NEWS   |   Prog / 07/03/2019

Peter Banks, ‘l’architetto del prog’ (1 / 9)

Peter Banks, ‘l’architetto del prog’

Sei anni fa ci lasciava Peter Banks, venuto a mancare il 7 marzo 2013 a Londra, all’età di 65 anni. Il chitarrista ha militato tra diverse band – tra le altre, i Syn, i Flash e gli Empire - e ha dato alle stampe anche numerosi album solisti ma a sua fama è legata soprattutto alla militanza nella formazione originaria degli Yes. Addetto alle sei corde della band progressive britannica a partire dal 1968, Banks, che il giornalista inglese Danny Baker ha definito in passato “l' architetto della musica progressive”, ha partecipato alla realizzazione dei soli primi due dischi del gruppo, “Yes” del 1969 e “Time and a Word” del 1970, prima di essere sostituito da Steve Howe. A determinare l’allontanamento di Banks sono state le vicende legate ai lavori sul secondo album degli Yes, all’interno del quale i compagni di band Jon Anderson e Chris Squire vollero una forte presenza orchestrale. Talmente forte da lasciare ben poco da fare al chitarrista londinese, che dopo il concerto del 18 aprile 1970 al Luton College of Technology lascia gli Yes. Andiamo a riascoltare dunque l’album della discordia, “Time and a Word”, dalla prima, "No Opportunity Necessary, No Experience Needed", all’ultima traccia, la title track "Time and a Word".