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NEWS   |   Italia / 01/03/2019

Eugenio in Via di Gioia, è uscito il nuovo album: 'La 'Natura viva' che osserviamo in strada di notte'. Video

Eugenio in Via di Gioia, è uscito il nuovo album: 'La 'Natura viva' che osserviamo in strada di notte'. Video

Che la loro palestra sia stata il busking lo si capisce subito, dalla grazia competente con la quale prendono possesso del (piccolo) palco dell'ostello milanese dove, nella mattina di oggi, venerdì primo marzo, gli Eugenio in Via di Gioia hanno presentato il loro terzo album, "Natura viva", il primo su major e già disponibile nei negozi: Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici danno l'aria di trovarsi a casa propria ovunque, mentre dispongono sul palco una chitarra e frutta, giocattoli e oggetti recuperati sul posto coi quali poco dopo daranno vita a un estemporaneo live set.

C'è tanta strada, nel senso di spezzoni di realtà, in "Natura viva", a cominciare dalla copertina, realizzata appositamente per la band dallo street artist torinese BR1, che ha curato anche le altre illustrazioni - da colorare - che accompagnano, nel formato fisico del disco, tutte le canzoni presenti nella tracklist. "L'idea era raccontare le canzoni in modo grafico", raccontano loro: "Ai concerti porteremo dei tabelloni con le riproduzioni delle grafiche del disco e dei pennarelli che distribuiremo al pubblico: a fine serata, metteremo all'asta il frutto del lavoro corale e creativo del pubblico, devolvendo il ricavato in beneficenza".

Nel disco gli unici suoni elettronici sono "di una tastiera comprata in un discount per 20 euro", tengono a precisare loro: "Tutti gli altri sono suoni acustici filtrati digitalmente, che abbiamo campionato per averli sempre con noi, anche dal vivo. Non è una soluzione palliativa: semplicemente, è la direzione che sta prendendo la musica oggi, dove grandi produzioni si fondono con il low-fi".

Sul palco, davanti alla band, c'è un cesto di frutta "parlante": toccando i vari elementi della composizione vengono riprodotti suoni e frasi. "Con Arduino [la piattaforma hardware sviluppata a partire dal 2003 da alcuni membri dell'Interaction Design Institute di Ivrea] potremmo far suonare qualsiasi cosa, da una mela a uno sgabello". Eccolo, il concetto di "natura viva": "Noi la osserviamo, la natura che vive. Scriviamo suonando la notte, in strada, osservando la gente che passa e ci guarda. E la gente che ti ascolta di notte ti ascolta veramente: in orari convenzionali sarebbe diverso, perché di giorno tutti hanno la testa da un'altra parte".

Per i primi due album il processo creativo degli Eugenio in via di Gioia partiva dal busking nottura, passava da lunghe session in sala prove e finiva in studio. "Oggi è diverso: dopo le nostre uscite di notte, ci troviamo davanti a un computer, e lì mettiamo a punto le canzoni. Per noi si è rivelato più creativo delle jam in sala prove, perché ci permette di non legarci agli strumenti che abbiamo in mano. Per esempio, Lorenzo [Federici, il bassista] può sedersi davanti a uno schermo e tirare fuori una linea di basso molto più bella ed efficace di una elaborata con lo strumento alla mano, arrivando così in studio dal produttore con le idee molto più chiare. In questo senso, la rivoluzione l'hanno iniziata i rapper, che grazie ai produttori sono stati in grado di lavorare sulle basi musicali senza passare dallo studio 'classico'".

In "Natura viva" c'è meno goliardia rispetto ai predecessori "Lorenzo Federci" - "Il primo disco l'abbiamo chiamato perché Lorenzo si è unito a noi quattro mesi dopo aver scelto il nome del gruppo: è una specie di risarcimento", raccontano loro - e "Tutti su per terra": "Premesso che l'approccio nell'esecuzione dal vivo non cambierà, è vero. Siamo abituati a suonare in contesti dove l'attenzione ce la dovevamo guadagnare, ma adesso è diverso. Suoniamo in grandi locali, alcuni dei quali sold-out: sappiamo che il pubblico in sala è lì per noi, non abbiamo più bisogno di richiamare l'attenzione a tutti i costi".

Benché le influenze squadernate dal quartetto siano esclusivamente d'importazione - "Stromae, Alt-J, Vampire Weekend, ma anche gruppi meno noti come i Dirty Projectors" - gli Eugenio in via di Gioia si sono visti ascrivere all'ondata indie tricolore passata in un lampo dai piccoli club ai palazzetti: "Ci piace pensare di essere dentro all'indie italiano, ma - contemporaneamente - di essere anche altro. L'indie è una bolla che prima o poi scoppierà, e, quando succederà, non vorremo essere considerati tali. Una volta le tendenze le dettava MTV, oggi a farlo sono le playlist di Spotify, e l'indie italiano è fiorito così. Per noi è un bene essere considerati indie, ma non è di certo il nostro obbiettivo".

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