NEWS   |   Recensioni concerti / 02/03/2019

Emma ha spento le luci dell'Exit: il racconto e le foto dell'ultimo concerto del tour

Emma ha spento le luci dell'Exit: il racconto e le foto dell'ultimo concerto del tour

Le luci del palasport restano spente per qualche lunghissimo istante. Sono solamente i flash dei cellulari a illuminare gli spalti, con gli spettatori pronti a riprendere l'inizio del concerto a beneficio dei social. Ma sul palco non c'è nessuno e il silenzio all'interno del palazzetto è insolito. Non è una data come tutte le altre, questa: l'insegna dell'Exit, il locale immaginario in cui sono ambientati i concerti di questo tour, si accende per l'ultima volta, andando a chiudere un anno importante e difficile, quello di "Essere qui". Emma te la immagini dietro al palco a respirare profondo con gli occhi chiusi, a gustarsi l'attesa, a ripensare a questi ultimi dodici mesi: la voglia di provare a uscire fuori dalla sua comfort zone, le aspettative che in un primo momento sembravano non essere state ripagate dai risultati (e il coraggio di ammetterlo: "Mi aspettavo grandi cose, ma la verità è che non ha raggiunto i numeri che tutti si aspettavano", ha detto in prima serata su Canale 5), gli attestati di stima di giganti come Francesco De Gregori e Vasco Rossi. Tracciando con la mente un bilancio finale, che in realtà è più che positivo.

Tutto finisce lì dove era cominciato, lo scorso maggio. A Roma, la sua città, quella in cui la cantante si è trasferita quando ha lasciato il Salento per cercare di fare della sua passione per la musica un mestiere: "Questa città mi ha adottata, è da un po' di anni che vivo qui. Io la amo questa città. La amo e la rispetto moltissimo, perché tutto il mondo ce la invidia", dirà più in là, durante il concerto, "e noi pensiamo al traffico, ci incazziamo. Ma abbiamo i monumenti più belli del mondo, le trattorie più buone del mondo. E poi i romani so' pure tanto simpatici. Per me tutte le strade porteranno sempre a Roma".

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Quando le luci del palco si accendono, lei ha già preso posto in mezzo ai suoi musicisti. Giacca rosa, minigonna e stivaletti, per l'apertura Emma gioca d'impeto e parte in quinta con "Effetto domino", "Le ragazze come me" e "Occhi profondi", facendo assaporare quelle che saranno le atmosfere principali del concerto: "Questo palazzetto tutto imballato di gente è bellissimo", sorride. Anche se la nostalgia le ha già bussato alla porta del camerino, lei non sembra affatto tesa. Quello che aveva da dire l'ha detto, stasera vuole godersi ogni singolo momento. Sul palco balla, scherza con i fotografi, si scambia sguardi d'intesa con la sua band. Per riprendere fiato va subito a cercare atmosfere e suoni diversi: il soul di "Trattengo il fiato" e il blues di "Sorrido lo stesso" anticipano il set acustico, con la cantante al centro della pedana in fondo alla passerella che divide in due il parterre, seduta su uno sgabello con la chitarra acustica tra le braccia. I toni si fanno caldi, avvolgenti, morbidi: più che cantare davanti a qualche migliaio di persone sembra cantare per sé stessa, sottovoce, davanti a uno specchio, raccontandosi che è cresciuta più negli ultimi mesi che negli ultimi anni.

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Dopo un veloce cambio d'abito, Emma riappare sul palco in veste rock. Giacca e pantaloni neri di pelle e la sua Gretsch White Falcon, torna a cantare a pieni polmoni snocciolando uno dietro l'altro i suoi successi passati e recenti: "L'amore non mi basta", "Non è l'inferno", "Mondiale", "Resta ancora un po'", "Arriverà l'amore", "Calore", "Sarò libera", "Amami". La scaletta somiglia a un greatest hits: che stia già entrando nel mood dei festeggiamenti del prossimo anno, quelli legati al decennale della vittoria ad "Amici" e del suo primo album? Su "Quando le canzoni finiranno", cantata all'unisono con il pubblico, qualche lacrima le fa sciogliere il trucco, ma lei non si scompone: "I ringraziamenti ufficiali li ho fatto a Milano, ma ci tenevo a dire che è stato tour pazzesco", sussurra Emma, "ho avuto l'onore di suonare con dei musicisti incredibili, di avere un team di fonici e backliner incredibile. Tutto, tutto incredibile. Voglio ringraziali per l'amore e la dedizione che hanno messo in questo tour. Sono convinta che il cuore fa sempre la differenza".

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Ma c'è ancora un po' da cantare: "L'isola", il singolo che di fatto ha rappresentato il primo tassello del suo ultimo progetto discografico, "Essere qui", apre la parte finale del concerto. In "Mi parli piano" ad accompagnare la cantante alla chitarra c'è suo papà: "Solo mia mamma e mio papà sanno tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare fino a qui oggi. Il vostro affetto e il vostro amore sono il regalo più grande. Voglio darlo ai miei genitori perché senza di loro non avrei fatto tutto questo", dice ai suoi fan. Su "Sottovoce" cominciano a scorrere i titoli di coda: "La libertà è meravigliosa, ti porta lontano ma alla fine lasci sempre qualcosa", canta Emma, prima di sparare le ultime cartucce con "Cercavo amore", "La mia città" e "Il paradiso non esiste". Il finale è invece affidato a "Inutile canzone", un flusso di pensieri lungo più di sei minuti, con una lunga coda strumentale: la cantante scende dal palco, sfila nello spazio compreso tra la passerella e il parterre, stringe le mani ai fortunati in prima fila attaccati alle transenne. E mentre le luci del palasport romano si accendono, quelle dell'Exit si spengono. Per l'ultima volta.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Effetto domino"
"Le ragazze come me"
"Occhi profondi"
"Trattengo il fiato"
"Nucleare"
"Sorrido lo stesso"
"Schiena"
"Nel posto più lontano"
"Coraggio"
"Portami via da te"
"L'amore non mi basta"
"Non è l’inferno"
"Le cose che penso"
"Mondiale"
"Resta ancora un po'"
"Arriverà l'amore"
"Calore"
"Sarò libera"
"Amami"
"Quando le canzoni finiranno"
"L'isola"
"Mi parli piano"
"Luna e l'altra"
"Incredibile voglia di niente"
"Malelingue"
"Sottovoce"
"Cercavo amore"
"La mia città"
"Il paradiso non esiste"
"Inutile canzone"

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