NEWS   |   Industria / 22/03/2019

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 45: alla vigilia del voto definitivo sulla riforma UE del copyright, il riassunto delle puntate precedenti

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 45: alla vigilia del voto definitivo sulla riforma UE del copyright, il riassunto delle puntate precedenti

Martedì 26 marzo, durante la prossima seduta plenaria del parlamento europeo di Strasburgo, verrà votata definitivamente la riforma del diritto d'autore che da quasi un anno a questa parte sta facendo discutere cittadini, industria della creatività e della tecnologia, politici e media.

A prescindere dall'orientamento che si ha nei confronti della direttiva, tutti gli attori in campo la considerano una svolta epocale non solo in ambito nazionale ed europeo, ma mondiale: le nuove sfide poste dalla società digitale globalizzata hanno posto pubblico e filiera produttiva davanti a interrogativi inediti, ai quali il testo che a breve verrà discusso dal parlamento UE cercherà di dare risposta.

Ma, in sostanza, su cosa saranno chiamati a votare i parlamentari UE all'inizio della prossima settimana?

Il testo definitivo del provvedimento è stato formulato in seguito all'accordo raggiunto lo scorso 11 febbraio tra Parlamento, Consiglio e Commissione Europea: tra gli articoli chiave della riforma è presente quello che impone alle grandi piattaforme di media sharing, come per esempio YouTube, di negoziare bilateralmente con i titolari dei diritti d'autore i contenuti presenti sui propri portali, che - in virtù di una norma prevista dalla legislazione americana chiamata safe harbor, a difesa della libertà di espressione sul Web - permetteva alle realtà UGC diverse libertà nella gestione delle ripartizioni rispetto a operatori più istituzionali come le piattaforme di streaming musicale (per esempio, Spotify e Deezer). Per evitare che utenti, anche inconsapevolmente, utilizzino sui canali UGC contenuti protetti da diritti d'autore senza autorizzazione, la disposizione prevede che le piattaforme si dotino di filtri in grado di intercettare e bloccare a monte eventuali contenuti non autorizzati.

La clausola è piaciuta poco alle multinazionali tecnologiche, secondo le quali l'eventuale messa in atto della direttiva potrebbe portare a un calo dei profitti realizzati dall'industria discografica sulle proprie piattaforme, ma - in Italia - ha incontrato il favore unanime sia della discografica, attraverso le relative associazioni di categorie, che delle società rappresentanti i diritti di autori, artisti, interpreti ed esecutori.

In particolare NUOVOIMAIE, insieme alla filiera dell'industria creativa tricolore, ha sottoscritto una lettera aperta inviata ai nostri europarlamentari che tra pochi giorni saranno chiamati a esprimersi sulla riforma europea del diritto d'autore.

"Cari Onorevoli, l'Italia creativa produce 48 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a un milione di persone e rappresenta un patrimonio di eccellenza per il nostro Paese e per l'Europa", si legge nel testo inviato ai nostri deputati UE: "Rivolgiamo a Voi questo accorato appello per una convinta approvazione della Direttiva comunitaria che favorirà lo sviluppo dei contenuti nell'era digitale nel rispetto del diritto d'autore". 

"L'Italia vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo", prosegue la lettera: "Un patrimonio conservato e nutrito da autori, registi, interpreti, giornalisti, fotografi, editori, scrittori, musicisti, grafici, librai, artisti, bibliotecari, pittori, designer, redattori, fonici, addetti alle luci, costumisti, e dalle centinaia di altre figure professionali che, con talento e passione, quotidianamente operano nelle industrie creative e culturali e che, con la rivoluzione digitale, necessitano di particolare attenzione e tutela. La Direttiva sostanzialmente questo dispone: aggiorna la normativa vigente al mutato contesto tecnologico ed economico-sociale, per dare una giusta remunerazione al lavoro di autori, artisti, imprese e del milione di persone che vi lavorano. Un compromesso che, senza minimamente impattare sulle libertà degli utenti, renderà più responsabili quegli operatori del Web che, con quei contenuti e ricchezza creativa, hanno costruito un impero economico-finanziario in pochi anni. Allo stesso tempo, aumenta i diritti degli utenti creando nuove eccezioni laddove queste rispondono ad esigenze della ricerca, istruzione e conservazione nel tempo della cultura del paese e tutela la creatività degli utenti delle piattaforme quando citano o criticano opere altrui o si esercitano in parodie, caricature o pastiche. In altre parole: rafforza autori, imprese e lavoratori europei nei confronti di giganti del Web d’Oltreoceano e aumenta le garanzie degli utenti finali nei confronti di entrambi".

"La creatività è il cuore e il cervello di questo Paese, che deve pensare al proprio futuro e tornare ad essere messaggero di arte e bellezza in Europa e nel mondo", conclude l'appello: "Voi siete i nostri ambasciatori, e ci appelliamo a Voi affinché siate testimoni orgogliosi di questo patrimonio. Vi chiediamo un investimento in civiltà e coraggio, come già fatto lo scorso 12 settembre, dopo le aggressive campagne di mistificazione prodotte dai giganti del Web. La Legislatura volge al termine e ci aspettiamo che possa concludersi con un voto importante a tutela del nostro DNA di Italiani ed Europei, creatori e coltivatori di emozioni".

La palla, adesso, è nel campo della politica...

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.