Nirvana, 25 anni fa la morte di Kurt Cobain: lo speciale di Rockol

Nirvana, 25 anni fa la morte di Kurt Cobain: lo speciale di Rockol

Venticinque anni iniziano a essere una giusta distanza per fare i conti con qualcosa di così enorme come la morte di Kurt Cobain: al riparo dall'inevitabile contraccolpo emotivo e sviluppati gli anticorpi adatti per immunizzarsi dall'odiosa retorica dell'angelo caduto, del profeta grunge maledetto e di tutto l'armamentario commemorativo da rotocalco, resta da chiedersi perché il ragazzo di Aberdeen sia rimasto un faro - l'ultimo, probabilmente - sul panorama rock mondiale.

La sua eredità, infatti, è viva e palpabile, benché ormai quelli che furono i protagonisti della gloriosa scena che tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta catapultò Seattle all'attenzione del mondo ancora in attività si contino ormai sulle dita di una mano, o quasi: dai Foo Fighters del suo batterista Dave Grohl all'ex "concorrente" Eddie Vedder, chi oggi continua a dettare gli standard del rock ha avuto a che fare direttamente con lui.

Curioso che un rivoluzionario recalcitrante in eredità abbia lasciato le fondamenta di un establishment, o no? Riguardando indietro a un quarto di secolo fa, e alla luce dei fiumi di inchiostro versati sullo stato di salute del rock e sui massimi sistemi ad esso correlati, una mezza idea di cosa abbia differenziato Kurt Cobain dalla quasi totalità delle star transistate più o meno velocemente nel firmamento musicale degli ultimi quarant'anni ce la si può fare senza troppa fatica.

I Nirvana furono unici perché non si posero mai né come custodi di una qualsiasi ortodossia, né come elemento di rottura. Anzi, mossero sempre pervicacemente contro i codici delle scene, le convenzioni dei proto-influencer e i dettami dei maître à penser: uscirono dall'underground passando su major e sfondando grazie a un video su MTV, citando influenze che più eterogenee non si potrebbe. Si misero contro gli intoccabili, rifiutando sdegnosamente le avances di Guns N' Roses e Metallica, riuscendo a stare antipatici a quelli ai quali il buon senso contemporaneo (e commerciale) avrebbe consigliato la richiesta di un featuring. Diventati nel giro di due anni la più grande rock band del mondo, passando dai locali di provincia alle arene, scelsero prima di farsi produrre da Steve Albini, bestia nera di qualsiasi discografico che consideri i dischi "progetti dal potenziale commerciale", per poi spegnere gli amplificatori, dichiarare incondizionata ammirazione per l'acustico e orchestrale (grazie anche alla mano del già Led Zeppelin John Paul Jones, che ne curò gli arrangiamenti di archi) "Automatic For The People" dei R.E.M. e consegnare agli annali l'"MTV Unplugged in New York". Con gli occhi di allora, una sequenza di scelte assurde tollerate dai discografici solo in virtù di vendite stellari: con quelli di oggi, pietre miliari che hanno scandito la nascita di una leggenda.

Per ricordare Kurt Cobain a venticinque anni dalla sua scomparsa, Rockol offre ai propri lettori questo speciale sull'ultimo artista che cambiò il mondo davanti al microfono, con una chitarra al collo, e - cosa che lo ha reso davvero speciale - senza nessuna intenzione di farlo. Buona lettura.

 

Le testimonianze:

Kurt Cobain, 25 anni fa la morte: i Nirvana a Roma nel 1994: l'ultimo soggiorno del leader dei Nirvana fuori dagli Stati Uniti insieme alla moglie Courtney Love e alla figlia Frances Bean raccontate dalla foto dei fan che lo incontrarono in città

Kurt Cobain, 25 anni fa la morte: tutti i concerti dei Nirvana in Italia. Video: dal tour da indipendenti in supporto a "Bleach" nel 1989 ai fasti dei concerti organizzati in seguito alla pubblicazione di "In Utero" nel 1994. Tutte le volte che i Nirvana si sono esibiti nel nostro Paese

 

Gli approfondimenti:

Anyone can play guitar: a lezione di musica da Kurt Cobain: "Meglio ricordarlo cercando di imparare il riff di 'Come As You Are' che rievocare il 'club 27' e la mitologia della rockstar tormentata"

Cosa è rimasto del grunge 25 anni dopo la morte di Kurt Cobain: chi sono, cosa hanno fatto e - soprattutto - dove sono oggi gli artisti che con il frontman dei Nirvana hanno fatto la storia del grunge

Kurt Cobain, il 25esimo anniversario della morte: discorso di Coutney Love alla veglia pubblica del 10 aprile 1994 a Seattle: il commovente e rabbioso omaggio della leader delle Hole al marito a poche ore dalla sua scomparsa

 

Le recensioni:

La recensione di "Nevermind"

La recensione di "In Utero"

 

I ricordi:

Kurt Cobain ci ha lasciato il 5 aprile 1994, ascolta le canzoni che parlano di lui

 

Le curiosità:

'Smells Like Teen Spirit': 10 cose che potreste non sapere del brano simbolo dei Nirvana e del grunge (10 settembre 2018)

'Nevermind' dei Nirvana: dieci cose (più una) che forse non sapete del disco simbolo del grunge (24 settembre 2018)

 

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