NEWS   |   Recensioni concerti / 26/02/2019

Ermal Meta porta le sue canzoni in teatro (con gli GnuQuartet e un cameo di Venditti): il racconto del concerto

Ermal Meta porta le sue canzoni in teatro (con gli GnuQuartet e un cameo di Venditti): il racconto del concerto

Così le canzoni hanno un sapore diverso. Ti conquistano verso dopo verso e non ti lasciano andare. Non sono ammesse distrazioni (anche perché tra le pareti dell'Auditorium Parco della Musica i cellulari mica prendono). Anche la scenografia è stata pensata per non distogliere l'attenzione del pubblico: è del tutto assente, se non si considerano le sfere illuminate che di tanto in tanto fanno su e giù di fronte ai musicisti. Sono loro, le canzoni, le vere protagoniste. Quelle di Ermal Meta, che vi piacciano o meno, sono perfette: mai una parola fuori posto, mai una sbavatura. E in questa veste acustica brillano di una luce diversa, più dolce, soffusa.

Avrebbe potuto tranquillamente annunciare un tour tutto nei palasport, dopo i numeri del tour dello scorso anno, quello legato al suo ultimo album "Non abbiamo armi". Invece, il cantautore ha preferito cercare un'atmosfera diversa: quella più intimista e raccolta dei teatri, che da qualche tempo a questa parte sembrano aver riconquistato un certo appeal nel pop-rock italiano (vedi Le Luci della Centrale Elettrica, Elisa, Carl Brave, Manuel Agnelli). Un modo per provare a fare qualcosa che avesse un suono diverso rispetto a quello dei concerti soliti, come ha spiegato anche nella nostra intervista, per fare un percorso sonoro che avesse una precisa identità, una precisa matrice.

Lo ha reso possibile anche la collaborazione con gli GnuQuartet, che dopo aver incontrato Ermal la scorsa estate hanno accettato con entusiasmo di affiancarlo in questa nuova avventura. Il quartetto composto da Raffaele Rebaudengo (viola), Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino) e Stefano Cabrera (violoncello), già al fianco di Afterhours, Baustelle e La Crus, tra gli altri, ha un ruolo tutt'altro che marginale nel concerto: è proprio il tappeto sonoro tessuto dagli GnuQuartet a rappresentare il cuore dei nuovi arrangiamenti delle canzoni, mischiando influenze e ispirazioni diverse (talvolta attingendo pure dalla musica classica, come nell'introduzione di "Voce del verbo", la prima canzone in scaletta).

Alcune canzoni, come "Piccola anima", "Le luci di Roma" o "Quello che ci resta", trovano nei teatri la loro naturale dimensione. Altre, quelle che solitamente sono caratterizzate da suoni più accattivanti, come "Vietato morire", "Dall'alba al tramonto", "Voodoo love" e "Caro Antonello" (con un cameo a sorpresa di Venditti, a cui è dedicata, che sul palco fa ascoltare piano e voce anche la sua "Roma capoccia"), qui vengono riproposte con vesti sonore nuove. Non mancano un paio di chicche, oltre a una manciata di pezzi pescati dai dischi di La Fame di Camilla, la band che aveva prima di intraprendere la carriera solista, per la gioia dei fan della prima ora: le cover di "Unintended" dei Muse e "Amara terra mia", quest'ultima già proposta con successo sul palco dell'Ariston due anni fa, dimostrano che oltre a essere un bravo autore di canzoni, Ermal è anche un ottimo interprete di parole altrui.

Il tour, partito a fine gennaio, terrà impegnato il cantautore sui palchi dei teatri italiani fino a fine marzo (qui le prossime date). Non è escluso che la tournée possa poi rivivere in un album dal vivo dopo quello del concerto-evento dello scorso anno al Forum di Assago (pubblicato lo scorso mese), dove peraltro Ermal Meta tornerà a esibirsi ad aprile.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Voce del verbo"
"Lettera a mio padre"
"Dall'alba al tramonto"
"Piccola anima"
"Niente che ti assomigli"
"Due lacrime"
"Vietato morire"
"Quello che ci resta"
"Caro Antonello"
"9 primavere"
"Bob Marley"
"Le luci di Roma"
"Schegge"
"Molto bene molto male"
"Un'altra volta da rischiare"
"Non mi avete fatto niente"
"Sperare"
"Unintended"
"Mi salvi chi può"
"Amara terra mia"
"Voodoo love"

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