NEWS   |   Italia / 20/03/2019

Giovanni Truppi presenta "Poesia e civiltà": "Pensare solamente ai fatti propri è da furbi solo per i coglioni"

Giovanni Truppi presenta "Poesia e civiltà": "Pensare solamente ai fatti propri è da furbi solo per i coglioni"

Un piano a coda, in un teatro in una zona ex popolare di Milano, diventata di moda: il luogo in cui Giovanni Truppi ha scelto di presentare “Poesia e civiltà”, il suo nuovo disco in uscita venerdì, 22 marzo, unisce diversi mondi, come la sua musica: il cantautorato popolare italiano, con suoni più contemporanei, uno sguardo anche duro sulla società attuale con un modo di presentarsi semplice e discreto. 
Napoletano, il cantautore, arriva al quinto album, il primo con la major Universal/Virgin dopo quattro da indipendente: ”Ho avuto possibilità nuove, e una libertà che non mi aspettavo, forse per le leggende che uno sente sulle multinazionali. Ho fatto quello che ho voluto. Mi hanno solo chiesto di cambiare la prima canzone del disco, direi che ci può stare”, dice con semplicità.

Il disco si apre con “Borghesia”, forse la canzone simbolo dell’album - ispirata da “La scuola cattolica”, romanzo di Edoardo Albinati vincitore del Premio Strega del 2016: “Borghesia, sono bastati un po’ di secoli e già sei spazzata via/tra l’incudine e il martello, tra gli schiavi ed i padroni tu dimostri che pensare solamente ai fatti propri/è da furbi solo per i coglioni”, canta, affrontando un tema lontano mille miglia dal cantautorato intimista ex-indie”. “Non è così interessante raccontare sempre la mia vita, preferisco quello che mi circonda. Leggo, studio, e provo a fare il mio lavoro nel modo in cui l’ho visto fare ad artisti che mi piacciono e stimo”, spiega. 
Eccola in una versione dal vivo suonata oggi:

“Sono stato un anno a scrivere canzoni, e questa volta ho lavorato solo con piano e chitarre, a differenza degli album precedenti dove avevo iniziato a pensare subito agli arrangiamenti. Sono andato un po’ di volte a New York e abbiamo identificato uno studio nel Rhode Island, a Pawtucket”, racconta. “Quanto ai temi ci tengo a chiarire una cosa: questo disco non deve contenere poesia e civiltà: sono due parole, due termini ombrello che rappresantano l’atteggiamento che ho cercato di avere. Mi rendo conto di avere fatto una scelta fuori corrente, meno intimista, ma ogni cosa è politica”.

Un’altra canzone che rappresenta perfettamente questa scelta è “Le elezioni politiche del 2018”: “E due ragazzi di trentacinque anni si trovarono per cena in una casa condivisa a discutere di quante cose questa generazione senza avvisi né contropartite si trovava a ridefinire,  ma i tuoi occhi neri mi facevano promesse molto più giovani”, canta Truppi. “Ho iniziato scriverla alcuni mesi prima, con l’elezione di Trump e la Brexit: mi sembrava una puntata di black mirror, e volevo farne una fotografia. Poi ci sono state le elezioni italiane e volevo raccontare lo smarrimento di quel periodo, attraverso lo sguardo di due mie coetanei”.
Truppi tra i suoi riferimenti cita De André, Paolo Conte e Battiato, ma anche il post rock, il jazz, l’elettronica, Sufjan Stevens E Sun Ki, Moon: “Ma la constante è il cantautorato italiano. Sono cresciuto con questa musica e i cantautori non sono mai andati via, nella mia vita”.

Truppi sarà in tour dal 4 aprile, con Paolo Mongardi (batteria), Giovanni Pallotti (basso), Daniele Fiaschi (chitarra), Duilio Galioto (tastiere) e Nicoletta Nardi (voce e tastiere).

 

04 Aprile - Terni @ Sala dell'Orologio
05 Aprile - Caserta @ Smav Factory
06 Aprile - Bari @ Garage Sound
11 Aprile - Roma @ Monk
12 Aprile - Pisa @ Lumiere
13 Aprile - Bologna @ Locomotiv
17 Aprile - Milano @ Santeria Social Club
20 Aprile - Prato @ Capanno Blackout
9 Maggio - Torino @ Hiroshima Mon Amour

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