NEWS   |   Recensioni concerti / 04/03/2019

Gazzelle è tornato a casa

Gazzelle è tornato a casa

Anche se da quando è entrato nel giro trascorre gran parte della sua vita artistica a Milano (lì ci sono la sua etichetta, il suo promoter e il suo editore, e lì è nato anche il suo ultimo album "Punk"), per Gazzelle casa resterà sempre Roma, la città in cui è nato, quella dove ha scritto le sue prime canzoni e dove ha iniziato a farle ascoltare dal vivo. Per il concerto-evento al Palazzo dello Sport ha scelto una data non casuale: il 3 marzo 2017 usciva il suo album d'esordio, "Superbattito", e proprio quel giorno lo presentava in un circolo Arci in zona Portonaccio, decisamente contenuto quanto a capienza. Due anni (e qualche centinaio di concerti) dopo, con appena due dischi all'attivo, il cantautore si ritrova sul palco del palasport della sua città, dopo aver già conquistato un sold out al Forum di Assago, a Milano (e quasi tutte esaurite sono anche le prossime date).

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/FmWqlDXuxzrMFkFvYM3kpilcdFU=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dsc3220-copia.jpg
È il boato del palazzetto, quando si spengono le luci e la band prende posto sul palco, a dare il bentornato a Gazzelle. Giacchetto nero, occhiali da sole - se li toglierà solo per due velocissimi secondi su "Meltinpot" - jeans e scarpe da ginnastica bianche, Flavio sembra uno dei tanti ragazzi sotto al palco o seduti sugli spalti (per la cronaca: sembra di essere a Ponte Milvio in un qualunque venerdì sera, tra ragazze con i pantaloni a zampa di elefante, i maglioncini e le borsette a tracolla e ragazzi tutti con il giubbotto di quella marca lì, la felpa legata intorno alla vita e gli zainetti). "Ciao regà", recita una scritta sullo schermo, mentre lui si prepara a vincere la timidezza e a cantare.

Alle sue spalle di ci sono un chitarrista, un tastierista, un percussionista, un quartetto d'archi e due coriste: insomma, non proprio la classica formazione indie. Ma è una lettura semplicistica: in questi due anni Gazzelle è cresciuto parecchio ed è cresciuta anche la sua musica. Se quelle di "Superbattito" erano canzoni da cameretta senza grosse pretese, tra melodie appiccicose e arrangiamenti lo-fi che strizzavano l'occhio al minimalismo del primissimo Calcutta (tanto che qualcuno provò subito a bollarlo come il nuovo fenomeno indie), con "Punk" Gazzelle sembra aver trovato un'identità tutta sua, tra ballatone tradizionali all'italiana e un britpop addolcito e itpoppizzato. Ora gioca in un altro campionato rispetto a un anno e mezzo fa, come dimostra il palasport pieno di ragazzi pronti a cantare quelle canzoni da cameretta diventate nel frattempo dei piccoli inni generazionali.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/CjmGOrlmatk-qD2QZwltXV6nm7w=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dsa7598.jpg
Gazzelle rompe il ghiaccio con "Meglio così", con quel ritornello liberatorio che fa saltare subito le corde vocali ai ragazzi: "E quindi cin cin / mentre affogo nel Jim Beam / e tu domani parti per Medellín / con uno stronzo, un pezzo di fango / io piango, ora io piango!", urlano. Poi passa subito al romanticismo metropolitano di "Smpp" (sta per "stavi male pure prima"), la prima ballatona strappalacrime di "Punk", immediatamente controbilanciato dalle atmosfere estive di "Omg" (con quell'irresistibile intro di chitarra dal sapore tropicale e con tanto di fuochi d'artificio): "Come state, regà? Grazie mille di essere venuti, vi voglio veramente bene", dice lui.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/FLF0ZshUKvAiqkaguTEoqGKQAaQ=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dsa7647-copia.jpg
"Non c'è niente", "Nmrpm", "Sbatti, "Punk", "Meltinpot". Cantano tutti, dalla prima all'ultima parola: è puro effetto karaoke, ma senza i testi mostrati sui maxischermi - perché le canzoni le conoscono tutte a memoria, basta riconoscerne giusto le prime note. Somigliano a tanti piccoli manifesti che raccontano con pochi efficaci versi le ansie di una generazione di insicuri, di timidi, di disagiati in preda a mille paranoie, che a colazione mangiano "rimorsi e frutta di stagione", proprio come canta Gazzelle in "Balena": "È veramente una roba strana stare qui. Boh, siete troppi", sorride. Su "Sayonara" compare a sorpresa sul palco il compagno di etichetta Galeffi (al Forum di Assago c'è stato invece Matteo Mobrici dei Canova). Non è l'unico ospite della serata: poco dopo sale sul palco anche Appino degli Zen Circus, per scatenarsi in un momento di puro rock'n'roll insieme a Flavio su "Zucchero filato".

Gazzelle sfodera una dopo l'altra tutte le sue ballatone per cuori infranti, con quei ritornelli che i ragazzi cantano a squarciagola sollevando le braccia al cielo ripensando alla propria (o al proprio) ex: "Tutta la vita", "Greta", "Balena", "Scintille", "Nero", "Sopra". Anche se lui gioca a fare il duro sul palco, con quegli occhiali da sole e quell'espressione da Liam Gallagher de noantri, sotto sotto è un gran tenerone: "La prossima canzone la vorrei dedicare a mia mamma, perché è stata la prima ad ascoltarla, in cucina. Mi disse: 'Questa è bella bella'. Ho voluto inserirla in questo disco dopo sette anni", racconta prima di attaccare "Coprimi le spalle". D'altronde, ai tempi di "Live forever" anche i Gallagher erano dei veri mammoni.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/0-AgvkKKTRcxSunKX0h7IEO7Q18=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dsc3272-copia.jpg
https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/m09dqUdJPjQPAf7I7HQbnEJt-o0=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/dsc3234-copia.jpg
Sotto la pioggia di coriandoli rosa sparati sul parterre su "Non sei tu" le coppiette si scambiano lunghissimi e romanticissimi baci. "Grazie regà", dice per l'ennesima volta Gazzelle, guardandosi intorno, prima di lasciare per qualche istante il palco. È il countdown sullo schermo a preannunciare il ritorno del cantautore. E quando le luci si riaccendono Flavio compare a sorpresa nel primo anello della tribuna, in mezzo ai fan, accompagnato solamente dal suo chitarrista. Giusto il tempo di una canzone, "Quella te", uno dei suoi primi veri successi, con tutto il palasport girato verso di lui, e poi torna di nuovo sul palco: "Se vi va, facciamo un bis", sussurra, prima di cantare di nuovo "Tutta la vita". Stavolta è davvero l'ultima canzone: le luci del palasport si riaccendono e sulle note di "All you need is love" dei Beatles scorrono i titoli di coda e i ringraziamenti, mentre Gazzelle spalanca le braccia, con l'espressione di chi sa di aver vinto una scommessa.
Milano sarà pure cool, ma per Gazzelle casa resterà sempre Roma.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Meglio così"
"Smpp"
"Omg"
"Non c'è niente"
"Nmrpm"
"Sbatti"
"Punk"
"Meltinpot"
"Sayonara"
"Tutta la vita"
"Greta"
"Balena"
"Scintille"
"Nero"
"Zucchero filato"
"Sopra"
"Coprimi le spalle"
"Non sei tu"
"Quella te"

Bis:
"Tutta la vita"

Scheda artista Tour&Concerti
Testi