NEWS   |   Cinema / 25/03/2019

Remo Anzovino, la colonna sonora di 'Gauguin a Tahiti': 'La sfida? Mettere in musica l'alchimia dell'altrove'. Intervista

Remo Anzovino, la colonna sonora di 'Gauguin a Tahiti': 'La sfida? Mettere in musica l'alchimia dell'altrove'. Intervista

Un Nastro d'Argento 2019 nella categoria "miglior colonna sonora" e un tris che è diventato un poker (di colonne sonore) hanno riportato il compositore pordenonese di origini partenopee Remo Anzovino sotto i riflettori: dopo aver musicato "Hitler contro Picasso e gli altri", "Van Gogh tra il grano e il cielo" e "Le Ninfee di Monet" - i tre titoli di punta della stagione cinematografica appena conclusasi prodotti da Nexo Digital - il già collaboratore di - tra gli altri - Gino Paoli e Tre Allegri Ragazzi Morti ha presentato il commento musicale di "Gauguin a Tahiti – Il Paradiso perduto", lungometraggio (sempre di casa Nexo) che tra la sera di oggi, lunedì 25 marzo, e quella del 27 sarà distribuito nelle sale italiane.

Partendo dall'assunto base di evitare una partitura didascalica - "Tratto le colonne sonore dei documentari d'arte come fossero dei film di fiction", spiega lui, "L'idea è quella di scrivere una colonna sonora fortemente cinematografica, potente e soprattutto autonoma, che resti impressa nel pubblico anche fuori dalle sale di proiezione" - Anzovino ha avuto chiaro fin da subito come approcciare l'opera dedicata al maestro parigino: "La prima regola è stata evitare di comporre musica tahitiana", racconta lui, "Mi è parso che l'essenza del racconto non fosse Tahiti in sé, ma - piuttosto - l'alchimia dell'altrove che ha portato l'artista nell'isola. Parlo di quella voglia di fuggire dalla realtà che alberga da sempre nell'animo umano. Dal punto di vista musicale, è stato focale il lavoro fatto sulle parti di ukulele, che ho scelto di far eseguire non con lo strumming - che è il modo che usano i tahitiani di suonarlo - ma come fosse una chitarra classica, assegnando invece al violino le parti di strumming. Poi grazie al lavoro di due bravissimi musicisti, Marco Zanotti alle percussioni e Fabio Mina ai flauti, sono stato in grado di inserire nella partitura strumenti magari non filologicamente 'corretti', cioè non appartenenti alla tradizione tahitiana, ma perfetti per suggerire all'ascoltatore un mondo 'altro' da quello reale".

"Nei suoi diari Gauguin scrisse che la vita a Tahiti gli ricordava molto 'La patetica' di Beethoven, e questo mi ha fatto molto riflettere", prosegue il compositore: "Gauguin, a conti fatti, era un uomo dell'Ottocento, e per descrivere le emozioni usava la musica che conosceva. L'ho trovato un suggerimento molto potente, e una chiave importante per fare il mio lavoro: il film doveva assecondare la sua soggettiva, non quella dello spettatore".

Come già anticipato da Franco Di Sarro, il polittico composto dalle partiture scritte per "Hitler contro Picasso e gli altri", "Van Gogh tra il grano e il cielo", "Le Ninfee di Monet" e "Gauguin a Tahiti – Il Paradiso perduto" potrebbe diventare nel prossimo futuro uno spettacolo dal vivo: "Ne stiamo iniziando a parlare, credo che ci siano tutti i presupposti estetici e musicali per farlo", conclude Anzovino, "Magari col supporto di visual e immagini, il fatto che la produzione di tutti i lavori sia stata curata da Nexo ci aiuta, in fase di produzione. E' un progetto, questo, che mi intriga, e che permetterebbe al pubblico di compiere un viaggio completamente diverso da quello sperimentato nei cinema. Immagino un'esperienza potente e molto intensa: del resto, quale mezzo può permettere di viaggiare senza muoversi più della musica?".

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