NEWS   |   Pop/Rock / 20/02/2019

Venezuela, Luis Fonsi headliner al 'Live Aid' di Richard Branson. Maduro risponde con un altro concerto. E Roger Waters...

Venezuela, Luis Fonsi headliner al 'Live Aid' di Richard Branson. Maduro risponde con un altro concerto. E Roger Waters...

La drammatica crisi politica che sta attanagliando ormai da settimane il Venezuela ha spinto il magnate già fondatore della Virgin Records Richard Branson a organizzare un mega evento dal vivo - modellato sul leggendario Live Aid - per raccogliere fondi da devolvere alla popolazione, fiaccata da uno stallo istituzionale che ha portato la quasi totalità della popolazione ben oltre la soglia della povertà.

L'evento, programmato per il prossimo venerdì 22 febbraio a Cucuta, cittadina colombiana prossima al confine con il Venezuela, promette oltre dodici ore di musica da parte di artisti locali e star internazionali come Luis Fonsi, la voce di "Despacito" vista duetta con Eros Ramazzotti in occasione dell'ultimo Festival di Sanremo, il dj svedese Alesso, Juan Luis Guerra e Paulina Rubio: alla maratona Branson attende oltre 300mila spettatori, che - pagando un biglietto d'ingresso - finanzieranno la sua campagna a favore della popolazione locale.

Dal canto suo Nicolás Maduro, il cui ruolo istituzionale è stato contestato dopo le ultime elezioni presidenziali dal parlamento controllato dalle opposizioni, che hanno nominato Juan Guaidó presidente ad intermin, ha fatto sapere, per mezzo del proprio ministro dell'informazione Jorge Rodriguez, di essere al lavoro su una contro-manifestazione da programmare in contemporanea a quella organizzata da Branson: i dettagli dell'evento, definito dallo staff di Maduro "un messaggio di amore e solidarietà, e una denuncia nei confronti della tentata aggressione al popolo venezuelano", non sono ancora stati rivelati. Al momento, riferisce il Washington Post, l'unica informazione disponibile riguarda la durata dell'evento pro-Maduro, che dovrebbe estendersi dalla giornata di venerdì anche a quella di sabato.

Nella contesa musicale si è inserito anche il già bassista dei Pink Floyd Roger Waters: in un videomessaggio postato sui proprio canali social ufficiale, il creatore di "The Wall" ha preso le distanze dall'iniziativa lanciata da Branson.

"Ho visto un video di Branson con il cuore in mano e la t-shirt della Virgin Airways indosso", ha commentato, sarcastico, Waters: "Anche se volete dare retta alla loro campana, tutto questo non ha niente a che vedere, in nessun modo, con le ragioni umanitarie. Ha a che fare con Richard Branson, e questo non mi sorprende, che si è fatto convincere dagli Stati Uniti per 'rilevare' il Venezuela, per ragioni che conoscono solo loro. [Il concerto] non ha nulla a che fare con gli aiuti alla popolazione venezuelana, né con la democrazia, né con la libertà". Spiegando come "le violenze, la dittatura, gli omicidi e le persecuzioni" siano una costruzione "della narrazione americana" relativa alla crisi venezuelana, Waters ha messo in guardia il pubblico e gli artisti - tra i quali "l'amico Peter Gabriel" - dal rischio di venire strumentalizzati da un'operazione di "sostituzione di regime" che potrebbe trasformare il Venezuela "in una nuova Libia, o Siria, o Iraq".

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