India, Warner fa causa a Spotify per violazione di copyright

Secondo quanto riferito da MBW, rifacendosi a fonti asiatiche, la major Warner Music Group ha presentato in un tribunale di Mumbai, in India, un’ingiunzione contro il colosso svedese dello streaming Spotify per questioni relative alla violazione del copyright che sono state così esposte da un portavoce dell’etichetta contattato da Music Business Worldwide: “Dopo mesi di negoziati, Spotify ha improvvisamente cambiato corso e ha falsamente sostenuto una licenza statutaria per i diritti delle edizioni musicali dei nostri cantautori in India.

Non abbiamo avuto altra scelta che presentare un’ingiunzione in tribunale in India per fermarli. Il nostro obiettivo è elaborare un accordo che funzioni per tutti. Speriamo che questo sia solo un intoppo nell’espansione di una partnership globale longeva e di successo”.

La piattaforma streaming con sede a Stoccolma ha aperto il suo primo ufficio in India l’anno scorso e alcune voci volevano che il lancio del servizio nel Paese asiatico fosse previsto per la seconda metà del 2018. Con una nota ufficiale, l’ingresso di Spotify in India è stato poi annunciato per il 31 gennaio. Restando nell’ambito del rumor, alcune fonti indicate da MBW sostengono che le altre due major, Sony e Unversal, siano invece molto vicine a siglare il loro accordo con Spotify per quanto riguarda l’India.

La licenza della quale la società fondata nel 2006 vorrebbe avvalersi è quella tipicamente utilizzata dalle radio e dalle televisioni indiane per trasmettere musica sui loro canali e siccome Warner Music Group ha negato a Spotify l’accesso al suo catalogo editoriale la piattaforma avrebbe cercato di rifarsi a quel tipo di licenza per attingere al repertorio di oltre un milione di canzoni di Warner/Chappell. Ed è a quel punto che Warner/Chappell ha fatto causa Spotify. La società ha rilasciato attraverso un portavoce la seguente dichiarazione:

Warner Music Group ha dato istruzioni a Warner/Chappell Music di presentare un’ingiunzione nel tentativo di usare a proprio vantaggio i diritti editoriali indiani locali di WCM per ottenere concessioni nei negoziati generali di rinnovo dei termini per quanto riguarda la musica revistrata. WMG ha revocato un accordo precedentemente raggiunto sulle licenze editoriali per ragioni del tutto slegate dal lancio di Spotify in India.

Per poi aggiungere: 

Il comportamento ingiusto di WMG danneggerebbe molti artisti, etichette ed editori non Warner e impedirebbe a Spotify di competere sul mercato, non lasciandoci altra scelta se non quella di chiedere una licenza legale. Questa licenza statutaria, che consente ai servizi basati su Internet di farvi appello, impedisce le pratiche ingiuste di WMG, garantendo nel contempo che tutti i titolari dei diritti siano risarciti equamente.

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