Vicky Cornell al Congresso degli Stati Uniti: 'La morte di Chris non era inevitabile'

Vicky Cornell al Congresso degli Stati Uniti: 'La morte di Chris non era inevitabile'

La vedova dello scomparso frontman di Soundgarden e Audioslave Vicky Cornell è stata convocata al Congresso degli Stati Uniti, l'organo legislativo del governo federale USA con sede a Washington DC, per offrire la propria testimonianza a una commissione bipartisan per la lotta all'abuso di eroina e oppioidi, questi ultimi reputati dalla donna principali responsabili della morte del marito.

Secondo quanto riferito da People e TMZ, Vicky ha sostenuto che la morte di Chris Cornell "non era inevitabile, e questa è la cosa che fa più male. Non è stato rapito dai demoni. Chris aveva un problema al cervello e un dottore che sfortunatamente, come tanti altri, non era stato correttamente informato sul problema delle assuefazioni".

"Dobbiamo inserire il trattamento delle dipendenze nel nostro sistema sanitario", ha proseguito Vicky Cornell: "Basta con le false rappresentazioni sulla necessità di toccare il fondo, basta con le società segrete e con la vergogna. Dobbiamo educare gli operatori sanitari su come trattare le dipendenze".

Chris Cornell si tolse la vita nel maggio del 2017 in un hotel di Detroit, subito dopo un concerto al Fox Theatre con i Soundgarden, sempre nella Motor City. Pochi giorni dopo la tragedia, Vicky Cornell fece sapere, attraverso una nota ufficiale, che "se mio marito si è suicidato, è perché non sapeva cosa stava facendo. Le sostanze e i farmaci che stava prendendo posso avere avuto effetti sulle sue azioni". La donna, lo scorso novembre, ha citato in giudizio il medico personale di Cornell, Robert Koblin, per negligenza e per "aver ripetutamente prescritto al paziente pericolose sostanze che hanno alterato il suo comportamente, le sue percezioni e la sua capacità di giudizio".

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