NEWS   |   Industria / 25/02/2019

Soundreef, parla Davide D'Atri: 'Il nostro futuro lo vogliamo in Italia. SIAE? Una risorsa, ma...'

Soundreef, parla Davide D'Atri: 'Il nostro futuro lo vogliamo in Italia. SIAE? Una risorsa, ma...'

Con indici solidamente positivi fatti segnare alla fine dello scorso anno - con un incremento di 176 punti percentuali registrati negli ultimi 24 mesi riguardo i proventi di esecuzioni dal vivo e dell'8,6% nell'ultimo semestre del 2018 nel comparto streaming - Soundreef, la società di collecting indipendente fondata da Davide D'Atri, ha ulteriormente rafforzato la sua posizione nel settore del collecting dei diritti d'autore sul panorama italiano.

"Questo risultato è figlio di due fattori", ha spiegato a Rockol D'Atri: "Il primo è la transizione da monopolio a mercato libero, con la caduta del monopolio SIAE che finalmente ha sbloccato flussi di denaro importanti. Il secondo è che lo sblocco di questi soldi ha permesso alle soluzioni tecnologiche che abbiamo adottato di sfruttare meglio le proprie potenzialità. Siamo contenti, perché il fatto che il denaro sia tornato a circolare offre maggiore tranquillità agli artisti, sia in termini meramente economici che dal punto di vista artistico, con la ripresa degli investimenti in nuove produzioni".

Eppure, solo a metà dello scorso dicembre, in una lettera aperta inviata al Ministro del Lavoro del governo Conte Luigi Di Maio D'Atri aveva minacciato di portare le attività della sua società all'estero se l'esecutivo non si fosse impegnato di più a completare il processo di liberalizzazione del settore sancito dalla direttiva Barnier: i buoni risultati comunicati lo scorso 14 febbraio sono il sintomo di uno sblocco definitivo della situazione?

"La situazione non si è sbloccata come vorremmo", osserva il fondatore e ad di Soundreef: "Quella del perfezionamento della liberalizzazione del settore è una questione che andrebbe affrontata dalla politica e dalle autorità preposte al controllo come l'AGCom. Al momento abbiamo sì un mercato libero, ma senza regole: le regole ce le stiamo inventando noi con gli utilizzatori, e questo non è giusto. La gestione di certe dinamiche non può non essere governata".

Le dinamiche alle quali si riferisce D'Atri non è difficile immaginare quali siano: "La SIAE ha poteri speciali, come quelli ispettivi, che le permettono di controllare il mercato", prosegue, "A noi va bene che certe funzioni le assolva un solo operatore, ma a patto che quanto incamerato venga ripartito con precisione entro pochi giorni".

Rispetto a quanto osservato solo un anno fa, tuttavia, pare sia definitivamente caduta la linea del muro contro muro che tanto aveva fatto scrivere e discutere: "Vorremmo uscire dalla logica della contrapposizione", spiega D'Atri, "SIAE è un ente prezioso, abbiamo ampi margini di collaborazione che sono doverosi nei confronti di artisti e utilizzatori, ma che devono essere mediati dalle istituzioni".

Non resta, quindi, che guardare al futuro. Soundreef ha da poco stretto una partnership con Bach Technology, società svedese proprietaria - tra le altre cose - della tecnologia MusicDNA, che permette di sfruttare al massimo i metadati inclusi nei file musicale e il minuzioso tracciamento degli stessi. Che novità sarà lecito aspettarsi a medio/breve termine? "Nei prossimi 12-18 mesi faremo operazioni molto importanti, alcune delle quali in collaborazione con Bach Technology", rivela D'Atri riguardo le prossime mosse di Soundreef, sottolineando, tuttavia, il carattere territoriale della road map della sua azienda: "Queste operazioni ci piacerebbe molto farle in Italia. Per questo chiediamo al governo regole chiare: vogliamo che gli investitori concentrino le proprie operazioni nel nostro Paese, non all'estero. Vogliamo fare lavorare le persone, abbiamo grandi progetti in termini di assunzioni sul nostro ufficio di Roma e di crescita tecnologica, e saremmo disposti anche a riportare le nostre controllate estere [come Soundreef Ltd, di stanza a Londra] in Italia. Ci siamo lasciati alle spalle i momenti più difficili, sia in termini politici che legali: siamo sulla giusta traiettoria, e abbiamo un grande piano di investimenti. Chiediamo solo una cosa: fateceli attuare in Italia".