Coma_Cose - la recensione di "Hype aura"

Sono passati due anni da quando il nome dei Coma_Cose ha cominciato a girare con particolare insistenza tra i seguaci della new wave italiana. Ora arriva finalmente l'album d'esordio del duo, "Hype aura". Aspettative deluse? Niente affatto. Ecco perché:

Provate ad ascoltarlo, questo "Hype aura". E provate a farvi voi un'idea di questo disco. Dentro c'è un po' di tutto: ritmi downtempo, psichedelie beatlesiane o beachboysiane (un pezzo si intitola proprio "Beach Boys distorti"), la sfrontatezza post punk di chi è cresciuto sotto ai palchi dei centri sociali, con le suole delle scarpe da ginnastica appiccicose per i fiumi di birra sul pavimento, l'attitudine ItPop che ora va tanto di moda, richiami alla Milano che ha adottato il duo ("Pensavo: Milano è una città EMO / perché il Duomo è Gotico? Boh!", rappa Fausto in "S. Sebastiano"), citazioni dalla musica, dal cinema, dall'arte e dalla letteratura che si rincorrono. Come in un sogno lisergico. Com'è che diceva quel tale? "Non abbiate paura".

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