NEWS   |   Industria / 26/03/2019

Direttiva EU del diritto d'autore, il parlamento di Strasburgo approva definitivamente

Direttiva EU del diritto d'autore, il parlamento di Strasburgo approva definitivamente

Con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astensioni il parlamento europeo, riunito oggi a Strasburgo in seduta plenaria, ha approvato la riforma comunitaria del diritto d'autore.

"Ringraziamo i legislatori per i loro sforzi per approvare una Direttiva con implicazioni degne di nota per la comunità dei produttori di contenuti", ha commentato l'ad dell'associazione internazionale dei discografici IFPI Frances Moore: "Questa riforma conferma che le piattaforme UGC svolgono un atto di comunicazione al pubblico e devono richiedere l'autorizzazione dei titolari dei diritti o garantire che non siano disponibili contenuti non autorizzati sulle loro piattaforme. (...) Attendiamo con impazienza la fase di attuazione, in cui lavoreremo con gli stati membri dell'UE per garantire che la direttiva sia recepita nel diritto nazionale in modo pienamente coerente con il suo obiettivo e i principi chiave del diritto europeo e internazionale".

La riforma, ora, dovrà essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea - entro un mese - e in seguito recepita da tutti i paesi membri.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell'assemblea, Antonio Tajani, che da sempre si è espresso a favore della riforma:

Tra i primi esponenti dell'industria musica italiana a esprimersi sull'esito della consultazione è stato il presidente di FIMI Enzo Mazza, che - per mezzo di una nota - ha commentato: "L'approvazione della Direttiva sul Copyright è il grande successo di una filiera unita nel riconoscimento dei contenuti culturali nell'era digitale: ringraziamo il Parlamento per lo sforzo ottenuto in un contesto decisamente complesso e aspettiamo l'avvio dei lavori per il recepimento nel diritto nazionale".

Soddistazione è stata espressa anche dalle società di collecting NUOVOIMAIE e SIAE:

"[L'approvazione della riforma] E' una grande notizia, hanno vinto la ragione e la cultura sui soldi. In SIAE abbiamo novantamila iscritti, almeno ventimila guadagnano meno di mille euro al mese senza contributi e spesso sono all’inizio della loro carriera", ha precisato, per mezzo di una nota, il presidente della Società Italiana Autori ed Editori Mogol: “I giovani artisti di oggi saranno poi i grandi di domani".

Tace, per il momento, Lyor Cohen, Global Head of Music di Google e YouTube, tra i più accesi critici della normativa. Sul canale Twitter ufficiale del manager - che, alle 13,30 di martedì 26 marzo, non si è espresso nemmeno sul blog ufficiale della popolare piattaforma di media sharing - come primo post è stato lasciato il manifesto di motivazioni addotte dall'industria del digitale seconda la quale la nuova direttiva "ferirà, invece di aiutare, i creativi europei":

La branca europea di Google, sul proprio account Twitter ufficiale, ha commentato:



"La direttiva europea sul copyright è migliorata, ma porterà ancora all'incertezza giuridica e farà male alle economie creative e digitali europee", si legge nella nota del gigante informatico: "I dettagli contano, e non vediamo l'ora di collaborare con i politici, gli editori, i creatori e i titolari dei diritti, quando gli Stati membri dell'UE si attiveranno per attuare queste nuove norme".

Tra le altre reazioni (positive) degli esponenti dell'industria discografica italiana, è da segnalare quella del fondatore e presidente di Artist First Claudio Ferrante: "Oggi è un giorno che tutti noi dell'Industria Culturale ricorderemo a lungo", ha fatto sapere Ferrante per mezzo di una nota: "E' stato affermato il principio che sposta la responsabilità dall'utente ai server provider: grandi colossi che, nonostante numerose pressioni, saranno costretti a riconoscere ad autori e titolari dei diritti un equo compenso, senza nulla togliere alla libertà e alla democrazia di internet. Non c'è democrazia senza che tutti i soggetti coinvolti nella filiera, soprattutto quelli che creano contenuti e vivono di questo lavoro, vengano adeguatamente remunerati, perché la creatività è patrimonio del nostro Paese".

"Una giornata storica, per la cultura e per l'Europa", ha commentato il direttore di Confindustria Cultura Italia (CCI) Fabio Del Giudice: "Il Parlamento europeo ha approvato definitivamente una riforma equilibrata delle regole per l'utilizzo dei contenuti culturali in Rete mettendo fine alla legge della giungla che ha governato internet dalla sua nascita e riequilibrando i diritti tra chi crea cultura e chi la diffonde per fini economici".

Come raccontato da Rockol negli ultimi mesi, la nuova normativa elaborata su spunto di Axel Voss ha sostanzialmente spaccato a metà non solo l'opinione pubblica, ma anche il mondo dell'industria, diviso sostanzialmente tra discografia, editori e società di collecting (favorevoli alla normativa) e piattaforme di UGC, YouTube su tutte, contrarie all'articolo che ne limiterebbe i margini di negoziazione coi titolari dei diritti (ridimensionando così il concetto, stabilito dalla legge statunitense, del safe harbor) e assegnando, per mezzo dell'articolo 13, alle piattaforme stesse - e non ai rispettivi utenti - la responsabilità dei contenuti pubblicati.