NEWS   |   Italia / 28/02/2019

I Canova hanno un obiettivo preciso

I Canova hanno un obiettivo preciso

La forza delle canzoni e il desiderio di fare un disco capace di durare, nell'era delle playlist: i Canova presentano "Vivi per sempre".

I Canova sono degli idealisti. Nell'era delle playlist, degli algoritmi e delle canzoni scritte seguendo regole precise per avere successo sulle piattaforme di streaming, Matteo Mobrici e compagni continuano a credere nella forza degli album, dei vecchi elleppì e dei trentatré giri. E hanno un obiettivo preciso: restare nel tempo. È questa l'ambizione che si nasconde dietro al titolo del loro nuovo album, "Vivi per sempre". Che è al tempo stesso un augurio, un imperativo e una speranza: "Venivamo da un tour che aveva come slogan 'vorrei morire', un verso di una canzone del precedente disco, 'Vita sociale'. Ma le cose cambiano", spiega a Rockol il frontman del gruppo milanese, "questo 'Vivi per sempre' non ha un soggetto. È un augurio anche a noi stessi, alle canzoni e al tipo di carriera che vorremmo avere".

La copertina di "Vivi per sempre":

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L'album, nei negozi da domani, venerdì 1° marzo, arriva a due anni e mezzo dall'esordio con "Avete ragione tutti" e contiene nove canzoni per certi versi figlie del mood che ha caratterizzato il tour in supporto all'album del 2016: "Sono nate tra febbraio e marzo dello scorso anno. Dopo l'ultima data del tour, all'Alcatraz di Milano, mi ero promesso di non toccare gli strumenti per qualche mese. Invece ad aprile ci siamo detti: 'Andiamo a registrare'", ricorda Mobrici. La prima anticipazione di "Vivi per sempre", "Groupie", è arrivata lo scorso ottobre, seguita nelle settimane successive da "Domenicamara" e da "Goodbye goodbye", quest'ultima uscita alla fine di gennaio (l'hanno suonata per noi anche in versione #NoFilter, guarda qui il video): "Non c'è stata una strategia precisa. Non abbiamo seguito ragionamenti del tipo: 'Queste sono più forti e le facciamo uscire prima', o viceversa. Non abbiamo nemmeno pensato al concetto di playlist: 'Basta solo un singolo e poi al resto non ci si pensa'. Niente di tutto questo. Se abbiamo deciso di pubblicare il primo singolo cinque mesi prima rispetto all'uscita del disco è stato solo perché volevamo allungare la vita di questo album". L'obiettivo che si sono dati Matteo, Fabio, Federico e Gabriele, anche in fase di registrazione, è stato proprio quello di fare un disco che non durasse solamente un mese: "È difficile, lo sappiamo. Ma le canzoni riescono a sopravvivere rispetto al contesto in cui vengono piazzate. Alla fine vincono loro, rimangono a galla. A noi piacciono gli album, ascoltarli per intero".

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Le loro influenze sono state fondamentali per aiutarli a capire dove andare a mirare: "Puntiamo ad avere una carriera lunga, coerente e concreta, al di là dei numeri. 'Amen' dei Baustelle è stato un disco fondamentale, per noi. Mi ricordo che quando abbiamo iniziato a crederci ci ha dato una bellissima spinta", confida Matteo, "e poi i Beatles, gli Oasis, Brunori. I Baustelle e Brunori sono due progetti fatti di quel tipo di pasta: sono riusciti ad avere una carriera importante e a essere stimati anche da noi, che alla fine siamo una band pop". Dietro al suono di "Vivi per sempre", che mischia influenze varie (da Luca Carboni a Vasco, passando per il brit pop), c'è Matteo Cantaluppi, noto ai seguaci della scena indie per aver messo mano a "Fuoricampo" e "Completamente sold out", i dischi del successo "mainstream" dei Thegiornalisti: "Abbiamo pensato molto ai concerti, alla dimensione dei live. Con Matteo condividiamo le intenzioni: lui è uno che se ne fotte di tutte le dinamiche al di fuori dello studio di registrazione. Negli ultimi due anni ci siamo annusati molto e alla fine siamo riusciti a convincerlo a produrci".

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Negli ultimi tempi, oltre ad aver esordito anche come scrittore (lo scorso ottobre ha pubblicato il suo primo romanzo, "Dieci personaggi in cerca di vodka"), Matteo Mobrici ha anche partecipato a sessioni di scrittura insieme ad altri autori, con i quali ha composto alcune canzoni destinate a interpreti terzi. Come Emma Marrone, che ha inciso la sua "Mondiale", scritta insieme a Colapesce e Federico Nardelli: "All'inizio ero scettico, ma alla fine ho capito che l'autorato è una palestra importante, perché ti permette di passare del tempo con altri autori, di creare dei rapporti. Ci sono nuove collaborazioni in ballo e forse presto sentirete cose nuove". Da metà marzo, intanto, i Canova torneranno in tour nei club per far ascoltare dal vivo le nuove canzoni: qui tutte le date.

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