NEWS   |   Industria / 13/03/2019

Riforma UE del copyright, l'industria creativa italiana chiede ai parlamentari italiani l'approvazione della direttiva

Riforma UE del copyright, l'industria creativa italiana chiede ai parlamentari italiani l'approvazione della direttiva

In una nota congiunta diramata nella mattina di oggi, mercoledì 13 marzo, le principali associazioni di categoria dell'industria culturale italiana (100autori – Associazione dell'Autorialità Cinetelevisiva, AFI - Associazione Fonografici Italiani, AIE - Associazione Italiana Editori, ALI – Associazione Italiana Librai, ANAC- Associazione Anazionale Autori Cinematografici, ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali, ANEM – Associazione Nazionale Editori Musicali, ANES - Associazione Nazionale Editoria di Settore, CCI - Confindustria Cultura Italia,  Confindustria Radio TV - Associazione dei media televisivi e radiofonici italiani, EMUSA – Editori Musicali Associati, Federazione Autori, FEM – Federazione Editori Musicali, Federazione Carta e Grafica, FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, INDICAM – Istituto Centro Marca per la lotta alla contraffazione, Nuovo IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico per la Tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, PMI – Produttori Musicali Indipendenti, Writers Guild Italia - Sindacato degli scrittori di cinema, tv e Web) hanno chiesto agli europarlamentari nostri connazionali "una convinta approvazione della Direttiva comunitaria" che verrà discussa dal parlamento UE alla fine del mese in corso.

La risoluzione, che secondo i firmatari "favorirà lo sviluppo dei contenuti nell'era digitale nel rispetto del diritto d'autore", dovrà essere approvata - sempre a detta dei rappresentanti del comparto - con "un voto importante a tutela del nostro DNA di Italiani ed Europei, creatori e coltivatori di emozioni".

"L'Italia creativa produce 48 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a un milione di persone e rappresenta un patrimonio di eccellenza per il nostro Paese e per l'Europa", si legge nella nota: "L'Italia vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo. Un patrimonio conservato e nutrito da autori, registi, interpreti, giornalisti, fotografi, editori, scrittori, musicisti, grafici, librai, artisti, bibliotecari, pittori, designer, redattori, fonici, addetti alle luci, costumisti, e dalle centinaia di altre figure professionali che, con talento e passione, quotidianamente operano nelle industrie creative e culturali e che, con la rivoluzione digitale, necessitano di particolare attenzione e tutela. La Direttiva sostanzialmente aggiorna la normativa vigente al mutato contesto tecnologico ed economico-sociale, per dare una giusta remunerazione al lavoro di autori, artisti, imprese e del milione di persone che vi lavorano. In altre parole: rafforza autori, imprese e lavoratori europei nei confronti di giganti del web d'Oltreoceano e aumenta le garanzie degli utenti finali nei confronti di entrambi".

"La creatività è il cuore e il cervello di questo Paese, che deve pensare al proprio futuro e tornare ad essere messaggero di arte e bellezza in Europa e nel mondo", conclude il messaggio: "Ci appelliamo a Voi affinché siate testimoni orgogliosi di questo patrimonio".