NEWS   |   Recensioni concerti / 25/03/2019

A ballare ‘Il ballo della vita’ con i Maneskin: il concerto al Fabrique di Milano. Recensione, scaletta

A ballare ‘Il ballo della vita’ con i Maneskin: il concerto al Fabrique di Milano. Recensione, scaletta

A pochi minuti dall’inizio la playlist di sottofondo propone “Smells Like Teen Spirits” dei Nirvana e la folla di persone inizia a scaldarsi, cantando e ballando. Mentre alcuni ragazzi si scattano un selfie alzando i bicchieri di birra, una bambina, con bandana e maglietta riportanti il nome dei Maneskin, corre dai genitori. Di età e generazioni diverse sono le persone che riempiono per l’occasione il Fabrique di Milano, dove la band romana torna per la seconda parte di “Il ballo della vita tour”. Quando nel locale calano il buio e il silenzio il boato dei fan è forte e anticipa la musica elettronica usata come intro, mentre piccole luci blu si accendono a intermittenza sul palcoscenico e dei fari illuminano la folla. “Sono solo dei mocciosi che presto saranno dimenticati. Tutto sto macello per qualche cover ed uno in tacchi a spillo che balla”, sono alcune frasi che gli hater del gruppo postano sui social criticando i Maneskin, che appaiono una dopo l’altra sui cinque monitor di diverse forme geometriche posti sullo sfondo.

Dopo che i loro volti vengono presentati attraverso diversi videoclip, i quattro componenti della band fanno il loro ingresso sul palco. Damiano David si inchina verso il pubblico: “Fear For Nobody”, ultimo singolo estratto dal loro primo album “Il ballo della vita”, è la canzone che apre il concerto. “Dai Milano tiriamolo giù” è l’esortazione che il leader del gruppo, vestito con un completo composto da pantaloni neri e giacca bianca, rivolge alla platea riferendosi al locale milanese. Con “Are You Ready”, “Chosen”,  la cover “Kiwi” di Harry Styles, “New Song” e “Morirò da Re” la folla segue ogni movimento dei Maneskin e basta un semplice gesto del cantante, come avvicinarsi la mano all’orecchio o allungare l’asta del microfono verso i fan, per richiamare le urla e i cori dei presenti.

Arriva ora il primo momento della serata in cui Damiano si ferma qualche minuto per parlare al pubblico: “Ciao Milano, adesso vado a presentarvi un pezzo molto importante per noi perché è il nostro primo inedito ufficiale e ha una storia molto interessante. Non eravamo famosi, non c’avevamo una lira e non c’avevamo ‘na l’ira n’artra vorta”. Senza nascondere l’accento romano, il frontman della band ricorda l’avventura per girare il primo videoclip e, concludendo con “vai maestro”, è il momento di “Recovery” a cui fanno seguito “S h*t Blvd” e “Lasciami stare”. La cover di “Beggin’”, brano reso noto nel 1967 dai Four Seasons, precede la reinterpretazione di altri due brani quali “Take me out” dei Franz Ferdinand e “Somebody Told me” dei Killers.

Su queste ultime parole i Maneskin fanno ritorno in scena, camminando lentamente uno dietro l’altro, mentre una chitarra intona le prime note di “Le parole lontane”. L’intimità che si è creata con questo brano trova spazio anche nella loro versione di “Pyro" dei Kings of Leon ma svanisce con “Niente da dire”, “You Need Me, I Don't Need You” cover di Ed Sheeran e il brano “Let’s get it started”dei Black Eyed Peas, rivisitato con l’ultima strofa rappata in italiano.

Seguono “L’altra dimensione” e “Breezblocks”, uno dei brani più famosi degli Alt-J, riproposto dai Maneskin in una versione più aggressiva rispetto all’originale, caratterizzata da colpi di batteria violenti e schitarrate decise. “Io vengo dalla Luna” di Caparezza e la loro “Closet To The Top” sono i pezzi che portano il concerto verso la fine, quella immediatamente prima dei bis, che si aprono con uno dei brani più attesi dal pubblico, “Torna a casa”, seguita da “L’ultima dimensione”.

Mentre i monitor ripropongono la stessa scritta che aveva annunciato la fine del concerto prima dei bis, Damiano saluta per l’ultima volta i fan. “E sta volta è davvero tutta. Grazie Milano!” annuncia il cantante. “E ricordate: this is Maneskin”. Aggiunge prima di uscire, proponendo a tutti un inchino profondo.
(Elena Palmieri)


 

Scaletta:

Fear For Nobody

Are you ready

Chosen

Kiwi (Harry Style)

New Song

Morirò da re

Recovery

S h*t Blvd

Beggin’

Take me out (Franz Ferdinand)

Somebody Told Me

Le parole lontane

Pyro (Kings of Leon)

Niente da dire

You Need Me, I Don’t Need You (Ed Sheeran)

Let’s Get It Started (Black Eyed Peas)

L’altra dimensione

Breezblocks (Alt – J)

Vengo dalla luna (Caparezza)

Closet To The Top

Immortale

 

Bis:

Torna a casa

L’ultima dimensione

 

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