i suoi vent’anni di carriera e lo fa con l’ingrediente principale di ogni festa che si rispetti, gli amici. “Volevamo mantenere un equilibrio tra cantanti che per noi sono dei riferimenti, come ad esempio Piero Pelù, Samuel ed Elio” - racconta la band alla stampa nel backstage del palasport della periferia milanese – “e le nuove leve che ci piacciono, come i Ministri e Achille Lauro”. Più in generale, però, sottolinea il frontman del gruppo, “di base le collaborazioni dovrebbero fare bene alla musica”. Inutile dunque starsi a fare troppe domande sulla rosa degli ospiti e su chi non si è invece presentato all’appello – Le Vibrazioni citano Skin, per la cronaca, che per altri impegni ha dato forfait e che sul palco dell’Ariston lo scorso mese di febbraio ha duettato con la band sulle note di “Così sbagliato” - perché “il senso è la condivisione”, spiega Sarcina.

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In attesa che il live prenda il via Le Vibrazioni, che nel febbraio del 2018 hanno dato alle stampe la loro quinta prova di studio, “V”, tirano le somme del loro percorso: “Musicalmente l’approccio che abbiamo è sempre lo stesso, con ulteriore entusiasmo perché portiamo con noi il background di questi 20 anni. Il vero cambiamento è invece avvenuto come uomini. Siamo diventati padri, ad esempio”, raccontano mentre il tempo stringe e il pubblico inizia a riempire il palazzetto. Un pubblico che, per quanto dominato da trentenni e quarantenni, vede comunque spiccare anche qualche giovane volto. “Il bello dei 20 anni di carriera è vedere più generazioni che si riuniscono in un momento del genere”, commentano i musicisti, concludendo: “Forse oggi rappresentiamo un po’ i vecchi rocker rimasti”. Così come ci tengono a sottolineare il loro lato rock, Le Vibrazioni non mancano di mettere in evidenza anche quello più romantico, perfettamente rappresentato dal brano che li ha portati dritti alle orecchie del grande pubblico, “Dedicato a te” (2003), così suonato a così ascoltato che, racconta il bassista Marco Castellani, a un certo punto la band ha iniziato a toglierlo addirittura dalle scalette. Nel sentirsi parte del “filone classico-romantico” il quartetto si sente anche “il prosieguo del mondo sonoro degli anni Sessanta”: “Come noi le vecchie band suonavano veramente gli strumenti. Noi avevamo sin dall’inizio questo modo di suonare molto anni Sessanta, nudi e crudi”. “I 20 anni delle Vibrazioni sono stati l’occasione per fondare insieme a Francesco Sarcina e Alessandro Fabozzi, il loro manager, che ho conosciuto come persona appassionata e competente, la 432 srl, società con cui lavoreremo a 360 gradi sull’attività della band e su altri progetti mirati che riguarderanno altri artisti”, aggiunge Claudio Ferrante di Artist First in merito al ventennale.

Le Vibrazioni avevano avvertito che la scaletta del live – la trovate qui - sarebbe stata costruita intorno ai “singoloni” della band, che dell’ultimo album porta in scena solo “Così sbagliato”, insieme ai singoli usciti tra il 2018 e il 2019 “Pensami così”, “Cambia” e “Amore Zen”. Per il resto, ci sono, tra gli altri brani, classici come “Raggio di sole”, “Sono più sereno”, “Angelica”, “Drammaturgia”, con un bis di chiusura tutto targato 2003, quando la band fece il suo esordio nel mercato del disco, composto da “Dedicato a te”, “In una notte d’estate”, “Vieni da me” e “Su un altro pianeta”. Non sempre Le Vibrazioni duettano sulle loro canzoni insieme agli ospiti del concerto, lasciando talvolta spazio ai brani firmati dagli invitati alla festa. È il caso di Pierdavide Carone e Dear Jack, che interpretano la loro “Caramelle”; di Piero Pelù, scatenato sulle note di “Toro loco”; e di Achille Lauro, che porta al Forum – insieme al socio Boss Doms – “Rolls Royce”. Quanto agli altri invitati, si sono cimentati invece con il repertorio de Le Vibrazioni, dando vita a una graffiante “Portami via” (Ministri), a una versione con flauto di “Ovunque andrò” grazie al contributo del sempre amatissimo (e buffissimo, ieri non ha lesinato allegri passi di danza) Elio, a un’“Aspettando” a tinte rosse in compagnia di Pelù, a un’intensa interpretazione arricchita dalla chitarra acustica e dalla voce di Enrico Nigiotti di “Ogni giorno” e all’incontro tra Le Vibrazioni e il frontman dei Subsonica Samuel sulle note di “E se ne va”.

Ad accogliere i musicisti è un palco minimale, sovrastato da un rombo che proietta motivi astratti, talvolta d’ispirazione orientaleggiante, contornato da un light design di grande effetto. Il contesto è sobrio ma intenso e il pubblico – a riprova della romanticheria della band milanese, c’è un gran numero di coppie – segue il gruppo nelle sue evoluzioni, felice di riconoscere, tra gli inevitabili cambiamenti, i gorgheggi di Sarcina e il kilt di Castellani. Solo nei momenti più psichedelici la band sembra un po’ perdere presa sul suo pubblico, probabilmente più vicino all’aspetto melodico delle loro composizioni, ma la scelta di Sarcina e soci di prendersi il Forum con i ruggiti dei loro strumenti non può essere biasimata. “L’esperienza che abbiamo oggi ci ha portato a questo show”, ha spiegato, delineando i contorni dello spettacolo, la band. Forse neanche loro, 20 anni fa, si sarebbero aspettati di arrivare a far tuonare le loro chitarre al Forum.

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