Italian Music for Asia: bene la raccolta fondi, meno lo share TV

E’ andata oltre le previsioni la raccolta di fondi per le vittime dello Tsunami agganciata allo spettacolo di beneficenza Italian Music for Asia, in diretta ieri sera (lunedì 21 marzo) su Italia 1 da poco dopo le 21 a mezzanotte passata: oltre un milione di euro (i dati sono ancora ufficiosi) accumulati con le donazioni effettuate via carta di credito, telefono fisso o cellulare, a fronte di un obiettivo assestato sui 500 mila euro.
Dal punto di vista televisivo il risultato è più controverso. Il 15 dicembre 2003 (stesso giorno della settimana, stessa rete, stessa fascia oraria) l’ultima edizione degli Italian Music Awards (di cui gli Italian Music for Asia sono un’emanazione) aveva collezionato uno share dell’8, 56 % e il quinto posto nella graduatoria di serata in termini di audience. Risultato più o meno identico per lo show teletrasmesso ieri dal Forum di Assago: 8,92 % di share, molti contatti (15 milioni 236 mila) ma un’audience media di 1 milione e 832 mila spettatori, quinto posto in serata alle spalle di “Io non ho paura” (il film di Gabriele Salvatores, su Canale 5, ha dominato la programmazione con un pubblico oscillante tra gli 8 e i 9 milioni e uno share medio del 35 %), della prima puntata della miniserie “Il bell’Antonio” su RaiUno, di “Chi l’ha visto” su RaiTre e del telefilm di RaiDue “Navy N.C.I.S.”. “Forse gli eventi a carattere di ‘charity’ non andrebbero neppure sottoposti alla misurazione dell’Auditel” commenta Enzo Mazza, direttore generale della FIMI co-organizzatrice dell’evento. “Qui l’obiettivo vero era raccogliere denaro e ci siamo riusciti in pieno riscuotendo anche il plauso dell’UNHCR e delle Nazioni Unite. Siamo soddisfatti anche della resa dello spettacolo: il Forum era pieno, il cast artistico di alto profilo e anche attuale. C’erano molti ‘sanremesi’? E’ vero, ma sono gli stessi che in questo momento sono nelle classifiche di vendita. Un’esperienza molto positiva, in sintesi, più musica c’è in televisione e meglio è. Basta che non sia ‘Music farm’…”.
Ferdinando Salzano, che attraverso Friends & Partners ha prodotto e organizzato lo show, si dichiara altrettanto soddisfatto: “Credo che, al di là dell’obiettivo primario della serata, anche l’industria della musica possa dirsi soddisfatta per aver raggiunto un risultato importante: abbiamo allestito uno show semplice, lineare, senza conduttori, senza comici, senza veline. Un plauso a Mediaset e a Italia 1 per avere accettato le nostre idee”. Neanche i Baglioni, gli Antonacci, gli Zucchero e i Bocelli, però, sono bastati a dare uno scossone agli ascolti: “Dimentichiamo sempre il fatto che gli appassionati di musica sono una piccola fetta della popolazione, altrimenti in Italia si continuerebbero a vendere valanghe di dischi e i concerti sarebbero sempre superaffollati. Io so che abbiamo toccato picchi di 3 milioni di ascoltatori, e comunque non ha senso mettere in competizione uno spettacolo come questo con un film o un reality. La cosa importante è essere riusciti a mettere insieme un cast come questo in quindici giorni, e il bel clima che si è instaurato tra gli artisti anche dietro le quinte. Non avevo mai visto nulla di simile”. Ci sarà un seguito, dunque? “Senz’altro. Io penso ancora che si possano organizzare un paio di eventi musicali dal vivo all’anno, in televisione, affiancando un benefit agli Awards dell’industria discografica. Italia 1 o un’altra rete si vedrà, personalmente mi piacerebbe organizzare una nuova edizione degli IMA prima di Natale o per il gennaio 2006”.
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