NEWS   |   Recensioni concerti / 16/03/2019

Dark Polo Gang: cambiare, adesso. Anche a costo d'infamare la Gang

Dark Polo Gang: cambiare, adesso. Anche a costo d'infamare la Gang

L'ultima volta che li abbiamo visti in azione su un palco era quello del laghetto di Villa Ada. Era l'estate del 2017, un anno e mezzo fa, loro erano ancora in quattro (Side non era ancora uscito dal gruppo) e il vento del cambiamento che nel giro di pochi mesi avrebbe sparigliato le carte in tavola della musica italiana aveva appena cominciato a soffiare - e loro, con quelle canzoni cariche di una forza di rottura inedita (almeno per quello che era il linguaggio del rap italiano), erano tra i principali protagonisti della new wave. In questo anno e mezzo sono cambiate molte cose: la firma per la major ha segnato di fatto la fine del primo periodo della carriera del gruppo, che ha coinciso non a caso con l'uscita di Side, l'elemento più controverso, quello più difficile da gestire. Il vento del cambiamento ha in effetti cambiato le carte in tavola e quella new wave ora è diventata per certi versi il sistema.

Chi non è cambiata è la Dark Polo Gang. Wayne, Tony Effe e Pyrex sono sempre gli stessi: così iconoclasti, disinibiti, indifferenti ai giudizi degli altri. Quando arrivano sul palco dell'Atlantico, per la penultima data della prima serie di concerti legata al loro ultimo album, "Trap lovers", uscito lo scorso settembre (qui la nostra recensione), sembrano quasi degli alieni: vestiti sbrilluccicanti, occhiali da sole, voce mascherata dall'autotune anche quando non rappano. "Young rich gang" è il loro biglietto da visita, il pezzo con cui aprono il concerto, mentre tanti pischelletti dark - così come chiamano i loro fan - si aggirano nella sala sfoggiando ciuffi colorati, giacche fluo, cappellini griffati, marsupietti a tracolla, non passando certo inosservati: "Rich Boy Rollie, VVS1 sui miei lobi / Rich Boy backflip, faccio tornare indietro questi soldi / Lambo, car wash, sembro appena sceso da uno shuttle", rappa Wayne, che dei tre è un po' la mente, prima delle presentazioni di rito.

Sul palco la Dark Polo Gang ostenta l'atteggiamento menefreghista, sfrontato, sfacciato e anche un po' arrogante che ha caratterizzato il gruppo sin dal giorno zero: "Sono un Dark Boy / Figlio di puttana / Fotti col mio giro, scherzi con noi, è un suicidio / Sputo fumo dalla bocca, locomotiva / Dark Gang, tre sette / Tutti i miei amici sono trendsetter", rappa Pyrex in "Dark Boy", uno dei pezzi pescati da un mixtape del 2016, quando il collettivo collezionava serate sui palchi delle discoteche della Capitale. "Mafia", "Cavallini", "Fiori del male", "Oxycodone": arrivano una dopo l'altra, tra pasticche di Xanax, bitch, money, canne grosse come un filone di pane, collanoni e orologi costosi, per ribadire che lo stile di vita della Dark Polo Gang quello è, e quello rimane. Anche ora che il gruppo non è più il fenomeno raccontato ormai quasi tre anni fa da quel divertente servizio di "Nemo" su Rai2, che di fatto regalò al trio - all'epoca quartetto - una popolarità nazionale. Con buona pace degli haters e dei moralisti: "Tutti quanti vi diranno che non ce la farete, che vi vestite di merda. Tutti vi diranno che non siete adatti. Nel nostro caso vi diranno che non sapete chiudere le rime, che non potere raggiungere i vostri obiettivi. Ma soprattutto, tutti vi diranno che non potere ascoltare la Dark Polo Gang. Ascoltare solo le persone che vi vogliono bene e fanculo chi ci dice che non siamo più dark", si difendono loro, prima di attaccare un altro dei loro manifesti, "Che bello essere Dark".

Parlano di tipe che aprono le gambe, di ragazze facili, disposte a tutto pur di portarsi a letto un pischelletto dark, ma sotto sotto Wayne, Tony Effe e Pyrex sono dei teneri romanticoni. Quando le atmosfere si fanno un po' più sdolcinate, come su "Toy Boy", Pyrex approfitta per mandare un bacio alla sua ragazza: "Ti amo Alice", sussurra al microfono, rivolgendosi all'attrice Alice Pagani, nota ai più per aver recitato in "Loro" di Sorrentino e in "Baby", la serie ispirata al caso di cronaca delle baby squillo dei Parioli. E a quanti li accusano di trattare le donne come oggetti nei loro testi, rispondono: "Non è così, i nostri esempi nella vita sono le nostre bellissime madri. La Dark Polo Gang ama le donne e le donne amano la Dark Polo Gang".

Arriva intanto il primo ospite, direttamente dalla Liguria. È il trapper Samuel Heron, che condivide il palco con il trio per "Napapirij". Non è l'unico: ci sono anche Gianni Bismark su "Vita amara", Enzo Gong su "Aldilà" e Mambolosco su "Expensive", al quale poi Wayne e soci lasciano il palco per qualche minuto, per un veloce cambio d'abito. Quando tornano, si preparano a chiudere la serata snocciolando uno dietro l'altro tutti i loro cavalli di battaglia, compresi "Magazine", "Spezzacuori", "Cono gelato", i pezzi che forse più di tutti tra il 2016 e il 2017 hanno permesso alla Dark Polo Gang di entrare a gamba tesa nella scena, e che ora sono lì in coda nella scaletta a ricordare quel periodo così distruttivo - e a suo modo punk - della loro storia. E non poteva mancare certo "Sportswear" (30 milioni di visualizzazioni su YouTube): la fanno quattro volte, facendo salire pure sul palco alcuni fan e Sick Luke, il loro beatmaker, considerato a tutti gli effetti il quarto membro del gruppo.

Ma è con "Cambiare adesso", uno dei pezzi di "Trap lovers", il primo pubblicato dopo la firma con la major e senza Side, che il trio chiude il concerto, mentre qualcuno già s'incammina verso le porte d'uscita: "È stato un anno difficile, ma ci siamo rialzati. Abbiamo lottato solo per la nostra famiglia". "Una sola frase: la gang è per sempre, la gang non s'infama", urla il trio, fomentando i ragazzi sotto al palco, ribadendo ancora una volta il manifesto del collettivo.

Se è vero che il 2019 potrebbe essere un anno decisivo per il futuro della trap italiana (Achille Lauro sta per uscire con un disco che - assicura lui - è un altro step per la sua musica, Ghali è sempre più Stromae-oriented, e anche Sfera Ebbasta si sta progressivamente allontanando dai luoghi comuni del genere) sarà interessante scoprire quali saranno le prossime mosse di Wayne Tony e Pyrex. Se finiranno per restare intrappolati dietro le loro stesse maschere, quasi costretti a recitare un ruolo che a lungo andare potrebbe renderli stantii, o se invece decideranno di provare a giocarsi carte diverse.
Anche a costo d'infamare la Gang.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Young rich gang"
"Splash"
"Dark boy"
"Mafia"
"Cavallini"
"Fiori del male"
"Oxycodone"
"Claro"
"Toy Boy"
"Che bello essere Dark"
"Pesi sul collo"
"Napapijri" (con Samuel Heron)
"Vita amara" (con Gianni Bismark)
"Aldilà" (con Enzo Dong)
"Expensive" (con Mambolosco)
"CC"
"Tic tac / Flex / Amorevole / Casper / Roulette russa / Bang bang / Riviste / Hype beast / Super Sayan / Diabolika / Gta"
"Uomini e donne"
"TVTB"
"Magazine"
"Spezzacuori"
"Cono gelato"
"Gang shit"
"British"
"Sportswear"
"Cambiare adesso"

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